Accordo fiscale Campari: Lagfin paga 405 milioni
In breve tempo, Lagfin ha definito una soluzione consensuale con l’Agenzia delle Entrate che mette fine a una questione fiscale legata al controllo di Campari. La transazione prevede una somma complessiva di 405 milioni di euro, da versare in un piano triennale e oltre, a seguito del completo abbandono della pretesa erariale.
lagfin e campari: accordo transattivo con l’agenzia delle entrate
La prima tranches della somma, pari a 152 milioni di euro, deve essere pagata entro il 31 dicembre 2025. Il saldo sarà ripartito in rate trimestrali di importo identico fra loro, a partire dal giugno 2027 e proseguendo fino al 30 settembre 2029. Lagfin precisa di avere agito nel rispetto di tutte le normative vigenti, inclusa quella fiscale italiana, ritenendo che l’exit tax non fosse applicabile.
La holding sottolinea che, anche qualora fosse proseguito un contenzioso, la sua durata avrebbe potuto estendersi per anni senza modificare il controllo su Campari. La decisione di aderire alla transazione sarebbe quindi stata presa per proteggere gli azionisti, evitando una possibile ricaduta negativa sul prezzo del titolo in caso di esito incerto della contesa.
La custodia del controllo di Campari è descritta come il fulcro dell’oggetto sociale di Lagfin, la quale ritiene doveroso preservare l’interesse degli investitori e mantenerli indenni dalle vicende che non riguardano direttamente Campari.
origine dell’indagine e contesto
L’indagine è stata avviata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ed è nata da una verifica fiscale collegata a una fusione per incorporazione tra Lagfin e la controllata italiana, detentrice della quota di maggioranza di Davide Campari Milano. In quella cornice di accertamenti sono emerse criticità legate a una fusione transfrontaliera effettuata nel 2018, che avrebbe trasferito il pacchetto di controllo dall’Italia al Lussemburgo.
Secondo gli elementi emersi dalle attività ispettive, Lagfin non avrebbe versato l’exit tax dovuta al fisco italiano quando l’attività è stata trasferita all’estero. Il mancato pagamento della tassa veniva contestato nel fascicolo; il pagamento di un terzo dell’importo è indicato come momento estinguerante del procedimento penale.
conseguenze e riflessi per gli azionisti
L’operazione è presentata come una soluzione volta a garantire stabilità agli azionisti di Campari, preservando la struttura di controllo e limitando i rischi di escalation giudiziaria. La comunicazione ufficiale richiama la necessità di mantenere indenni gli investitori dalle dinamiche che non riguardano direttamente Campari, rafforzando l’idea che la protezione dell’interesse azionario sia prioritaria per Lagfin.
