Il pg di napoli: dover registrare le conferenze stampa mi fa sentire un sorvegliato speciale

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Il pg di napoli: dover registrare le conferenze stampa mi fa sentire un sorvegliato speciale

L’attenzione sulla comunicazione giudiziaria accende una nuova fase di tensioni istituzionali tra uffici della magistratura. Il punto di scontro ruota attorno all’autobavaglio contestato dal Consiglio superiore della magistratura e al relativo impianto sulle modalità di informazione in uscita dagli uffici inquirenti, tema discusso durante una conferenza stampa convocata dal procuratore generale di Napoli Aldo Policastro. In quel contesto emergono immagini molto forti, con riferimento alla sensazione di essere costantemente osservati, mentre l’intervento di Nicola Gratteri utilizza un’espressione particolarmente aspra.

comunicazione giudiziaria, l’autobavaglio contestato dal csm

Il Consiglio superiore della magistratura, tramite un orientamento sulla comunicazione giudiziaria, viene percepito come elemento irritante dal procuratore generale di Napoli Aldo Policastro. Nel corso della conferenza stampa dedicata alla presentazione del protocollo di attuazione della circolare, Policastro si dice colpito dall’idea di vivere un clima di restrizione paragonato a una sorveglianza continua. La metafora utilizzata descrive una condizione di “sorvegliato speciale”, collegata alla sensazione di controllo costante su ciò che viene fatto e su ciò che viene detto.

protocollo e videoregistrazione, il punto della conferenza

La conferenza stampa è stata organizzata per illustrare il protocollo di attuazione della circolare Csm sull’informazione in uscita dagli uffici inquirenti. Il documento risulta sottoscritto da tutti i procuratori del distretto, elencati nella cornice dell’iniziativa: Nicola Gratteri, Pierpaolo Bruni (Santa Maria Capua Vetere), Marco Del Gaudio (Nola), Domenico Airoma (Avellino), Nunzio Fragliasso (Torre Annunziata).

Nel contesto della presentazione, il riferimento alla sorveglianza nasce mentre la conferenza veniva videoregistrata da un dipendente dell’ufficio. I file prodotti vengono definiti atti interni: non sarebbero pubblicati sui portali del ministero e dei palazzi di giustizia, ma sarebbero comunque recuperabili tramite procedure interne alla magistratura qualora lo si reputi necessario. A partire da questo, Policastro collega l’obbligo di videoregistrazione a una percezione di controllo permanente.

Policastro afferma che non viene avvertito timore nel registrare ciò che viene svolto, sostenendo che l’operato sia impostato sulla trasparenza. Nel medesimo passaggio ribadisce però la sensazione di essere trattati come “sorvegliati speciali”, ossia sottoposti a verifiche in ogni momento. La registrazione viene inoltre presentata come parte di un obbligo in corso.

reazioni e clima di tensione dopo le sentenze

Le parole pronunciate si inseriscono in un clima già descritto come avvelenato, collegato ai tentativi di delegittimare la magistratura dopo sentenze riguardanti il caso del gioielliere Mario Roggero. In tale scenario si colloca anche il confronto con un giornalista del Tgr Campania, che critica le linee complessive della circolare Csm e richiama l’idea che sarebbe sempre lecito pubblicare i nomi degli arrestati.

La risposta di Nicola Gratteri risulta netta: nel suo intervento usa il termine “porcheria” riferendosi a quanto attribuito ai parlamentari. Nel medesimo ragionamento collega le scelte relative alla comunicazione a una presunta mancanza di interesse da parte dei centri di potere verso la diffusione di informazioni, aggiungendo anche un riferimento all’assenza del presidente dell’Ordine in commissione giustizia durante la prima riforma Cartabia. In chiusura del passaggio, Gratteri sostiene che il Csm avrebbe avuto un’interpretazione più restrittiva rispetto alla norma.

diritto all’informazione e presunzione di innocenza

Secondo Aldo Policastro, il Csm sarebbe andato oltre la norma nell’impostare l’obbligo, richiamando un aggiornamento che inciderebbe anche sul principio della presunzione di innocenza. Policastro dichiara di rispettare la delibera, mantenendo però la necessità di ribadire il diritto all’informazione come elemento preminente. Il ragionamento viene collegato all’idea che un popolo possa essere sovrano solo se adeguatamente informato.

Inoltre, viene sottolineato che una parte della stampa, secondo la ricostruzione fatta, non si limiterebbe a fondarsi su argomenti ma assumerebbe pretesti per rappresentare la magistratura come un insieme dedito a condotte gravemente negative. La cornice viene descritta come un clima complessivo alimentato anche da certa stampa, televisione e da dichiarazioni attribuite a importanti esponenti, indicato come un attacco violento.

procuratori presenti e soggetti citati

Nel contesto della conferenza stampa dedicata al protocollo di attuazione risultano citati e coinvolti i seguenti soggetti:

  • Aldo Policastro
  • Nicola Gratteri
  • Pierpaolo Bruni (Santa Maria Capua Vetere)
  • Marco Del Gaudio (Nola)
  • Domenico Airoma (Avellino)
  • Nunzio Fragliasso (Torre Annunziata)
Autobavaglio Csm, Policastro (pg di Napoli): “Dover registrare le conferenze stampa mi fa sentire un sorvegliato speciale”

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