Piano del Comune di Roma per sopravvivere all’afa: misure, orari e consigli utili
Roma Capitale presenta un quadro aggiornato sull’evoluzione del clima urbano, con numeri che delineano un aumento netto delle condizioni di caldo estremo e una crescita della vulnerabilità legata a piogge intense e alluvioni. Il Secondo report di monitoraggio climatico mette in evidenza cambiamenti già misurabili nel 2025 e lo collega alle evidenze più recenti degli anni più caldi, accompagnando i dati con strumenti e proiezioni utili alla pianificazione.
secondo report di monitoraggio climatico di roma: dati 2025 e segnali di cambiamento
Nel report emergono indicazioni dettagliate su temperature e fenomeni estremi. Nel 2025 non si registrano giorni di gelo e l’anno si colloca tra i periodi più caldi osservati a Roma. Sono riportate 101 notti tropicali, definite da temperature oltre i 20 gradi, e 41 giorni torridi con valori superiori a 35 gradi.
La lettura complessiva dei risultati si inserisce in un percorso avviato nel 2024, basato sulla collaborazione tra l’amministrazione capitolina e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). Le priorità evidenziate riguardano: rischio crescente di piogge intense e alluvioni, sicurezza degli approvvigionamenti idrici, adattamento dei quartieri a temperature elevate e impatti su erosione costiera e innalzamento del livello del mare lungo il litorale.
come vengono costruiti i risultati: stazioni, rianalisi e nuovi strumenti cmcc
La base informativa del report deriva da stazioni meteorologiche e da dataset costruiti a partire da rianalisi climatiche sviluppate dal CMCC sul territorio italiano. Nel 2025 sono state aggiunte 6 stazioni, ampliando la copertura delle osservazioni.
Per il secondo anno di monitoraggio, viene introdotto anche FAIR (Fast AI Reanalysis), un servizio che impiega modelli di intelligenza artificiale per rendere disponibili dati climatici aggiornati quasi in tempo reale. È inoltre richiamato lo sviluppo del portale Roma Climate Hub, sulla piattaforma Dataclime, pensato per esplorare il clima di Roma nel passato, presente e futuro.
temperature record a roma: anni più caldi, notti tropicali e indicatori di calore
Il report attribuisce all’anno 2024 il primato come anno più caldo a Roma dal 1991. La media giornaliera indicata è pari a 19,7 gradi, con uno scostamento di +2,5 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020. Anche il 2025 risulta estremamente caldo, classificandosi come terzo più caldo per temperatura media e tra i primi cinque anni per diversi indicatori, tra cui Indice di Durata dei Periodi Caldi, Gradi Giorno di Raffrescamento, Notti Tropicali, Giorni Torridi e Numero di Ondate di Calore.
scostamenti stagionali e disagi termici
I dati mostrano che tutti i mesi, persino durante la stagione invernale, registrano temperature sopra la media climatica. È segnalato uno scostamento record di 4 gradi a giugno. Nel report è riportato anche il numero di Notti Torride oltre i 35 gradi, pari a 18, e i giorni di disagio termico estremo, indicati in 36.
effetti anche sul mare tirreno e collegamento con gli scenari ipcc
Il riscaldamento non riguarda soltanto l’area urbana: sul mar Tirreno viene indicato un picco di circa 1 °C in più nel 2024. Inoltre il report integra le proiezioni di ultima generazione adottate nel Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC, riferite all’orizzonte 2050 e al trentennio 2036–2065, con due traiettorie a seconda dei livelli di mitigazione.
proiezioni fino al 2050: scenari a basse e alte emissioni
Le stime sono relative alla media climatica 1991-2020. Nello scenario a basse emissioni la temperatura media giornaliera aumenterebbe di circa 1,2 °C. Nello scenario a emissioni elevate l’incremento raggiungerebbe circa 1,8 °C.
Le notti tropicali passerebbero a circa 26 giorni in più all’anno nel primo scenario e a circa 36 giorni in più all’anno nello scenario peggiore. L’incremento delle ondate di calore sarebbe del 148% nel primo scenario e del 203% nel secondo.
Il report indica anche un aumento dei giorni di disagio termico estremo associati a una temperatura percepita superiore a 45 °C: fino a circa 19 giorni nello scenario a basse emissioni e fino a circa 28 giorni nello scenario a emissioni elevate.
messaggio sul significato delle ondate di calore e valore del monitoraggio
La direttrice del gruppo di ricerca CMCC, Paola Mercogliano, collega le ondate di calore osservate negli ultimi anni a una trasformazione climatica strutturale già in corso da diversi anni a Roma. Nel report viene sottolineato che per una città complessa il valore del monitoraggio consiste nel trasformare dati climatici ad alta risoluzione in informazioni utilizzabili per pianificare, prevenire e orientare scelte di soggetti pubblici e privati.
Personaggi citati:
- Paola Mercogliano
piano caldo di roma: interventi, linee di azione e rete di rifugi climatici
Per rispondere alla sfida del caldo, viene presentato il Piano Caldo, descritto come strategia per ridurre l’impatto delle ondate di calore attraverso interventi integrati. L’impostazione prevede continuità con misure già attive e l’espansione di azioni operative.
azioni immediate e potenziamento dei servizi di protezione
Il Piano include supporto a persone più fragili tramite centri di accoglienza multifunzionali e servizi di consegna pasti. Sono indicati anche ingressi gratuiti nelle piscine comunali e centri estivi per i bambini. Sul versante infrastrutturale e ambientale il report riporta un aumento di 187 ettari di aree verdi (+4,56%), la depavimentazione di 44.501 metri quadri e l’installazione di pompe di calore in 87 edifici scolastici insieme a sistemi di raffrescamento nei centri anziani.
isola di calore, acqua potabile e rifugi climatici
Tra le misure richiamate figurano nuovi criteri sostenibili e requisiti minimi nel Regolamento edilizio per ridurre l’effetto isola di calore urbana. Il Piano prevede inoltre punti di erogazione di acqua potabile tramite fontanelle e case dell’acqua, insieme a una rete di rifugi climatici composta da 178 al chiuso e 482 all’aperto.
orizzonte temporale e linee di azione entro il 2035
Il Piano verrà approvato all’inizio del 2027. Il documento definisce dieci linee di azione da raggiungere entro il 2035, tra cui: garantire la vivibilità degli spazi durante le ondate di calore; rafforzare la resilienza di infrastrutture energetiche e reti idriche contro black out da sovraccarico; potenziare la rete di parchi e giardini in ogni quartiere; incrementare la rete di fontane pubbliche e i sistemi di riuso per l’irrigazione; creare una rete di spazi pubblici riparati dal sole; prevedere depavimentazione e riqualificazione degli uffici pubblici; realizzare rifugi climatici accessibili a tutti in 15 minuti a piedi.
Il report indica un investimento proposto di 50 milioni in cinque anni, con ulteriori finanziamenti previsti tramite il percorso del Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico e programmi e progetti europei.
risorse, alberi e coperture contro il caldo: chiarimenti dal comune
Alla domanda sull’adeguatezza dei fondi per contrastare aumenti di temperatura estremi, viene citata la posizione del Direttore Ufficio Clima di Roma Capitale, Edoardo Zanchini. Nel report è riportato che non si parte da zero, con esempi come l’aria condizionata negli asili, e che altre misure saranno implementate. Viene anche menzionato che, sul piano nazionale, il governo non avrebbe stanziato risorse dedicate all’adattamento.
alberi tagliati e sicurezza: motivazioni riportate
Riguardo alla polemica sugli alberi abbattuti dall’amministrazione, il report riporta che gli alberi considerati pericolosi vadano abbattuti per ridurre il rischio per la sicurezza delle persone. È indicato inoltre che spesso sarebbe la Sovrintendenza a non autorizzare alcune piante; viene citato Piazza Pia come esempio definito “un miracolo”. Per la mancata manutenzione, il report afferma che gli alberi seccati saranno ripiantati secondo contratto.
assenza di ombra e soluzioni alternative
Il documento collega l’abbattimento alla riduzione dell’ombra e per questo evidenzia la presenza di un punto dedicato alla creazione di zone coperte da vele dove non si potranno piantare alberi, con attenzione ai quartieri più caldi.
impegno dell’amministrazione: presenza della giunta
Infine, sul tema della solidità dell’impegno del Comune nei prossimi anni, il Direttore Ufficio Clima riporta che la presentazione avveniva con tutta la giunta, con il messaggio descritto come chiaro.
Personaggi citati:
- Edoardo Zanchini
