Volvo ex60 prova: caratteristiche, autonomia e prezzi
La nuova Volvo EX60 viene presentata come un vero game changer per la mobilità elettrica della casa svedese, con l’obiettivo di accelerare il passaggio all’elettrico anche nel mercato italiano. Attorno al modello si costruisce una strategia che mette insieme infrastrutture, prestazioni, efficienza e un’interpretazione evoluta dell’auto come piattaforma digitale, puntando a risultati concreti entro la fine dell’anno.
volvo ex60 e strategia elettrica in italia: quota al 25%
Secondo quanto illustrato dall’amministratore delegato di Volvo Cars Italia Michele Crisci, l’obiettivo consiste nel portare entro fine anno la quota delle elettriche pure al 25% delle immatricolazioni del marchio. Rispetto all’attuale livello del 16,5%, il target indica un salto significativo, tanto più se confrontato con la media nazionale, stimata intorno all’8% nei primi mesi del 2026.
Un percorso che trova appoggio anche nell’espansione della rete di ricarica: il sistema in Italia conta circa 80.000 punti di ricarica distribuiti in 25.000 stazioni, con un incremento di mille unità rispetto ai distributori di benzina presenti sul territorio nazionale.
architettura 800 volt: ricarica rapida e prestazioni misurabili
La EX60 punta ad aumentare la velocità di transizione quotidiana grazie a tre elementi cardine. Il primo è l’architettura a 800 volt, presente di serie su tutta la gamma. Il sistema abilita ricariche fino a 370 kW, con tempi pensati per ridurre le soste: bastano 10 minuti per recuperare oltre 300 chilometri di autonomia e servono circa 19 minuti per passare dal 10% all’80% della batteria.
autonomia della volvo ex60: range fino a 810 km
Il secondo pilastro è l’autonomia. Nella versione di fascia alta si arriva fino a 810 chilometri. La gamma comprende tre configurazioni principali, disponibili negli allestimenti Plus e Ultra:
- P6 da 374 CV con batteria da 83 kWh e autonomia fino a 611 km.
- P10 AWD da 510 CV con batteria da 95 kWh e autonomia fino a 660 km.
- P12 AWD da 680 CV con batteria da 117 kWh e autonomia fino a 810 km.
prezzo e gamma: partenza da 65.350 euro
Il terzo punto di forza indicato è il prezzo. La P6 parte da 65.350 euro, posizionandosi in linea con il costo della XC60 plug-in hybrid.
hungincore e core computing: l’auto software defined
Oltre a ricarica e autonomia, la EX60 introduce un focus specifico sulla capacità di calcolo. Il sistema di core computing HunginCore è indicato capace di gestire 250 trilioni di operazioni al secondo, rendendo il modello descritto come la Volvo più intelligente di sempre. La vettura viene presentata come software defined, sviluppata in collaborazione con Nvidia, Qualcomm Technologies e Google.
design esterno e interni: linee essenziali e minimalismo nordico
Guardando la EX60 dall’esterno, restano presenti l’eleganza e l’identità visiva del marchio. Le linee sono definite da un profilo pulito, accompagnato dalla firma luminosa a Martello di Thor. Il frontale risulta senza griglia e le maniglie sono integrate nella cornice dei finestrini, in stile descritto come “pinna di squalo”.
All’interno, l’abitacolo adotta un minimalismo nordico organizzato in quattro diverse “stanze”, con colori e materiali sostenibili specifici. La versione provata è stata rifinita nella tonalità Dawn grigio-beige, ispirata alle prime luci delle mattine scandinave.
schermi, funzioni e google gemini: interazione con linguaggio naturale
Dal lato digitale, il posto di guida integra un quadro strumenti digitale da 11,4 pollici e un display centrale da 15 pollici. Attraverso la schermatura si gestiscono gran parte delle funzioni dell’auto, incluse regolazione degli specchietti, regolazione del volante, gestione dell’aria condizionata e selezione delle modalità di guida, con una fase di adattamento richiesta.
Debutta inoltre Google Gemini integrato di serie, descritto come capace di dialogare in linguaggio naturale e di eseguire operazioni avanzate. Esempi citati includono il recupero automatico dell’indirizzo di un hotel da un’email e la verifica se un acquisto possa entrare nel bagagliaio. La capacità indicata del bagagliaio varia da 523 a 1.647 litri, affiancata da un frunk anteriore.
impronta di carbonio ridotta: materiali riciclati e cell-to-body
La EX60 viene indicata come la Volvo con la più bassa impronta di carbonio mai realizzata, pari alla più piccola EX30. Il risultato viene attribuito a diversi elementi: il 27% di materiali riciclati, l’utilizzo della costruzione Mega Casting che sostituisce centinaia di componenti con un’unica fusione in alluminio, e la tecnologia Cell-to-Body.
La tecnologia Cell-to-Body è associata a effetti misurabili: riduzione di 70 kg, aumento del 20% della densità energetica, miglioramento del 15% della velocità di ricarica e riduzione del 40% delle emissioni di CO2 nella produzione della batteria.
test drive e filosofia di guida: silenzio, luce e sospensioni
Il percorso di prova, da Bologna fino alle Valli di Comacchio passando dall’Argine Agosta, viene descritto come un’esperienza coerente con l’approccio della vettura. Arrivati in un’area protetta, la EX60 viene rappresentata come capace di attraversare la zona senza lasciare traccia, con movimento descritto come delicato e immerso in un silenzio percepito come molto accentuato.
Il livello di silenzio può essere regolato tramite l’impianto audio Bowers & Wilkins con 28 altoparlanti. Nella prova citata, la P10 AWD è indicata per lo scatto e per il dato di accelerazione 0-100 km/h in 4,4 secondi, mantenendo comunque un comportamento orientato all’assorbimento delle asperità grazie alle sospensioni.
La sensazione complessiva viene associata anche a luce e spazio, con la presenza di numerosi vani portaoggetti nel tunnel centrale, che contribuiscono a rafforzare percezioni di benessere e sicurezza.
cinture di sicurezza multi-adattive con ia: protezione personalizzata
Oltre ai sistemi di assistenza alla guida citati come noti, la EX60 introduce una nuova evoluzione della cintura di sicurezza: la cintura multi-adattiva sfrutta l’IA. Viene richiamata la nascita della cintura a tre punti, introdotta nel 1959, e presentata come base per un’evoluzione a distanza di quasi settant’anni.
Il sistema utilizza i dati dei sensori dell’auto per adattare la cintura alle condizioni del traffico e alla persona a bordo, considerando altezza, peso, corporatura, posizione del sedile e tipo di impatto. L’approccio viene descritto come un intervento necessario solo quando richiesto, mantenendo la continuità del viaggio.
riferimenti alle personalità coinvolte
- Michele Crisci


