Ultrasuoni per microalghe: aumenta la produzione con i concerti innovativi
Un’importante innovazione nel campo della produzione di microalghe è stata recentemente sviluppata da un team di ricerca dell’Università di Roma Tor Vergata. Questo progresso tecnologico si basa sull’utilizzo controllato degli ultrasuoni per ottimizzare la crescita delle microalghe, rendendo il processo più efficiente e sostenibile.
tecnologia del sono-foto-bioreattore
Il nuovo dispositivo, denominato sono-foto-bioreattore (S-Pbr), utilizza ultrasuoni a bassa potenza per stimolare le cellule delle alghe, aumentando così la biomassa e incrementando il contenuto di molecole preziose come le proteine. La ricerca è stata pubblicata su Bioresource Technology, una rivista edita da Elsevier.
potenzialità delle microalghe
Le microalghe rappresentano una risorsa fondamentale per la bioeconomia futura, con applicazioni che spaziano dalla produzione di biocarburanti a quella di mangimi e cosmetici. Nonostante ciò, la loro coltivazione su larga scala presenta sfide legate ai costi elevati e ai processi complessi. L’adozione degli ultrasuoni offre un metodo innovativo per migliorare questi aspetti senza compromettere i processi esistenti.
sviluppo del bioreattore S-Pbr
La startup Yeastime, nata nel 2021 grazie all’iniziativa di studenti dell’Università di Roma Tor Vergata, ha collaborato con i ricercatori Roberta Congestri e Blasco Morozzo della Rocca per superare i limiti delle attuali applicazioni degli ultrasuoni. Il nuovo bioreattore combina ultrasuoni e luce in un sistema modulare che consente l’irradiazione precisa delle colture di microalghe.
sperimentazione sulle microalghe
I risultati ottenuti durante le sperimentazioni su due specie commerciali, Chlorella vulgaris e Desmodesmus sp., hanno mostrato miglioramenti significativi nella produzione proteica e nei carboidrati:
- Desmodesmus sp.: raddoppio del contenuto proteico dal 20% al 40% del peso secco.
- Chlorella vulgaris: incremento dei carboidrati dal 9% al 19% con trattamenti specifici.
- Aumento generale della biomassa fino al 30% rispetto ai controlli non trattati.
investimenti e futuro della startup Yeastime
Dopo aver raccolto investimenti significativi da Venture Capitalists nel settore agrifood, Yeastime punta a sviluppare ulteriormente i propri dispositivi basati sui brevetti esistenti. Federico Ortenzi, biotecnologo dell’azienda, sottolinea l’importanza della tecnologia: “Questa innovazione ci permette di interagire con le microalghe in modo efficace, promuovendo uno sviluppo sostenibile”. Il design modulare del dispositivo facilita l’integrazione nei fotobioreattori già presenti sul mercato.