Ilaria salis e la condanna surreale primo grado si è svolto a mia insaputa
Condanna e conseguenze giudiziarie tornano al centro del dibattito, con un intervento ufficiale dell’eurodeputata Ilaria Salis in merito al licenziamento senza giusta causa contestato a due collaboratori. La vicenda, oggetto di notizia diffusa in esclusiva, si inserisce in un procedimento che resta pendente in appello e che, secondo quanto dichiarato, potrebbe portare a una ricostruzione più completa dei fatti.
ilaria salis e la condanna per il recesso dai due collaboratori
La posizione dell’europarlamentare riguarda una condanna collegata al recesso dal rapporto di collaborazione con due assistenti: uno inquadrato come co.co.co e l’altro con partita Iva. Salis commenta la decisione affermando di contestarla integralmente, specificando che la sentenza richiamata riguarda il giudizio di primo grado.
Secondo la ricostruzione fornita, nel marzo 2026 il Tribunale di Milano avrebbe emesso una sentenza relativa all’interruzione del rapporto di collaborazione, ritenendo insussistente la giusta causa. La condanna viene quindi contestata senza accoglimento di quanto stabilito in quella fase, con l’indicazione che risulta già presentata impugnazione.
appello e impugnazione: chiarezza attesa sul caso
Il procedimento, nelle parole dell’eurodeputata, risulta attualmente in corso davanti al giudice di secondo grado. La fiducia dichiarata è legata alla possibilità che il giudizio di appello consenta di accertare correttamente i fatti.
Nel merito della scelta di interrompere le collaborazioni, Salis sostiene che la decisione non sarebbe stata arbitraria, improvvisa né priva di motivazioni. Viene richiamato un contesto legato alla necessità di tutelare il corretto esercizio del mandato parlamentare, oltre alla gestione delle risorse pubbliche affidate alla responsabilità dell’europarlamentare e, in ultima analisi, alle persone rappresentate.
il profilo contestato: mancata difesa per la notifica degli atti
Accanto alla contestazione della valutazione di primo grado, viene sottolineato un elemento ritenuto particolarmente grave. L’eurodeputata dichiara di non aver avuto la possibilità di difendersi nel giudizio di primo grado, che sarebbe avvenuto in sua assenza e a sua insaputa.
Secondo la sua ricostruzione, le modalità per la notifica degli atti sarebbero state pienamente note: sarebbe stato sufficiente inviare una comunicazione alla casella di posta elettronica o alla PEC. In base a quanto dichiarato, la notifica non sarebbe mai pervenuta, con la conseguenza che il Tribunale avrebbe pronunciato la decisione esclusivamente sulla base degli elementi acquisiti dai ricorrenti.
La chiusura della posizione è affidata alla prospettiva che il giudizio di appello possa offrire piena chiarezza sulla vicenda.
figure coinvolte nella vicenda
La comunicazione si riferisce a collaboratori con specifiche forme contrattuali e alle parti richiamate nell’ambito del procedimento.
- Ilaria Salis, eurodeputata
- due collaboratori licenziati: un co.co.co e un collaboratore con partita Iva