Ilaria salis condannata per licenziamento senza giusta causa di due collaboratori

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Ilaria salis condannata per licenziamento senza giusta causa di due collaboratori

Ilaria Salis è stata condannata dal tribunale di Milano a risarcire due collaboratori licenziati senza giusta causa. La decisione, assunta in contumacia, stabilisce un importo complessivo legato ai mancati guadagni maturati fino alla fine del mandato dell’eurodeputata di Avs, con una quantificazione che si accompagna anche a una voce di spese legali.

tribunale di milano e condanna per licenziamento senza giusta causa

Secondo quanto stabilito dal giudice Franco Caroleo, l’accoglimento delle richieste dell’accusa ha portato a riconoscere l’assenza di presupposti di giusta causa nei recessi contestati. Il procedimento si è svolto in contumacia nei confronti dell’eurodeputata, con l’effetto di incidere sull’onere probatorio.

contratti in scadenza a fine mandato e interruzione anticipata

Gli assistenti coinvolti avevano maturato un rapporto di lavoro avviato nell’ambito della campagna elettorale di Salis. Erano stati assunti tramite due contratti in scadenza a luglio 2029, in coincidenza con il termine del mandato parlamentare. Nonostante la durata programmata fino a quella data, il licenziamento è avvenuto solo dopo pochi mesi, con revoche senza preavviso.

mansioni e contenuti dell’attività svolta

Nel provvedimento viene riportato che i due collaboratori svolgevano attività con retribuzione sostanzialmente sovrapponibile, pari a circa 3.000 euro al mese, e mansioni considerate simili. Tra le competenze descritte figurano lo sviluppo di progetti orientati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, la progettazione e la gestione di campagne ed eventi in Italia e all’estero, l’assistenza per i contatti con le autorità e attività di consulenza in ambito politico strategico e tattico.

recessi anticipati: ragioni richiamate e contestazioni

Il primo assistente ha ricevuto un recesso anticipato in relazione al “venir meno del rapporto fiduciario” e a una ritenuta “incompatibilità ambientale e personale”. Successivamente, anche al collega è stata revocata l’assegnazione con effetto immediato, motivando la decisione con la “manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione”.

onere della prova della giusta causa e contumacia

Nella sentenza si evidenzia che spetta alla datrice di lavoro l’onere di provare la giusta causa. Poiché Salis è rimasta contumace, il tribunale afferma che la convenuta non ha assolto all’onere richiesto. Di conseguenza, viene dichiarata l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati.

risarcimento per mancati guadagni e spese legali

La decisione porta a un risarcimento quantificato in 300.900 euro, determinato in relazione ai mancati guadagni dei due collaboratori fino alla fine del mandato. Alla somma complessiva si aggiungono anche 10.000 euro per le spese legali.

personaggi coinvolti nella vicenda

Sono presenti i seguenti soggetti nominati nel procedimento e nelle motivazioni rese note:

  • Ilaria Salis
  • Franco Caroleo
  • due collaboratori assistenti assunti per la campagna elettorale di Salis
Ilaria Salis condannata per aver licenziato “senza giusta causa” due collaboratori: dovrà risarcirli per oltre 300mila euro
Categorie: PoliticaCronaca

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