Israele spende 50 milioni per influenzare l opinione pubblica negli stati uniti

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Israele spende 50 milioni per influenzare l opinione pubblica negli stati uniti

Messaggi comparsi sui telefoni di milioni di americani, creati con intelligenza artificiale e indirizzati a plasmare l’opinione pubblica: il quadro delineato da un’ampia ricostruzione giornalistica descrive un piano israeliano orientato a rafforzare la reputazione nel contesto statunitense, in particolare mentre si intensificano le discussioni sui bombardamenti contro Teheran e sulle scelte del governo guidato da Benjamin Netanyahu.

messaggi ai telefoni degli americani e obiettivo reputazionale

Tra i contenuti riportati emergono due esempi di conversazione: uno firmato “Emma” e un altro riconducibile a “John”, presentati come iniziative collegate a gruppi che richiedono opinioni su Israele. La ricostruzione chiarisce però che Emma e John non sarebbero persone reali: i testi sarebbero stati generati tramite un sistema di intelligenza artificiale e poi recapitati nei mesi precedenti sugli smartphone di un’ampia platea di cittadini statunitensi. Lo scopo indicato è migliorare l’immagine di Israele negli Stati Uniti, considerati come alleato principale.

Il lavoro descritto si inserisce in un contesto in cui una quota rilevante dell’opinione pubblica americana risulta critica: secondo un sondaggio del Pew Research Center a marzo, il giudizio negativo su Israele e sulla sua gestione dell’operazione militare in Iran e a Gaza riguarda il 60% degli adulti americani. In parallelo, tra gli elettori democratici, il sostegno a Tel Aviv risulterebbe in calo con il passare dei mesi.

investimenti di decine di milioni e strategie basate sull’ia

Secondo quanto riportato, Israele avrebbe già messo in campo oltre 50 milioni di dollari per orientare l’opinione pubblica statunitense. La stessa ricostruzione attribuisce al governo israeliano un investimento di decine di milioni di dollari in uno sforzo finalizzato a contrastare l’ondata di giudizi negativi, ricorrendo a strategie innovative basate sull’intelligenza artificiale. Un elemento centrale citato riguarda anche l’indicazione di pagamenti diretti ai media conservatori.

La struttura dell’operazione comprende il coinvolgimento di almeno sei società per attività di maquillage reputazionale e la pianificazione dell’ingaggio di influencer, consulenti e strateghi della comunicazione. Inoltre, circa trenta persone, molte delle quali attive nel marketing, si sarebbero registrate come agenti stranieri per Israele.

contratto da 45 milioni con brad parscale e ruolo di salem media

L’invio massiccio di messaggi generati con l’ia verso smartphone negli Stati Uniti rientrerebbe in un contratto da 45 milioni di dollari attribuito al governo di Netanyahu con Brad Parscale, descritto come consulente digitale coinvolto nella campagna elettorale di Trump nel 2016 e poi responsabile della campagna per la rielezione nel 2020. Oggi Parscale sarebbe impegnato nella piattaforma Salem media, caratterizzata da conduttori e podcaster legati a posizioni maga, conservatrici e sostenitrici di Tel Aviv.

Tra i nomi associati a Salem compare anche Lara Trump, nuora dell’attuale inquilino della Casa Bianca, che avrebbe più volte difeso Israele richiamando il “ruolo cruciale del Paese nel garantire la stabilità della regione”. Secondo quanto dichiarato da Parscale, i volti della piattaforma non riceverebbero denaro per esprimersi direttamente a favore di Israele; la ricostruzione indica però che sarebbero stati investiti 500mila dollari in pubblicità sul canale.

show faith by works e campagna mirata tramite geolocalizzazione

Accanto al coinvolgimento di Parscale, la ricostruzione menziona anche la collaborazione con Show Faith by Works. Secondo quanto riferito, la società avrebbe realizzato l’invio di messaggi filo-israeliani verso circa 4 milioni di membri di grandi congregazioni protestanti ed evangeliche, oltre a studenti universitari cristiani nel sud-ovest degli Stati Uniti. Il canale operativo descritto sarebbe basato su attività di geolocalizzazione.

hasbara e precedenti campagne: stanziamento record e finanziamenti digitali

La ricostruzione precisa che non si tratta del primo caso emerso di operazioni di propaganda in questa forma. Nel 2026 il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar avrebbe ottenuto uno stanziamento record di 730 milioni di dollari per la “sensibilizzazione pubblica”, definita in ebraico hasbara. La cifra sarebbe indicata come senza precedenti: 4 volte superiore a quella dell’anno precedente e 20 volte più alta rispetto agli importi destinati prima del 2023.

All’interno di tale stanziamento sarebbero compresi 900mila dollari destinati agli influencer, con l’obiettivo di produrre contenuti sui social che rappresentino Israele in modo positivo. La ricostruzione collega anche episodi precedenti: un’indagine di Fanpage avrebbe rivelato l’esistenza di una campagna pubblicitaria sponsorizzata dal governo israeliano su Google volta a dare visibilità ad accuse contro la relatrice speciale Onu per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Un’altra inchiesta giornalistica, condotta da Dropsite news, avrebbe reso pubblico un finanziamento israeliano di 45,5 milioni di dollari a Google e X per una campagna digitale di sei mesi, con l’obiettivo di contestare Albanese e l’Onu, sostenendo che a Gaza non sarebbero esistite fame e carestia.

personaggi coinvolti citati nella ricostruzione

  • Emma (firma usata per testi generati dall’ia)
  • John (firma usata per testi generati dall’ia)
  • Benjamin Netanyahu
  • Brad Parscale
  • Lara Trump
  • Gideon Sa’ar
  • Francesca Albanese
  • Trump
“Messaggi con l’AI, influencer e media conservatori”: la campagna di Israele da 50 milioni di dollari per migliorare la reputazione negli Usa

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