Agricoltura in piazza a Bruxelles: "Con la riforma Pac a rischio 270mila aziende, non si svende
Una grande mobilitazione ha coinvolto agricoltori italiani a Bruxelles, dove è stata espressa una chiara opposizione a una riforma della politica agricola comune post 2027. L’evento, organizzato da Cia-Agricoltori Italiani, ha visto partecipare decine di migliaia di operatori provenienti da diverse realtà europee e una schiera consistente di trattori, a sostegno di una Pac che garantisca stabilità, reddito e sicurezza alimentare. La delegazione italiana era guidata dal presidente nazionale e contava anche la presenza di una rappresentanza di Cia Alessandria-Asti, a testimonianza di una voce diffusa e strutturata sul territorio.
pac post 2027: protesta e richieste degli agricoltori
In piazza sono stati posti messaggi netti a tutela del sistema agroalimentare europeo, con lo striscione di accompagnamento che denunciava una percepita debolezza della politica comunitaria. La discussione ruota attorno a una proposta di riforma che, secondo gli organizzatori, comporterebbe la gestione delle risorse in modo centralizzato e un taglio complessivo delle risorse.
Secondo le stime fornite, la revisione potrebbe tradursi in una perdita di risorse di circa 9 miliardi di euro per l’Italia, accompagnata dall’integrazione della Pac in un fondo unico. L’impatto previsto varrebbe a livello territoriale con una contrazione stimata di -26% al Nord, -33% al Centro e fino a -51% al Sud, aggravando i divari esistenti tra le aree urbane e interne. Sul piano settoriale, le conseguenze sarebbero maggiori per i seminativi (-64%), seguiti dall’olivicoltura (-27%) e dalla zootecnia (-5%).
messaggi e slogan in piazza
- “Pac post 2027: non è una riforma, è la fine dell’agricoltura”
- “Agricoltori senza Pac, Europa senza cibo”
- “La sicurezza siamo noi”
- Segni e cartelli rimarcavano la esigenza di preservare la competitività e la sostenibilità del settore
perché la pac resta una scelta strategica
La leadership di Cia ha sottolineato che la Pac non è una mera riforma tecnica, ma un cambio di paradigma: è la politica europea più longeva che abbia sostenuto stabilità, reddito, tutela dei territori e sicurezza alimentare per oltre mezzo secolo. Smantellarla, secondo l’associazione, significherebbe indebolire l’Europa e compromettere la resilienza del sistema agroalimentare, soprattutto in un contesto internazionale in cui attori come Stati Uniti e Cina aumentano gli investimenti nel settore primario.
strategie e richieste per il futuro
Oltre al no alla riforma, la manifestazione chiede una linea europea più decisa sugli accordi commerciali per contrastare la concorrenza sleale e garantire condizioni di reciprocità in termini di regole e controlli. È inoltre auspicata una semplificazione reale della burocrazia che dia maggiore libertà alle imprese agricole operanti sul territorio, senza vincoli inutili e con una chiara focalizzazione sui bisogni concreti dell’agricoltura europea.
ruolo della politica agricola comune e futuro della sicurezza alimentare
La discussione ruota intorno a come strutturare una Pac che mantenga la coesione tra regioni, sostenga le imprese di tutte le dimensioni e salvaguardi la disponibilità di cibo sicuro per i cittadini europei. Il dibattito si concentra sull’urgenza di trovare un equilibrio tra finanziamenti, resilienza delle filiere e controllo delle dinamiche competitive a livello globale, evitando sperequazioni che minano la prosperità rurale e l’occupazione nel settore agricolo.
Personaggi principali presenti durante l’evento
- Cristiano Fini