Miti greci reinterpretati in chiave moderna: 5 capolavori del

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Miti greci reinterpretati in chiave moderna: 5 capolavori del

La mitologia greca non vive soltanto nelle epopee in costume e negli scenari da kolossal: negli anni il cinema ha imparato a trasformarne trame, simboli e meccanismi del destino in storie capaci di sorprendere. Horror, thriller e drammi familiari diventano così veicoli moderni per raccontare immortalità, tragedia e complessità, spesso attraverso svolte che ribaltano le aspettative.

edipo re e incestuo: dal fato alla tragedia

In Edipo Re una profezia annuncia a Laio che il figlio avrebbe ucciso il padre e avrebbe giaciuto con la madre. Per evitare il compimento della sentenza, il re di Tebe fa allontanare il neonato e ordina a un servo di ucciderlo. Il servo, però, prova pietà per il bambino e lo affida ai sovrani di Corinto.

Edipo cresce credendo di essere figlio di Polibo. Quando viene a conoscenza della profezia, decide di allontanarsi dalla città natale e si dirige verso Tebe. Qui avviene l’inevitabile: Edipo uccide Laio e sposa Giocasta, con la quale avrà quattro figli. Il punto centrale resta l’impossibilità di eludere il fato: Edipo e Giocasta ignorano la reale identità reciproca, e la loro discendenza nasce da un incesto non consapevole.

incendies: mito e riconoscimento tra guerra e rivelazioni

In Incendies lo sfondo è costituito dal conflitto secolare tra Islam e Cristianesimo. Due fratelli scavano nel passato della madre, che ha vissuto gli orrori della guerra, alla ricerca del padre e del fratello perduti. La narrazione costruisce una verità che emerge attraverso plot twist di grande forza drammatica.

La rivelazione finale sconvolge l’assetto emotivo dei personaggi: Nawal Marwan (interpretata da Lubna Azabal) si riconosce nella figura della regina Giocasta.

titane: titani, trasformazione e creazione della vita

Titane di Julia Ducournau appare distante da una trama esplicitamente mitologica. La protagonista, Alexia, è una giovane ballerina che vive dopo un incidente avvenuto durante l’infanzia, quando una placca di titanio le è rimasta in testa. Il collegamento tra storia e titolo sembra immediato, ma la prospettiva si amplia.

Il film richiama i Titani, figure primordiali della mitologia greca che precedono gli dei dell’Olimpo. Non viene ripreso un mito specifico, bensì vengono recuperati temi legati alle trasformazioni e alla creazione della vita. La trasformazione è centrale: Alexia passa dal femminile al maschile e sviluppa anche un’attrazione sessuale per le automobili. Da questa ossessione nasce un essere ibrido, macchina-umano.

il sacrificio del cervo sacro: presunzione, punizione e maledizione

da agamennone a artemide: i venti bloccati e il sacrificio

La tragedia del sacrificio viene richiamata partendo da Agamennone e dal suo rapporto con Artemide. Agamennone uccide uno dei cervi sacri di Artemide e, nell’orgoglio, si vanta di essere un cacciatore migliore della dea. La conseguenza è legata alla partenza per la guerra di Troia: i venti vengono bloccati ad Aulide e la navigazione della flotta greca diventa impossibile.

La situazione può essere risolta solo attraverso un sacrificio: Agamennone deve uccidere la figlia Ifigenia per riconquistare il favore di Artemide, dopo l’errore di presunzione. Con la falsa speranza del matrimonio con Achille, Ifigenia viene attirata ad Aulide e sacrificata. Esiste anche una versione alternativa in cui Artemide ha pietà della fanciulla: la prende con sé e le assegna un posto come sacerdotessa a Tauride.

lanthimos e murphy: il castigo che replica il dolore

In Il sacrificio del cervo sacro di Yorgos Lanthimos il meccanismo del castigo viene spostato nel presente. Steven Murphy (interpretato da Colin Farrell) è un medico che ha ucciso un paziente: durante un’operazione era troppo ubriaco. Da quel momento, per senso di colpa, decide di diventare una figura paterna per il figlio dell’uomo, Martin, interpretato da Barry Keoghan.

Martin non intende limitarsi a un ruolo passivo: nella famiglia considerata “perfetta” di Murphy porta lo stesso dolore. Tramite una strana maledizione, i figli del medico si ammalano progressivamente. La condizione è esplicita: i ragazzi moriranno se Murphy non sacrifica uno di loro. Il racconto arriva a un epilogo senza speranza.

moulin rouge! e orfeo: la fiducia spezzata

Il mito di Orfeo ed Euridice costituisce un riferimento importante. Orfeo, artista per eccellenza, possiede un talento straordinario per musica e canto. Quando Euridice muore, tenta l’impossibile: un viaggio nell’oltretomba per riportarla indietro. La forza del canto e della lira convince i sovrani degli Inferi, ma a una condizione non negoziabile: Euridice può tornare in superficie solo se Orfeo non si volta mai a guardarla.

Orfeo fallisce quasi al termine del percorso, quando è vicino alla luce. Il suo gesto rompe la fiducia concessa dagli dei e porta Euridice a sprofondare nuovamente tra le tenebre.

Nel musical Moulin Rouge! l’ispirazione è collegata a La Traviata di Giuseppe Verdi, ma compaiono anche elementi che richiamano il mito greco secondo una declinazione moderna. Christian (interpretato da Ewan McGregor) e Satine (interpretata da Nicole Kidman) incarnano Orfeo ed Euridice nel mondo del teatro: il personaggio di McGregor è un poeta e musicista che aiuta il Rouge ad accedere a un mondo magico, mentre Satine è segretamente perseguitata dalla morte. Come nel mito, l’amore tra i due non approda a un lieto fine e resta immortale.

the lighthouse: proteo, prometeo e l’isolamento come enigma

Nella mitologia greca Proteo è una divinità mutaforma nota per il dono della profezia. Prometeo, invece, è il creatore degli uomini: sfidò Zeus, plasmò gli esseri umani dalla creta, creò il fuoco sottraendoli alla sottomissione agli dei e permettendo lo sviluppo della civiltà. La ribellione ha un prezzo: Prometeo viene incatenato a una roccia, mentre un’aquila gli divora il fegato giorno dopo giorno. La notte permette all’organo di ricrescere, rendendo l’azione perpetua.

Il film The Lighthouse di Robert Eggers viene accostato a queste due figure mitologiche attraverso un enigma visivo e narrativo. La storia segue Robert Pattinson e Willem Dafoe, due guardiani bloccati sull’isola più del necessario, con effetti dell’isolamento devastanti.

L’impostazione mitologica dell’opera si lega a due inquadrature. La prima mostra un nudo Thomas Wake (Dafoe) che stringe sulla spalla Thomas (Pattinson), mentre una luce intensa diventa protagonista: il riferimento visivo richiama il dipinto Hypnosis di Sascha Schneider, in cui compare Proteo, figlio di Poseidone. La seconda scena rappresenta il destino tragico del personaggio di Pattinson: l’uomo nudo è disteso tra gli scogli mentre uno stormo di gabbiani gli mangia le viscere.

personaggi e interpreti citati

Lubna Azabal (Nawal Marwan), Colin Farrell (Steven Murphy), Barry Keoghan (Martin), Ewan McGregor (Christian), Nicole Kidman (Satine), Robert Pattinson (Thomas), Willem Dafoe (Thomas Wake).

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