Bambini e anziani insieme: l'esperimento di Scandicci che combatte l'Alzheimer
Un percorso di psicoeducazione e attività condivise tra generazioni offre strumenti concreti per affrontare la demenza e migliorare la qualità della vita. Il progetto descritto mette al centro la relazione tra persone che vivono la malattia, i loro familiari e i bambini, attraverso esperienze creative, momenti di ascolto e attività partecipate che valorizzano ogni momento di incontro.
laboratori per persone con demenza: il progetto tazzine di ricordi
contesto e obiettivi
Promosso dalla cooperativa Nomos, il programma comprende interventi di psicoeducazione per i caregiver e uno spazio protetto dedicato alle persone affette da Alzheimer. Il Caffè Alzheimer del territorio funge da luogo di ascolto e socialità, offrendo accesso libero a chi cerca confronto, attività creative e ricreazione. Il progetto “Tazzine di ricordi” nasce dall’incontro tra Nomos e Lo Spazio delle Donne con il loro Spazio Famiglia, attivo nel Nido d’infanzia Il Giardino delle Tate, per proporre momenti condivisi tra generazioni all’interno dei contesti educativi.
protagonisti e luoghi
Daniela ha seguito un percorso di psicoeducazione composto da 6 incontri, mentre il marito, colpito dall’Alzheimer all’età di 66 anni, ha partecipato al Caffè Alzheimer e successivamente agli Atelier Alzheimer. Le attività si sono svolte al Giardino delle Tate, asilo privato convenzionato a Scandicci, grazie alla collaborazione tra Nomos e Lo Spazio delle Donne. Le sessioni hanno coinvolto anche bambini dell’asilo e anziani frequentanti il Caffè Alzheimer in un contesto di incontro intergenerazionale.
attività e dinamiche di partecipazione
Durante il progetto si sono svolti incontri mensili: i bambini hanno condiviso merende e partecipato ad esperienze guidate da educatrici, operatori, musicoterapeuti e arteterapeuti. Le attività hanno previsto musica, palle morbide e teli colorati, proposte in modo esperienziale per stimolare la partecipazione e la socializzazione. Daniela e il marito hanno partecipato con entusiasmo, dimostrando coinvolgimento nelle attività e benefici annotati dalle educatrici e dagli operatori.
valutazione, esiti e prospettive
Nel corso delle attività è stata compilata una scheda di osservazione e monitoraggio per anziani e bambini, all’interno della quale sono stati attribuiti punteggi relativi a partecipazione, coinvolgimento, attivazione e comportamento. I risultati sono risultati positivi: gli incontri hanno rappresentato un dono per tutti – ai bambini hanno arricchito la conoscenza della vita, agli anziani hanno fatto riaccendere lo scintillio dell’esistenza, e agli operatori hanno mostrato quanto la presenza del diverso possa essere valorizzata. Le evidenze indicano la possibilità di replicare l’iniziativa e di ampliarne l’applicazione anche alla scuola dell’infanzia.
Elena Poli, psicologa e referente del progetto per Nomos, sottolinea che i risultati hanno evidenziato l’efficacia di un approccio integrato tra ascolto, attività e cura delle relazioni, rafforzando la fiducia nell’utilizzo di modelli simili anche in altri contesti educativi.
Personaggi menzionati nel testo:
- Daniela
- marito di Daniela (non esplicitato il nome)
- Elena Poli, psicologa e referente del progetto per Nomos
