Lepore deve dimettersi, fratelli d’italia risponde alle parole sul caso fakir e gli scontri a bologna

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Lepore deve dimettersi, fratelli d’italia risponde alle parole sul caso fakir e gli scontri a bologna

Le dichiarazioni di Luca Calabrese, agente ferito durante gli scontri seguiti alla manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir, hanno acceso un acceso confronto politico a Bologna. Fratelli d’Italia ha chiesto con decisione le dimissioni del sindaco Matteo Lepore, sostenendo che il primo cittadino non avrebbe espresso la solidarietà attesa nei confronti delle Forze dell’Ordine e che la gestione del clima attorno alla protesta avrebbe avuto conseguenze gravi.

dimissioni del sindaco bologna matteo lepore: la richiesta di fratelli d’italia

Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha commentato le parole attribuite all’agente Luca Calabrese, definendole toc-canti e mettendo al centro un presunto silenzio del primo cittadino. Secondo quanto riferito, Calabrese avrebbe espresso rammarico per la mancanza di solidarietà da parte del sindaco Lepore, in relazione alle aggressioni subite da chi indossa una divisa.

Bignami ha aggiunto di aver telefonato nella fase immediata al Questore per veicolare solidarietà alle forze dell’ordine, sostenendo che tale gesto non sarebbe stato replicato dal sindaco. Nelle parole del deputato, il silenzio sarebbe diventato un segnale negativo anche verso i cittadini, descritti come bolognesi onesti costretti a vedere la città “messa a ferro e fuoco”. Da qui la richiesta politica: dimissioni del sindaco Lepore e della Giunta.

luca calabrese e la ricostruzione degli scontri: “guerriglia urbana” e 64 agenti feriti

Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia, ha ripreso l’intervista resa da Calabrese, definendo le sue dichiarazioni un monito da ascoltare con attenzione. Almici ha richiamato la descrizione dei tumulti come una “guerriglia urbana”, con episodi segnalati in termini di uso di bottiglie, pietre, cartelli stradali, reti metalliche e biciclette contro le Forze dell’Ordine.

Un passaggio considerato centrale riguarda l’assenza, secondo quanto riportato, di una parola di solidarietà da parte del sindaco. Almici ha sottolineato che non si tratterebbe di chiedere scuse, ma del “minimo” che un rappresentante delle istituzioni dovrebbe assicurare a chi garantisce la sicurezza. La deputata ha richiamato il dato secondo cui sarebbero stati 64 gli agenti feriti, sostenendo che tale numero non possa essere liquidato come un episodio isolato.

responsabilità politica e ruolo della magistratura secondo cristina almici

Almici ha collegato la ricostruzione degli eventi a un fallimento politico nella gestione dell’ordine pubblico e del clima creatosi attorno alla manifestazione. La morte di Abderrahim Fakir viene indicata come un fatto che dovrebbe essere accertato dalla magistratura con serenità e senza strumentalizzazioni. Allo stesso tempo, viene posta enfasi sulla responsabilità politica legata alla trasformazione di una tragedia in una piazza in cui, secondo il punto di vista del partito, gli antagonisti avrebbero trovato spazio fino agli scontri.

Da qui la conclusione: secondo Almici, il sindaco dovrebbe compiere un gesto di responsabilità tramite le dimissioni, perché, quando viene meno l’autorevolezza di chi guida la città, non sarebbe sufficiente un comunicato.

francesco filini: condanna della violenza e schieramento dalla parte dello stato

Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia, ha interpretato le parole di Luca Calabrese come un atto d’accusa nei confronti del sindaco, ribadendo che Lepore avrebbe scelto, ancora una volta, il silenzio invece della solidarietà verso chi difende la sicurezza. Il riferimento è stato fatto ai 64 appartenenti alle forze dell’ordine feriti e alla necessità, secondo Filini, di una condanna della violenza senza ambiguità.

Filini ha sostenuto che il sindaco non avrebbe preso una posizione ritenuta adeguata dalla parte dello Stato, segnalando una distanza verso le donne e gli uomini in divisa e verso i cittadini che chiedono, nel linguaggio del partito, legalità e sicurezza. La richiesta avanzata è ancora una volta la stessa: dimissioni immediate di Matteo Lepore e della Giunta, con l’obiettivo dichiarato di liberare Bologna da ciò che viene descritto come ambiguità e sudditanza culturale verso chi trasforma le piazze in campi di battaglia.

raffaele speranzon: responsabilità del sindaco e tolleranza zero contro i violenti

Anche Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, ha chiesto che il sindaco Matteo Lepore si dimetta. Nel suo intervento, la “guerriglia urbana” scatenata a seguito della manifestazione per la morte di Fakir viene indicata come responsabilità principale di Lepore.

Speranzon ha ripreso il rammarico attribuito a Luca Calabrese riguardo alla mancanza di solidarietà da parte del primo cittadino e ha definito il comportamento in questione “una vergogna”. Nel quadro delle posizioni riportate, il sindaco viene inoltre accusato di non avere sensibilità sul tema e di dedicare tempo, secondo il commento, a polemiche politiche.

Dal punto di vista del vicepresidente vicario, la linea del partito resta chiara: con i violenti servirebbe tolleranza zero, affermando l’intenzione di muoversi con fermezza su tale indirizzo.

personaggi citati

Galeazzo Bignami, Cristina Almici, Francesco Filini, Raffaele Speranzon, Matteo Lepore, Luca Calabrese, Abderrahim Fakir.

Categorie: PoliticaCronaca

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