Fabrizio corona patteggiamento per il crac della fenice srl
L’udienza presso la seconda sezione penale di Milano si è conclusa con l’accoglimento di una richiesta di patteggiamento che coinvolge Fabrizio Corona. La vicenda riguarda l’accusa di bancarotta fraudolenta e l’operato connesso alla Fenice srl, con un accordo definito tramite una pena che, pur partendo da una durata detentiva, viene convertita in pena pecuniaria.
seconda sezione penale di milano e patteggiamento per bancarotta fraudolenta
I giudici della seconda sezione penale di Milano, presieduta da Nicola Clivio, hanno accolto l’istanza di patteggiamento presentata nel procedimento a carico di Fabrizio Corona. L’imputazione riguarda bancarotta fraudolenta e si collega al contesto relativo all’ex società la Fenice srl.
Il procedimento poneva l’attenzione su un immobile riconducibile alla disponibilità dell’ex agente fotografico, identificato come la vecchia casa di via De Cristoforis a Milano, situata a breve distanza da corso Como.
fenice srl, immobile intestato fittiziamente e distrazione del patrimonio
Secondo le indagini del pubblico ministero Luigi Luzi, l’abitazione sarebbe stata intestata “fittiziamente” da Corona a un collaboratore. Tale intestazione formale avrebbe consentito, secondo l’accusa, di distrarre beni dal patrimonio della società, che successivamente è fallita.
pena a 10 mesi convertiti in pena pecuniaria e versamento all’agenzia delle entrate
La richiesta di patteggiamento, formulata dal difensore Ivano Chiesa, prevedeva un accordo indicato come 10 mesi, con la specifica della conversione in pena pecuniaria. L’intesa ha ricevuto l’ok sia della procura sia dei giudici.
Nel frattempo, Fabrizio Corona ha già provveduto a versare circa 40mila euro di risarcimento all’Agenzia delle Entrate. Successivamente, la posizione risulta legata anche a un passaggio ulteriore: la pena concordata in continuazione con una precedente condanna definitiva riferita al crac di una delle sue società.
procedimento anche per gabriella privitera e richiesta di assoluzione
Accanto a Fabrizio Corona, nel processo odierno risulta imputata anche la madre dell’ex fotografo dei vip, Gabriella Privitera. La difesa è affidata alla legale Cristina Morrone.
Nel rito abbreviato, il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione motivandola con l’asserita “inconsapevolezza” della contestazione: la posizione di Privitera sarebbe stata quella di una persona che non avrebbe avuto consapevolezza di essere amministratrice della società del figlio.
Per Gabriella Privitera la sentenza è attesa per il 15 settembre.
persone coinvolte nel procedimento
- Fabrizio Corona
- Nicola Clivio
- Luigi Luzi
- Ivano Chiesa
- Gabriella Privitera
- Cristina Morrone