Jannik sinner dopo wimbledon: il commento che lo mette in discussione e il big del tennis che lo snobba

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Jannik sinner dopo wimbledon: il commento che lo mette in discussione e il big del tennis che lo snobba

Il trionfo di Jannik Sinner a Wimbledon, arrivato per il secondo anno consecutivo dopo la vittoria in finale su Alexander Zverev, continua a far discutere anche fuori dal campo. A commentare il successo è stato Marat Safin, ex numero uno del mondo e oggi allenatore, che ha collegato la performance dell’azzurro al contesto dell’“era” del tennis e al confronto con i grandi nomi del passato.

jannik sinner e wimbledon: la vittoria e le polemiche

Sinner ha conquistato Wimbledon per la seconda volta consecutiva, chiudendo il torneo con un successo su Alexander Zverev nella partita decisiva. Il risultato, che conferma la solidità dell’azzurro sui palcoscenici più importanti, ha però riaperto il dibattito sul livello complessivo del circuito e sulla possibilità di contendere le posizioni più alte anche in un’epoca dominata dai cosiddetti “Big Three”.

marat safin sul confronto con le “big three”

Secondo quanto dichiarato da Marat Safin, oggi allenatore, Sinner non avrebbe avuto lo stesso impatto nella fase storica in cui hanno dominato Djokovic, Federer e Nadal. In sostanza, Safin ha espresso l’idea che nell’attuale panorama tennistico l’azzurro non sarebbe riuscito a raggiungere i vertici equivalenti a quelli attribuiti al prime di quell’era.

Le parole dell’ex tennista russo, riportate durante un podcast condotto da Dinara Safina, hanno puntato sul calo qualitativo del circuito: il livello del tennis sarebbe molto sceso rispetto al passato, quando, secondo la sua ricostruzione, c’erano più giocatori di altissimo livello. Safin ha anche indicato un numero limitato di competitività al top, arrivando a sostenere che oggi al massimo ci sarebbero dieci giocatori in grado di competere stabilmente per i traguardi maggiori.

jim courier e la lettura tattica dei match

Alle critiche di Safin si è aggiunta anche la valutazione di Jim Courier, ex tennista americano e oggi commentatore televisivo. Courier ha sottolineato un aspetto specifico del torneo di Sinner: a parte la semifinale, non avrebbe ritenuto che l’azzurro avesse espresso il suo miglior tennis durante il percorso a Wimbledon.

Pur riconoscendo la capacità di vincere, Courier ha spiegato che il cambiamento determinante della partita contro Zverev sarebbe arrivato quando Sinner è riuscito a entrare negli scambi e a trovare un ritmo più costante. Nei primi set, secondo la ricostruzione, gli scambi lunghi non sarebbero stati il tratto dominante, con maggiore incidenza di servizi rispetto alla continuità da fondo campo.

ritmo e scambi: perché il match sarebbe cambiato

Courier ha definito i set iniziali come “fantastici”, ma privi di ritmo, elemento che, a suo avviso, non permette di accumulare quella fiducia necessaria per imporsi negli scambi. Nel momento in cui Zverev avrebbe rallentato con la prima, inserendo più slice, sarebbe diventato più chiaro lo scenario per Sinner, con una partita che si sarebbe spostata verso dinamiche più adatte al suo gioco.

contesto e giudizi sul livello del tennis

Le dichiarazioni emerse ruotano attorno a un tema comune: l’idea di un circuito in cui, rispetto al passato, il livello complessivo sarebbe inferiore. Safin ha collegato questa percezione alla possibilità che Sinner, in un’ipotetica “era Big Three”, non avrebbe ottenuto numeri e posizionamenti equivalenti. Courier, dal canto suo, ha portato l’attenzione sull’andamento tecnico dei match, insistendo sul fatto che Sinner non avrebbe sempre raggiunto il proprio massimo, trovando però la chiave per cambiare traiettoria quando gli scambi hanno iniziato a assumere un ritmo più favorevole.

figure citate nelle dichiarazioni

Nel racconto delle opinioni e delle analisi sono stati nominati:

  • Jannik Sinner
  • Alexander Zverev
  • Marat Safin
  • Dinara Safina
  • Jim Courier
  • Djokovic
  • Federer
  • Nadal
  • Alcaraz

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