Legge elettorale rinviata russa, non si chiuderà prima delle ferie
La discussione sulla legge elettorale davanti al Senato si intreccia con i tempi del calendario parlamentare: il presidente del Senato Ignazio La Russa ha escluso la possibilità di arrivare a un licenziamento prima delle ferie estive, dopo un confronto in sede di capigruppo. Al centro delle valutazioni anche la scelta di demandare alla commissione Affari costituzionali la definizione operativa dei prossimi passaggi.
legge elettorale al senato: niente approvazione prima delle ferie
Ignazio La Russa ha chiarito che non sono previste accelerazioni tali da consentire l’approvazione entro la chiusura precedente alle ferie. Intervenendo con i cronisti al termine della capigruppo, ha spiegato che, rispetto alle ipotesi circolate nell’ambito delle opposizioni, è stata esclusa la possibilità di concludere la legge elettorale prima delle ferie.
Nel contempo è stata ricostruita la dinamica del confronto: è stato riferito di un tentativo di individuare un’intesa su una data di possibile chiusura, anche grazie alla cornice regolamentare che, secondo quanto indicato, lo consentirebbe. La ricerca di una scadenza, sia pure non ravvicinata, non avrebbe trovato accordo.
capigruppo e accordo mancato su una data di chiusura
Il punto decisivo è la mancanza di un’intesa su una data di possibile chiusura della procedura. Secondo quanto riportato, non sarebbe emerso un accordo su uno scenario entro un mese e mezzo dalla discussione. Per questo motivo il presidente del Senato ha indicato che la decisione sul percorso successivo viene rimessa alla commissione Affari costituzionali.
La cornice temporale viene descritta come finalizzata a mantenere un clima di lavoro ordinato: la legge non sarà licenziata dal Senato prima delle ferie, con l’obiettivo di tranquillizzare l’ambiente politico e istituzionale legato alla tempistica.
senato a settembre: attesa sulla commissione affari costituzionali
Alla possibilità che la trattazione possa arrivare in aula nella prima settimana di lavori a settembre, La Russa ha collegato l’eventualità all’esito dei lavori in commissione. La risposta fornita è stata subordinata a ciò che farà la commissione Affari costituzionali, con l’attesa di capire come si muoverà operativamente prima di fissare un orientamento definitivo.
tempi in commissione e calendario di inizio settembre
È stato inoltre richiamato un quadro di organizzazione già delineato: la commissione può lavorare nella prima settimana di settembre, secondo un calendario approvato in precedenza. In tale cornice viene indicata anche la possibilità di audizioni, oltre all’esame in commissione, come passaggi utili a mantenere un ritmo compatibile con l’esigenza di concludere l’iter.
fratelli d’italia: compatibilità dei tempi con l’approvazione e l’applicabilità
Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, ha ribadito la linea di compatibilità tra tempi e obiettivo di approvazione effettiva della legge elettorale. Al termine della capigruppo di palazzo Madama ha indicato come l’impostazione richiesta alla maggioranza riguardi scadenze che siano coerenti con la reale approvazione del testo.
Nelle parole attribuite a Malan emerge l’attenzione a evitare scelte che risultino penalizzanti: viene sottolineata la necessità di collocare l’approvazione in tempi adeguatamente distanti dalla scadenza elettorale, senza forzature, mentre viene esclusa l’ipotesi di arrivare così tardi da rendere la legge non applicabile.
obiettivo aula a settembre e gestione delle fasi istruttorie
Nel quadro complessivo viene esplicitato l’auspicio di arrivare in aula a settembre alla ripresa dei lavori, fissata per il 9. La motivazione indicata riguarda la possibilità di disporre dello spazio necessario per le audizioni e per l’esame in commissione, oltre alla prospettiva di raggiungere il traguardo in tempi adeguati.
personaggi e figure citate
- Ignazio La Russa
- Lucio Malan