Pastasciutta antifascista 25 luglio tre pensieri
Una ricorrenza capace di mettere d’accordo memoria e convivenza si intreccia con il clima politico e sociale del presente. La pastasciutta del 25 luglio diventa così un gesto collettivo che, oltre a richiamare la caduta del fascismo, apre spazio a riflessioni sul funzionamento delle istituzioni e sui diritti garantiti dalla Costituzione.
manifesto e pastasciutta: dal 1930 al 25 luglio
Nel 1930 Filippo Tommaso Marinetti firmò il primo capitolo del “Manifesto della cucina futurista”, intitolato “Contro la pasta asciutta”. La pastasciutta veniva descritta come una “assurda religione gastronomica italiana”, capace di alimentare scetticismo e fiacchezza. L’idea risultava stonata rispetto a un immaginario legato ai combattenti di terra, mare e aria, richiamati dieci anni dopo da Mussolini nell’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia.
La storia, però, scelse un risvolto opposto: con la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, Alcide Cervi organizzò una gigantesca pastasciutta in occasione della ricorrenza. A Campegine, il padre dei sette figli fece preparare maccheroni conditi con burro e parmigiano, trasformando una data politica in un momento di partecipazione comunitaria.
pastasciutta antifascista: ripresa dal cervi e dall’anpi
Nel tempo la ricorrenza è stata ripresa dall’Istituto Cervi e dall’ANPI. Ogni anno il 25 luglio viene celebrato in centinaia di località, con altrettante pastasciutte. Il senso dell’iniziativa include la memoria della caduta del fascismo, affiancata dalla volontà di riflettere sul presente, con un’attenzione particolare rivolta all’applicazione della Costituzione.
Tra i temi richiamati compare la riforma della legge elettorale: secondo quanto riportato, la riforma prefigurerebbe maggioranze “farlocche” non corrispondenti alle percentuali reali di voto. Rilevanza viene attribuita anche alle indicazioni del futuro presidente del Consiglio, descritte come misure che riporterebbero il paese su un binario associato al premierato, con parlamentari individuati tramite scelte collegate alle segreterie dei partiti.
il contesto politico e le conseguenze del voto
La vicenda viene definita grottesca, soprattutto per l’esito del voto alla Camera: la maggioranza risulterebbe andata sotto. Nonostante le tensioni interne ai partiti di governo, emerge l’idea che l’esecutivo voglia proseguire. Nel testo la dinamica viene descritta con immagini legate alle fibrillazioni atriali, con il rischio di un collasso di tipo cardiocircolatorio, segnale metaforico di una situazione instabile e in grado di far precipitare gli equilibri.
pastasciutta e società contemporanea: guerra, conflitti e misure interne
La pastasciutta del 25 luglio viene presentata come un momento che fa comunità in un clima di ascolto reciproco, considerato necessario in un tempo segnato da tensioni. Sullo sfondo risultano citate dinamiche internazionali come la ripresa della guerra contro l’Iran, il riarmo nazionale nell’orbita dell’UE e l’inasprimento del conflitto in Ucraina, con il richiamo anche alla situazione a Gaza e alla cacciata dei palestinesi dalla Cisgiordania.
Parallelamente viene descritto il quadro interno: vengono menzionate centinaia di multe a manifestanti antifascisti a Lecco e il diniego di una piazza a Matteotti a Fiumicino perché considerata “divisiva”. In aggiunta viene citata l’invocazione della grazia ad honorem per un gioielliere pregiudicato che avrebbe ucciso con colpi di pistola due rapinatori in fuga, senza porto d’armi presentato come giustificabile con la legittima difesa.
Nel quadro normativo viene evocata anche una legge che dovrebbe porre fine a un presunto “andazzo buonista”: secondo la descrizione, l’omicidio verrebbe trattato come reato, sostenendo che l’unico rapinatore accettabile sarebbe quello morto. Il testo richiama inoltre Elon Musk, che viene associato all’idea dell’uomo nuovo e all’invocazione della condanna del giudice e del PM, evocata come conseguenza annunciata dall’alto della propria posizione economica.
costituzione e unità nazionale: il 25 luglio come promessa
Le preoccupazioni principali riguardano la sostituzione della legge con la legge della paura, oltre a un presunto spostamento del baricentro istituzionale: la magistratura verrebbe rimpiazzata o affiancata da altri soggetti, con interferenze descritte come prive di garbo istituzionale rispetto alle prerogative del Presidente della Repubblica. Nel testo si afferma anche che, in mezzo a queste dinamiche, verrebbe rimosso un dettaglio costituzionale: la figura in questione dovrebbe rappresentare l’unità nazionale.
Il passaggio richiama il rischio di un ritorno al fasciofuturismo contro la pastasciutta, dichiarando che ciò non avverrà per timore di una possibile insurrezione popolare. Il focus rimane sulla giornata del 25 luglio, con tre pensieri: la Costituzione come arma contro il futuro percepito come minaccia; il valore attribuito a una nuova generazione che impugna quell’arma richiedendo diritto alla vita, felicità e pace; infine il richiamo ai sette fratelli, indicati come morti per dare un fondamento a quella Costituzione fondata sul lavoro e contraria alla guerra.
riferimenti culturali e richiamo alla pace
Tra le figure citate compaiono confronti con personaggi come Darth Vader, Joker e Hannibal Lecter, con l’affermazione che, tra tanti modelli negativi, sarebbe esistito un Francesco. Accanto a ciò viene richiamato anche un Leone che avrebbe scritto nei giorni scorsi l’idea secondo cui ciascuno dovrebbe fare della pace la causa della propria vita.
nomi citati nella ricorrenza
- Filippo Tommaso Marinetti
- Alcide Cervi
- Alcide (come figura del padre dei sette figli)
- Mussolini
- John Wayne
- Elon Musk
- Matteotti
- Francesco
- Leone
