Ortega abolisce le elezioni in Nicaragua e chiama yankee e somozisti fuori
Daniel Ortega, presidente de facto del Nicaragua, ha annunciato che nel Paese non si terranno più elezioni, dichiarando l’intento di impedire alle opposizioni di insediarsi al governo al termine del suo mandato. L’indicazione, resa durante un discorso per l’anniversario della Rivoluzione sandinista del 1979, rafforza ulteriormente il controllo politico esercitato anche da Rosario Murillo, indicata come copresidente e strettamente collegata alla conduzione delle istituzioni.
nicaragua senza elezioni: l’annuncio di daniel ortega
Nel suo intervento Ortega ha affermato che “qui non ci saranno più elezioni”, motivando la decisione con l’esigenza di evitare che “tentino di prendere il governo e il potere”. Nel passaggio successivo ha sostenuto che i periodi in cui partiti sostenuti dagli Stati Uniti e legati alla dinastia Somoza avrebbero potuto tornare alla guida del Paese sono giunti al termine.
Le parole pronunciate cancellano, di fatto, le elezioni previste in calendario per novembre 2027. La consultazione sarebbe dovuta avvenire dopo riforme costituzionali che avevano esteso il mandato presidenziale da cinque a sei anni e incrementato i poteri sia di Ortega sia di Murillo, nominata copresidente.
ortega al potere e riforme costituzionali: quadro politico e istituzionale
Ortega, marxista radicale in gioventù e protagonista di una rivoluzione contro un autocrate sostenuto dagli Stati Uniti, guida il Paese dal 10 gennaio 2007, dopo un precedente periodo di governo negli anni Ottanta. Dal 2007 sono state intraprese misure per riscrivere la costituzione e reprimere il dissenso politico.
elezioni 2021 contestate e dissenso represso
Le elezioni del 2021 sono state contestate dall’opposizione e dalla comunità internazionale, dopo l’arresto dei principali candidati rivali. Tali elezioni sono considerate illegittime ancora oggi. Dal 2018, anno di grandi proteste di massa, il Nicaragua ha inoltre chiuso oltre 5mila organizzazioni, soprattutto religiose, e ha provocato la fuga di migliaia di persone dal Paese.
revoca dell’abilitazione forense: repressione e restrizioni
All’inizio di luglio, il governo Ortega-Murillo ha revocato l’abilitazione all’esercizio della professione a numerosissimi avvocati. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, si è trattato di una “epurazione della professione forense”. Secondo il gruppo Mechanism for Recognition of Political Prisoners, almeno 46 persone sarebbero incarcerate per motivi collegati a questa cornice, anche se il Nicaragua nega di detenere prigionieri politici.
opposizione in esilio e analisi: pressioni internazionali e competizione eliminata
Le forze dell’opposizione in esilio sperano che l’attenzione e la pressione internazionale possano riportare le elezioni nel Paese. Ortega ha sostenuto davanti ai propri sostenitori che gli avversari continuerebbero a “complottare” per organizzare partiti, nella convinzione che, se si tenesse un’elezione, quei partiti potrebbero vincere.
Secondo Juan Sebastián Chamorro, candidato alle elezioni del 2021 rimasto in carcere fino al rilascio negli Stati Uniti nel 2023 insieme ad altre più di 200 persone detenute per ragioni politiche, l’annuncio esporrebbe il progetto di lungo periodo di Ortega di consolidare il potere nelle mani del partito sandinista. L’interpretazione collega la strategia a modelli adottati in altri paesi con regimi monopartitici, citando Cina e Cuba.
Tiziano Breda, analista senior per l’America Latina presso ACLED, afferma che Ortega e Murillo sarebbero “spaventati” dall’idea che la minima apertura politica possa permettere al dissenso di emergere e mettere in discussione il loro controllo. L’analisi attribuisce la scelta di eliminare la competizione elettorale anziché inscenare elezioni truccate.
Danny Ramírez Ayérdiz, avvocato nicaraguense e fondatore del Centro Interamericano di Assistenza Legale per i Diritti Umani, riferisce che l’annuncio rivelerebbe la faccia di una dittatura che si trincera al potere senza esitazioni, indicando anche una possibile intensificazione della repressione contro chi chiede la destituzione del governo o lo svolgimento di elezioni.
Personaggi citati:
- Daniel Ortega
- Rosario Murillo
- Juan Sebastián Chamorro
- Tiziano Breda
- Danny Ramírez Ayérdiz
detenzioni, rilasci e trasferimenti: misure contro attivisti e leader
Il governo nicaraguense, sulla scia di un’operazione militare statunitense che avrebbe portato alla cattura di Nicolás Maduro durante un raid a gennaio, ha dichiarato di aver rilasciato altri prigionieri. Le informazioni fornite sarebbero però senza seguito e con scarsa trasparenza, mentre da allora almeno un attivista detenuto sarebbe morto.
Negli ultimi anni, il governo avrebbe consegnato agli Stati Uniti e al Guatemala centinaia di attivisti, includendo leader religiosi e politici incarcerati, tra cui diversi candidati alle elezioni presidenziali del 2021. In numerosi casi sarebbero state sottratte cittadinanza nicaraguense e proprietà.
Le persone liberate avrebbero raccontato di essere state tenute in isolamento e di aver subito torture fisiche e psicologiche.
