Test genomici nel cancro al seno: oncologo pruneri su diagnosi e prognosi

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Test genomici nel cancro al seno: oncologo pruneri su diagnosi e prognosi

La Lombardia si conferma un punto di riferimento nell’adozione dei test genomici nelle Breast Unit, con un impatto diretto sulla capacità di integrare informazioni diagnostiche e prognostiche nel percorso clinico. Il confronto promosso a Milano ha messo al centro l’evoluzione del patient journey nel tumore della mammella in fase iniziale, evidenziando come la discussione multidisciplinare possa beneficiare di dati disponibili in tempi più utili, grazie a strumenti genomici inseriti nel contesto assistenziale.

lombardia e test genomici nelle breast unit: obiettivo centrato

Giancarlo Pruneri, direttore del dipartimento di Diagnostica avanzata della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, ha collegato l’esperienza regionale al raggiungimento della finalità dell’incontro, orientata a garantire alle pazienti un ulteriore ausilio per il supporto decisionale. Il focus è stato posto sull’uso dei test genomici in un contesto specifico: le Breast Unit. In tale sede, la possibilità di attivare una discussione multidisciplinare e di assicurare un impiego appropriato del test viene indicata come elemento decisivo per l’efficacia del percorso.

rimborso e sperimentazioni iniziali: la regione pioniere

Pruneri ha richiamato un passaggio fondamentale: la Lombardia sarebbe stata la prima regione a valutare la necessità di prevedere il rimborso per questi test, avviando valutazioni pilota sull’impiego all’interno delle Breast Unit. L’impostazione delineata mette in relazione clinica e ricerca: in ambito di oncologia di precisione, ciascun contributo viene descritto come complementare all’altro.

anticipare il risultato nel patient journey

Il primo obiettivo indicato riguarda la verifica della possibilità di utilizzare i test genomici sulla biopsia, con l’intento di anticipare il risultato rispetto alla sequenza del percorso assistenziale. Avere un esito già pronto e fruibile durante la discussione in Breast Unit, all’interno del team multidisciplinare, viene presentato come un vantaggio per due aspetti: la gestione del caso clinico e la comunicazione ai pazienti.

La riduzione dell’ansietà viene associata ai dati presentati in letteratura, mentre la disponibilità di informazioni viene descritta come determinante, soprattutto per le pazienti: conoscere su quali basi viene definito un trattamento viene considerato un elemento centrale del percorso.

uso dei dati per personalizzare il trattamento neoadiuvante

Oltre alla componente più pragmatica, Pruneri ha evidenziato un secondo filone, definito come più scientifico e sperimentale. L’obiettivo è impiegare il dato per comprendere meglio, affinare e personalizzare il trattamento neoadiuvante nelle pazienti con patologia estrogeno-positiva.

due aspetti: htA, logistica e ricerca

Nel percorso di utilizzo dei test vengono distinti due piani. Il primo è descritto come Health technology assessment (Hta) e riguarda elementi pragmatici come la logistica del procedimento diagnostico. Il secondo, al momento, resta più scientifico e connesso alla produzione e interpretazione dei risultati degli studi.

integrazione anche nel setting adiuvante

Le aspettative espresse riguardano la possibilità che i risultati degli studi supportino l’inclusione di questo tipo di test anche nelle biopsie e, di conseguenza, abilitino alle pazienti l’accesso a un trattamento specifico anche dal punto di vista del setting adiuvante.

personaggi citati

  • Giancarlo Pruneri
Categorie: SaluteTecnologia

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