Superbatterio killer negli ospedali: storia del contagio e della conquista silenziosa del mondo

• Pubblicato il • 5 min
Superbatterio killer negli ospedali: storia del contagio e della conquista silenziosa del mondo

Un superbatterio capace di resistere agli antibiotici è riuscito a trasformarsi in una presenza stabile nelle strutture sanitarie, crescendo per anni senza attirare l’attenzione con la stessa rapidità con cui si manifestano le emergenze. Il protagonista è Acinetobacter baumannii, oggetto di un lavoro che ricostruisce la sua evoluzione genetica partendo da campioni conservati dagli anni ’70 fino ai primi anni 2000, con l’obiettivo di chiarire come e quando si siano consolidati i tratti di resistenza.

acinetobacter baumannii: storia evolutiva e resistenza agli antibiotici

La ricostruzione descrive una “campagna” lunga, basata su piccole modifiche accumulate nel tempo, fino a rendere il batterio sempre più difficile da eliminare. Il team internazionale di scienziati ha analizzato a ritroso materiale biologico per comprendere la dinamica con cui il patogeno si è adattato e ha raggiunto la diffusione globale.

Nello studio pubblicato su Microbial Genomics, gli autori indicano che Acinetobacter baumannii si è “evoluto e adattato silenziosamente per decenni”, accumulando cambiamenti che hanno progressivamente alimentato la resistenza. La ricerca sottolinea inoltre che questo percorso non rappresenta un evento improvviso: si tratta di un’evoluzione continua, ancora in atto.

ricerca e collaborazione internazionale: team e finanziamenti

Il lavoro è stato svolto dall’università dell’East Anglia (Uea) nel Regno Unito, con il coinvolgimento di strutture del Norwich Research Park, ovvero Centre for Microbial Interactions e Quadram Institute. La collaborazione include anche l’université de Sherbrooke e il Cisss Montérégie-Centre del Québec (Canada), insieme a Universidad Nacional Autónoma de México e al Canadian Institute for Advanced Research di Toronto.

Il finanziamento è stato assicurato dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council (Bbsrc) del Regno Unito, mentre in Canada hanno contribuito il New Frontiers in Research Fund, il Fonds de Recherche du Québec e il Canadian Institute for Advanced Research (Cifar).

benjamin evans: adattamento, ondate e quadro della resistenza

Benjamin Evans, della Norwich Medical School dell’Uea, ha spiegato che i batteri coinvolti nelle infezioni nell’uomo possono adattarsi agli antibiotici usati per curare, rendendoli meno efficaci. In particolare, il team ha analizzato un tipo specifico di batterio che cresce in ambienti ospedalieri e può causare infezioni estremamente difficili da trattare, soprattutto nei pazienti più vulnerabili.

Secondo Evans, i risultati mostrano che l’adattamento non avviene in modo lineare: “si è adattato a ondate”, in cui ogni fase produce “versioni” con livelli di resistenza più elevati rispetto alla precedente. Il ricercatore evidenzia che lo studio offre un quadro chiaro su come la resistenza possa accumularsi gradualmente e poi, in certi passaggi, ribaltare la situazione a favore del patogeno. La conclusione centrale resta che non si è trattato della comparsa “dal nulla”, ma di uno sviluppo nel corso di decenni con ulteriore evoluzione.

come è stata ricostruita l’evoluzione: campioni, dna e analisi genetiche

Per svelare i passaggi che hanno portato al successo del batterio, l’équipe ha assemblato una “collezione unica” composta da 226 campioni di Acinetobacter baumannii databili dagli anni ’70 ai primi anni 2000. Questi campioni sono stati coltivati in laboratorio, quindi è stato estratto e purificato il DNA, seguito dal sequenziamento mediante tecnologia a lettura lunga Oxford Nanopore.

Per costruire un quadro globale, i genomi ottenuti con i campioni storici sono stati combinati con oltre 1.000 genomi più recenti provenienti da 6 continenti. L’analisi ha coinvolto 1.281 cromosomi batterici, impiegati per generare un albero evolutivo dettagliato.

La ricostruzione ha integrato anche una scansione completa dei geni di resistenza antimicrobica, tracciando come questi elementi siano comparsi, scomparsi e abbiano rimodellato A. baumannii nel tempo. Allineando i cambiamenti genetici con date e località dei campioni, il team ha individuato quando si sono presentati i principali tratti di resistenza e come si siano diffusi a livello globale. L’impostazione storica e moderna combinata consente di descrivere l’evoluzione che ha portato il patogeno a diventare una minaccia dominante e resistente ai farmaci.

la scoperta chiave: evoluzione graduale e cambiamenti decisivi intorno al 2005

La ricerca mette in evidenza che Acinetobacter baumannii non è diventato un superbatterio all’improvviso. Il percorso è stato graduale, fino a rendere il batterio dominante e, “intorno al 2005”, il tipo multiresistente è diventato il ceppo principale a livello mondiale.

oxa23 e svolta nella capacità di sopravvivenza

Per spiegare l’accelerazione, i ricercatori hanno individuato l’acquisizione di due elementi genetici chiave. Tra questi compare il gene oxa23, noto per conferire resistenza a antibiotici potenti. Il ruolo attribuito a questo gene è descritto come “punto di svolta”, perché potenzierebbe la capacità del batterio di sopravvivere ai trattamenti, rendendo l’eradicazione più difficile.

quattro gruppi evolutivi: percorso differenziato e lignaggio emergente

Lo studio chiarisce inoltre che A. baumannii non corrisponde a un unico ceppo uniforme: può essere catalogato in almeno 4 gruppi distinti, ciascuno con un proprio percorso evolutivo. Tre gruppi mostrano un’evoluzione graduale e progressiva, simile a una “corsa agli armamenti genetici” contro la medicina moderna.

Un quarto gruppo si distingue perché il relativo lignaggio, indicato come “gruppo 4”, sembra essersi ramificato indipendentemente. Secondo Evans, questo lignaggio viene ora rilevato con maggiore frequenza nei campioni più recenti. La situazione risulta preoccupante perché può indicare la crescita di una variante potenzialmente meglio adattata.

perché lo studio è importante: politiche sugli antibiotici e nuove strategie

Il lavoro viene giudicato rilevante perché permette di comprendere come i batteri resistenti agli antibiotici reagiscano ai cambiamenti nell’uso degli antibiotici nel tempo. Il messaggio principale riguarda l’esigenza di orientare le politiche sull’impiego dei farmaci oggi e in futuro. Il punto centrale è che batteri come Acinetobacter baumannii rappresentano una seria minaccia per i sistemi sanitari e che, senza nuovi approcci, le infezioni potrebbero diventare incurabili.

ukri: sviluppo nel tempo e diffusione globale in gruppi distinti

Sadhana Sharma, responsabile del programma di resistenza antimicrobica dello UkRi (Biotechnology and Biological Sciences), ha evidenziato che lo studio dimostra l’evoluzione nel corso dei decenni di un importante superbatterio ospedaliero. L’adattamento si esprimerebbe in gruppi distinti e resistenti ai farmaci, con una diffusione a livello globale. Sharma sottolinea anche che la resistenza antimicrobica si forma nel tempo e che comprendere le trasformazioni aiuta a mantenere un margine di vantaggio.

Personaggi citati:

  • Benjamin Evans
  • Sadhana Sharma

Per te