Olaf tufte addio: 7 olimpiadi e due ori nel singolo

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Olaf tufte addio: 7 olimpiadi e due ori nel singolo

Un’icona del canottaggio ha unito terra e acqua in un’unica narrazione di disciplina, lavoro e continuità. Olaf Tufte ha costruito la propria identità lungo i campi, trasformando gli impegni quotidiani in allenamenti calibrati, e quando le regate diventavano più dure portava avanti il ritmo della sua “fattoria” grazie al supporto di chi gli stava accanto. La scomparsa, avvenuta pochi mesi dopo il compimento dei 50 anni, ha lasciato un vuoto evidente nella comunità sportiva e un dolore condiviso oltre i confini della Norvegia.

olaf tufte tra fattoria e canottaggio

Il profilo di Instagram di Olaf Tufte riportava come prima parola “farmer” e “contadino”. La ricostruzione della sua quotidianità descrive un uomo capace di parlare dei raccolti nei campi e, allo stesso modo, dei campi di regata, con una naturalezza che rendeva coerenti anche gli allenamenti in barca. Gli allenamenti, infatti, venivano organizzati in base agli impegni orari imposti dalle coltivazioni.

Quando arrivavano le Olimpiadi e il confronto si irrigidiva, nel mantenere il ritmo della fattoria intervenivano figure vicine a lui: il papà o la moglie Aina. In un passaggio ricordato in più momenti, Tufte aveva espresso una visione identitaria molto netta: “Ho due famiglie”; una era quella di origine, l’altra era la famiglia del canottaggio, con l’idea che remare significasse far parte di un’appartenenza più ampia.

commozione internazionale e messaggi di cordoglio

La Norvegia ha reagito con sgomento e con un cordoglio che, partendo da alte istituzioni, si è riversato nella comunità dei canottieri. Sul fronte sportivo e mediatico sono arrivate reazioni da parte di atleti e figure di primo piano.

James Cracknell, indicato come un fenomeno della squadra britannica degli anni Duemila, ha scritto sui social con parole addolorate, ricordando un’immagine di Tufte mentre vogava su un remoergometro immerso tra cumuli di neve. Il messaggio associato alla foto sintetizza una scelta ricorrente: il canottaggio come sport duro, reso ancora più duro dalla decisione di praticarlo anche in condizioni difficili.

Anche la coppia croata Sinkovic ha sottolineato l’umanità di Tufte come elemento centrale del suo lascito. I fratelli hanno evidenziato come la grandezza di Olaf si misurasse oltre le medaglie, ricordando l’evoluzione del rapporto tra chi, da idolo, diventa rivale.

L’azzurro Luca Rambaldi, argento a Parigi, ha ricordato i messaggi ricevuti da Tufte e il loro ruolo nel sostenerlo nei periodi più neri della vita. Nella narrazione dei ricordi, emerge con forza la funzione di riferimento personale che Tufte esercitava anche quando la distanza tra le carriere aumentava.

ospiti e figure citate nei messaggi e nei ricordi

Le reazioni richiamano chiaramente diverse personalità legate al mondo del remo e al racconto di Tufte:

  • James Cracknell
  • i fratelli Sinkovic
  • Luca Rambaldi
  • Ondřej Synek
  • Mahè Drysdale
  • Thomas Lange
  • Jueri Jaanson
  • Steve Redgrave
  • Matthew Pinsent
  • Zaineb Al-Samarai

7 olimpiadi, longevità e risultati dal singolo alla coppia

La traiettoria sportiva di Olaf Tufte si distingue per continuità e potenza. La sua longevità atletica, la capacità di trasmettere potenza granitica in acqua e una resistenza di livello molto elevato hanno portato alla partecipazione a ben sette edizioni dei Giochi Olimpici, dal 1996 ad arrivare al 2020. Nel caso di Tokyo l’evento si è svolto con tempi allungati e Tufte si è presentato al pontile di partenza a 45 anni, pronto a un’ennesima gara in uno sport considerato tra i più estenuanti.

Tufte aveva già ottenuto due successi nel singolo, ad Atene e

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