Vulvodinia serie social dell’attrice de’ castiglioni per farla conoscere

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Vulvodinia serie social dell’attrice de’ castiglioni per farla conoscere

La vulvodinia entra finalmente nel dibattito pubblico con un linguaggio capace di avvicinare senza appesantire: Carolina de’ Castiglioni, attrice e protagonista della serie social “My vajayjay is on fire!”, racconta l’obiettivo del progetto e l’esperienza personale maturata nel confronto con un tema spesso percepito come scomodo. Il lavoro si inserisce nell’avvio di “Non è mica un segreto, è vulvodinia”, campagna promossa dall’Associazione italiana vulvodinia con il supporto non condizionante di Zambon.

carolina de’ castiglioni e la serie social “my vajayjay is on fire!”

Nel descrivere il senso della narrazione, de’ Castiglioni sottolinea la volontà di raccontare la vulvodinia con leggerezza, non per ridurre la questione a qualcosa di superficiale, ma per renderla più accessibile. L’approccio viene presentato come un modo per avvicinare le persone a un argomento che può risultare negativo o difficile, pur trattandosi di un disturbo poco conosciuto.

L’attrice si dichiara molto fiera della serie, articolata in 5 puntate. La visione è prevista sui social con il profilo Carothesituation e anche sui canali dell’Associazione italiana vulvodinia.

vulvodinia spiegata: dolore cronico e durata dei sintomi

Attraverso il percorso narrativo, la serie viene descritta come un’esperienza formativa: de’ Castiglioni afferma di aver imparato che cos’è la vulvodinia. Anche lei, come una parte consistente della popolazione, non conosceva il disturbo. La definizione riportata richiama un dolore cronico localizzato nell’area vulvare, con manifestazioni persistenti per almeno 3-6 mesi.

impatto in italia: circa 5 milioni di donne colpite

La serie evidenzia anche la dimensione del fenomeno. La vulvodinia colpisce circa 5 milioni di donne in Italia, un dato descritto come molto alto. La cifra viene utilizzata per indicare quanto il disturbo sia diffuso, pur rimanendo ancora poco riconosciuto.

campagna “non è mica un segreto, è vulvodinia” e obiettivo di consapevolezza

L’avvio della campagna “Non è mica un segreto, è vulvodinia” si lega al tentativo di aumentare la comprensione pubblica su una condizione che, secondo le parole riportate, spesso resta invisibile e poco compresa.

dolore invisibile: difficoltà a essere credute

Tra gli elementi più complessi, de’ Castiglioni richiama il problema della comprensione del dolore invisibile. Quando il disturbo non è visibile e non può essere misurato dall’esterno, diventa più difficile essere credute. La difficoltà viene collegata anche alla presenza di stereotipi ancora molto forti.

personaggi citati e protagonisti del progetto

Nel materiale presentato compaiono i seguenti nominativi legati al progetto e al racconto della campagna:

  • Carolina de’ Castiglioni
  • Carothesituation (profilo social citato)
  • Associazione italiana vulvodinia
  • Zambon

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