Film di john mccarthy: hokum e i migliori titoli perdere
Un ritorno al cinema che sa di promesse antiche e brividi calibrati: il 2026 si prepara a consegnare un nuovo horror, Hokum, pensato per riportare lo sguardo nelle zone d’ombra delle leggende più radicate sulle streghe. Al centro del racconto compare uno scrittore di romanzi horror, trattenuto da un dolore capace di trasformare ogni passo in una prova, mentre un viaggio verso una remota locanda irlandese apre la strada a una leggenda che continua a fare presa.
hokum: horror e leggenda di streghe in una torrida estate
Hokum arriva nelle sale il 5 agosto, inserendosi in un periodo in cui gli horror sembrano pronti a dominare la scena. La pellicola vede come protagonista Adam Scott e rappresenta la terza regia di Damian McCarthy. Il regista, prima di questo nuovo incubo, ha esplorato differenti declinazioni del genere, passando dall’horror psicologico alle conseguenze più laceranti del lutto.
La trama segue uno scrittore di romanzi horror sopraffatto dalla sofferenza per la perdita dei genitori. Quando si reca in una remota locanda irlandese con l’intenzione di spargerne le ceneri, il viaggio non libera dal dolore: lo costringe a confrontarsi con una leggenda di streghe. La domanda che resta sospesa è netta e immediata: si tratta soltanto di superstizioni locali o di qualcosa di molto più concreto?
damian mccarthy e i precedenti horror: una regia che cresce tra lutto e tensione
L’identità artistica di McCarthy emerge con chiarezza attraverso le opere precedenti, costruite su atmosfere disturbanti e svolte capaci di amplificare la tensione.
caveat: amnesia, inquietudine e una fiducia che non basta
Con Caveat, al debutto alla regia, Damian McCarthy ottiene un indice di gradimento del 82% su Rotten Tomatoes. Fin dal titolo arriva un avvertimento: “stia attento”. Nel film, però, il protagonista Isaac (interpretato da Johnny French) non riesce a comprenderlo.
La storia segue un vagabondo affetto da amnesia che, una volta dimesso dall’ospedale, si trasferisce in una casa su un’isola isolata per prendersi cura di una donna psicologicamente disturbata. Per Isaac si apre un’occasione, mentre per il pubblico i presupposti risultano abbastanza inquietanti da spingere a cambiare direzione in più di un momento.
Realizzato con un budget ridotto, Caveat si muove con imprevedibilità e aumenta la pressione in un crescendo che mette in primo piano le stranezze dell’animo umano. Il risultato è un’opera ambiziosa capace di creare un forte disagio nello spettatore.
oddity: lutto, gemelle e oggetti inquietanti
Oddity è il secondo lungometraggio di McCarthy e riprende il tema del lutto, che tornerà anche in Hokum. Nel film, Dani viene assassinata nella casa che stava ristrutturando con il marito psichiatra Ted. Il primo sospettato è un paziente della struttura dove lavora Ted. Successivamente, il presunto assassino viene ritrovato morto.
Un anno dopo, Darcy, sorella gemella di Dani (entrambe interpretate da Carolyn Bracken), torna a casa di Ted, che nel frattempo ha una nuova fidanzata. Darcy, cieca dalla nascita, è una medium convinta che dietro la morte della gemella ci sia dell’altro. Nella sua indagine intervengono degli strani oggetti provenienti dal suo negozio di curiosità.
Il debutto di Oddity ottiene un 95% su Rotten Tomatoes. La costruzione della tensione si appoggia a jump scare bilanciati e a inquadrature inquietanti, dando vita a un horror/mystery camaleontico capace di andare oltre le aspettative. Il ritmo rimane lento, ma la narrazione mantiene un alto livello di coinvolgimento.
caratteristiche comuni: tensione, lutto e dettagli che amplificano l’ombra
Nel percorso di McCarthy tornano elementi precisi: il peso emotivo del lutto, la capacità di costruire tensione attraverso scelte narrative e visive, e l’uso di dettagli che rendono l’atmosfera sempre più carica di minaccia. Hokum riprende questa impostazione portandola su un terreno dominato da una leggenda e da una presenza che potrebbe non limitarsi alla superstizione.


