Terapie cellulari in reumatologia: superano gli anticorpi monoclonali secondo doria
innovazioni nelle terapie reumatologiche
Il congresso della Società Italiana di Reumatologia (SIR) si preannuncia come un’importante occasione per approfondire le novità nel campo delle terapie cellulari. Queste rappresentano una vera e propria rivoluzione rispetto all’uso tradizionale degli anticorpi monoclonali, introducendo un approccio più mirato e specifico nel trattamento delle malattie reumatologiche.
terapie cellulari: un cambio di paradigma
Andrea Doria, presidente della SIR e professore di Reumatologia presso l’Università degli Studi di Padova, ha sottolineato come le nuove tecnologie consentano l’utilizzo di cellule ingegnerizzate per colpire bersagli specifici. Questo approccio permette di trattare in modo più efficace le cellule coinvolte nei processi patologici, offrendo ai pazienti la possibilità di remissioni prolungate.
meccanismo d’azione delle terapie cellulari
I linfociti T vengono prelevati dal paziente tramite linfoaferesi e successivamente modificati in laboratorio per esprimere recettori chimerici che attaccano i linfociti B, responsabili della produzione degli autoanticorpi. Questo metodo risulta più efficiente rispetto agli anticorpi monoclonali tradizionali, poiché consente una deplezione duratura dei linfociti B.
linfociti T regolatori: una nuova frontiera
Doria ha evidenziato che recenti studi hanno iniziato a utilizzare i linfociti T regolatori nella terapia Car-T. Questi linfociti possono indurre un ambiente immunomodulante antinfiammatorio senza distruggere le cellule target, riducendo così gli effetti collaterali associati alle terapie convenzionali.
effetti collaterali delle terapie tradizionali
L’impiego dei linfociti T effettrori può comportare effetti collaterali significativi, come la sindrome da secrezione chimica e alterazioni neurologiche. La ricerca futura si concentrerà sulla manipolazione del sistema immunitario per ottenere remissioni profonde con minori complicanze.
difficoltà diagnostiche nella reumatologia
Nonostante i progressi terapeutici, persistono sfide significative legate alla diagnosi precoce delle malattie reumatologiche. Doria ha messo in luce una contraddizione nel settore: mentre i reumatologi sono prevalentemente concentrati negli ospedali per gestire casi gravi o rari, molte patologie ad alto impatto epidemiologico rimangono trascurate sul territorio.
- Artrosi
- Osteoporosi
- Fibromialgia
Aumentare il numero di reumatologi disponibili sul territorio potrebbe migliorare la diagnosi precoce e alleggerire il carico sui centri specialistici, beneficiando sia i pazienti che i professionisti del settore.