Valeria bruni tedeschi replica a micaela ramazzotti su antipatie e presunti dissapori tra tv e giornali

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Valeria bruni tedeschi replica a micaela ramazzotti su antipatie e presunti dissapori tra tv e giornali

Valeria Bruni Tedeschi mette ordine nelle parole scambiate tra colleghe e affronta con franchezza i punti emersi pubblicamente. Nel corso di un’intervista al settimanale F, l’attrice risponde a Micaela Ramazzotti e chiarisce il proprio modo di leggere le antipatie, i rapporti personali e alcune scelte di vita legate alla maternità.

Valeria Bruni Tedeschi e la risposta a Micaela Ramazzotti

Il confronto nasce da quanto Micaela Ramazzotti aveva raccontato in Belve, spiegando che tra le due non erano rimaste amiche perché, a suo modo di vedere, “lei è nata ricca”. La replica di Valeria Bruni Tedeschi è netta e priva di contorni drammatici: l’attrice afferma di non sapere cosa dire e ridimensiona l’importanza della questione.

Bruni Tedeschi sottolinea che la possibilità di suscitare antipatie esiste e può riguardarla in prima persona: “Sinceramente capisco che io possa stare antipatica”, aggiungendo anche una confidenza personale sul fatto che, in alcune circostanze, anche lei stessa prova antipatia. La motivazione centrale resta legata al contesto mediatico.

giornali e tv: antipatie fuori dal perimetro

Secondo l’attrice, giornali e tv non rappresentano luoghi adatti per parlare di antipatie personali. Valeria Bruni Tedeschi presenta questa come una regola: non ritiene opportuno trasformare nei media sentimenti o frizioni private. Afferma poi che, se qualcosa è stato detto, potrebbe esserci una ragione riconducibile a un gesto o a un episodio avvenuto: “Sicuramente avrò fatto qualcosa”, pur dichiarando di non sapere quale sia stato il punto specifico.

La chiusura della risposta mantiene un tono pragmatico: se incontrerà Micaela Ramazzotti, chiederà chiarimenti, altrimenti ritiene che non sia poi così importante continuare a focalizzare l’attenzione su quel passaggio.

rapporti con gli uomini e visione dell’età

Nel colloquio con F, Valeria Bruni Tedeschi racconta anche come la sua storia familiare abbia influenzato il modo di guardare all’età e alle relazioni. Ricorda che la madre è stata sposata con un uomo molto più vecchio e, successivamente, ha avuto una figlia con un uomo molto più giovane.

Da quell’esempio, l’attrice afferma di aver imparato a crescere con l’idea di una donna libera rispetto all’età. In modo coerente, dichiara di non avere una percezione rigida dei numeri: sostiene di sentirsi a volte vent’anni e altre volte cento. La riflessione si estende anche alle persone con cui sceglie di stare, precisando che non pensa agli anni di chi ha accanto.

maternità, adozione e scelte personali

Bruni Tedeschi richiama poi un legame affettivo con la sorella Carla, citando la tenerezza che rimane anche nei litigi tipici tra fratelli e sorelle. Il racconto prosegue con una decisione concreta legata all’adozione: fino a circa 40 anni aveva soltanto la nazionalità italiana, poi ha preso quella francese per poter adottare mio figlio da sola.

adozione: Noè e Oumy

Nel ricordo dell’adozione, l’attrice menziona Noè, adottato a 7 mesi nel 2014. Richiama anche Oumy, di 18 anni, specificando che era stata adottata insieme all’attore Louis Garrel.

un confronto sull’Italia e l’adozione

Valeria Bruni Tedeschi collega la propria esperienza a un giudizio sulla situazione italiana, affermando che, su questo tema, l’Italia sarebbe paragonabile a un periodo di grande arretratezza. Ricorda inoltre un episodio riguardante Dalila Di Lazzaro, raccontando che aveva perso suo figlio e voleva adottare, ma non poteva farlo perché era sola.

personaggi citati

  • Valeria Bruni Tedeschi
  • Micaela Ramazzotti
  • Carla Bruni Tedeschi
  • Louis Garrel
  • Dalila Di Lazzaro
  • Noè
  • Oumy
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