Stress lavoro uccide: due condannati per suicidio a Torino

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Stress lavoro uccide: due condannati per suicidio a Torino

Un verdetto destinato a incidere sulla tutela della salute mentale nei luoghi di lavoro. Il Tribunale di Torino ha riconosciuto che un suicidio può essere conseguenza di condizioni di lavoro insostenibili e ha condannato due dirigenti della Af Logistics per omicidio colposo. La decisione arriva al termine di un processo con rito abbreviato, collegato alla morte di Renato Fesce, camionista di 59 anni che il 13 marzo 2023 si tolse la vita lanciandosi dal balcone della propria abitazione.

tribunale di torino: condanna per omicidio colposo e nesso con l’ambiente di lavoro

La sentenza ha stabilito un collegamento tra il clima in azienda e il gesto estremo della vittima, riconoscendo un nesso causale tra le condizioni lavorative e l’esito tragico. Al responsabile del sito logistico di Rivalta Torinese, Pasquale Martucci, sono state inflitte quattro-otto mesi di reclusione, pari a un anno e otto mesi, senza sospensione condizionale della pena. Ulteriori otto mesi sono stati assegnati al presidente e fondatore della società, Antonio Ferrari. Alla Af Logistics è stata applicata una sanzione amministrativa di 42 mila euro.

Le difese hanno annunciato ricorso in appello, contestando la ricostruzione emersa nel procedimento.

i fatti contestati: mortificazioni, minacce, umiliazioni e carichi di lavoro estenuanti

Il procedimento trae origine dalla denuncia presentata dalla moglie della vittima, Angela, assistita dall’avvocata Maria Grazia Pellerino. Secondo la ricostruzione della Procura di Torino, coordinata dalla pm Rossella Salvati, per mesi Fesce avrebbe vissuto un contesto caratterizzato da continue mortificazioni sul luogo di lavoro: insulti, minacce, umiliazioni davanti ai colleghi e perfino uno schiaffo ricevuto dopo la richiesta di una riduzione dei carichi.

Il quadro avrebbe incluso anche turni di guida particolarmente lunghi, fino a 14-15 ore al giorno, oltre a carenze nei controlli legati al rispetto delle pause e alle registrazioni tachigrafiche.

stress lavoro-correlato, tentativi di suicidio e responsabilità secondo l’accusa

Le indagini, condotte dall’Ispettorato del lavoro, dallo Spresal dell’Asl To3 e dalla Polizia stradale, hanno accertato che il camionista soffriva di stress lavoro-correlato, evoluto in ansia e depressione. Il 30 gennaio 2023 Fesce aveva ottenuto un periodo di malattia e, circa un mese prima del suicidio, avrebbe già tentato di togliersi la vita.

Per l’accusa, il responsabile del sito sarebbe stato consapevole della condizione psicologica dell’autista e avrebbe continuato a sottoporlo a pressioni. Anche il presidente dell’azienda sarebbe stato informato del clima vessatorio senza intervenire. Il Tribunale ha ritenuto fondata questa impostazione, riconoscendo il contributo determinante dell’ambiente lavorativo al gesto estremo.

difese e reazioni: contestazioni degli imputati e risposta di familiari e sindacati

contestazioni di martucci e ferrari

Di diverso avviso le difese. Nel corso del processo, Pasquale Martucci avrebbe dichiarato di essere stato forse “troppo severo”, ma avrebbe escluso qualsiasi forma di vessazione, negando la responsabilità per la morte del dipendente. Gli avvocati hanno indicato la questione come riconducibile, al massimo, a responsabilità civile e hanno confermato l’intenzione di impugnare la sentenza dopo il deposito delle motivazioni.

parole della moglie angela fesce

Composta ma incisiva anche la reazione della moglie della vittima. Angela ha affermato: “Nessuno può riportarmi indietro il mio Renato, ma adesso spero che questa condanna possa aiutare altri lavoratori ad ottenere rispetto e dignità nel loro lavoro”, dopo aver appreso il verdetto.

parte civile e commenti: sicurezza sul lavoro e dovere di valutare i rischi per la salute mentale

Nel processo si sono costituiti parte civile Filt Cgil, Si Cobas e l’associazione Sicurezza e Lavoro. Il giudice ha riconosciuto un risarcimento. Per i sindacati si tratta di una decisione in grado di incidere nella giurisprudenza relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

associazione sicurezza e lavoro: un precedente sulla qualificazione del suicidio

Secondo l’associazione, il punto centrale della pronuncia riguarda l’affermazione che anche un suicidio può essere valutato come infortunio sul lavoro quando sia provocato da condizioni stressanti. È stato inoltre richiamato il principio secondo cui il datore di lavoro deve valutare anche i rischi connessi alla salute mentale.

filt cgil piemonte: rischio di suicidio e valutazione dei rischi aziendali

La Filt Cgil Piemonte ha presentato il pronunciamento come un punto di svolta fondamentale. Il rischio di suicidio legato a stress, vessazioni e organizzazione del lavoro dovrebbe entrare nella valutazione dei rischi aziendali, con l’indicazione che la salute psicologica non possa essere ignorata.

nomi citati nel procedimento e nei commenti

  • Renato Fesce, camionista di 59 anni
  • Pasquale Martucci, responsabile del sito logistico di Rivalta Torinese
  • Antonio Ferrari, presidente e fondatore di Af Logistics
  • Angela Fesce, moglie della vittima
  • Maria Grazia Pellerino, avvocata
  • Rossella Salvati, pm
  • Massimiliano Quirico, direttore dell’associazione Sicurezza e Lavoro
  • Giuseppe Santomauro, segretario generale della Filt Cgil Piemonte
  • Filt Cgil, parte civile
  • Si Cobas, parte civile
  • Sicurezza e Lavoro, associazione parte civile

supporto immediato in caso di bisogno

Per chi necessita di ascolto o assistenza, in situazioni di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia è indicato contattare Telefono amico Italia (0223272327), servizio attivo tutti i giorni dalle 10 alle 24. In alternativa è possibile chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. Ulteriore opzione: i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977, operativi tutti i giorni dalle 13 alle 22.

“Il suo gesto fu conseguenza dello stress”, due condanne per omicidio colposo per il suicidio di un camionista
Categorie: SaluteCronaca

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