Errore sul volo wizz air per atene a due secondi disastro: come poteva finire in tragedia
Un volo charter Wizz Air diretto ad Atene, con partenza dall’aeroporto di Luton vicino a Londra, ha rischiato un incidente durante la fase di decollo a causa di un errore nelle procedure di impostazione dei dati nel computer di bordo. La ricostruzione è stata resa pubblica dall’ente britannico che si occupa di indagini sugli incidenti aerei, descrivendo una sequenza in cui il margine di sicurezza si è ridotto in modo critico: il velivolo è riuscito a evitare il peggiore degli esiti per un tempo estremamente breve.
wizz air e boeing 737 max: quasi disastro nel decollo da luton
L’episodio, risalente allo scorso aprile, riguarda un volo charter Wizz Air operato con un Boeing 737 Max che trasportava 168 persone: 162 passeggeri, quattro assistenti di volo e due piloti. Secondo la ricostruzione dell’Air Accidents Investigation Branch, il velivolo è “sfuggito al disastro” per soli due secondi, legando l’evento a un errore nell’impostazione dei parametri di decollo nel sistema di gestione del volo.
errore sulle v speeds: impatto diretto sulle prestazioni
Al centro della dinamica investigata ci sono le V speeds, ossia le velocità di riferimento che i piloti calcolano e inseriscono prima della partenza. Questi valori servono a determinare il momento corretto per il distacco da terra: un errore nei parametri può alterare le prestazioni richieste dell’aereo in una fase considerata critica come il decollo.
Gli investigatori hanno indicato che i piloti ritenevano di aver aggiornato correttamente le V speeds nel Flight Management Computer. Malgrado tale convinzione, i dati non risultavano invece inseriti in modo corretto, con conseguenze immediate sulla gestione della spinta durante la corsa di decollo.
intersection departure: decollo da punto intermedio e ricalcolo necessario
La sequenza ha avuto inizio quando la torre di controllo di Luton ha proposto all’equipaggio una partenza da un punto intermedio della pista, una procedura nota come intersection departure. Questo tipo di partenza viene utilizzato per ridurre i tempi di rullaggio quando la lunghezza disponibile risulta sufficiente. Nel caso specifico, però, decollare da una posizione avanzata richiede un ricalcolo accurato dei parametri e un adeguamento della spinta dei motori in base allo spazio di pista effettivamente utilizzabile.
motori non alla potenza corretta e decollo più lungo
In seguito all’errata impostazione dei parametri, la potenza disponibile è risultata inferiore a quella necessaria. La conseguenza è stata una corsa di decollo più lunga e una salita iniziale più bassa rispetto agli standard previsti. Dall’analisi dei dati, inclusi quelli di tracciamento del volo, è emerso che il Boeing si è staccato da terra dopo aver impiegato appena 162 metri di pista residua, raggiungendo una velocità di circa 168 chilometri orari.
ultimo tratto di pista: pochi secondi dal margine minimo di sicurezza
L’aereo ha lasciato il suolo soltanto due secondi prima della fine della pista. Nel momento in cui ha superato il margine finale dello scalo, il velivolo si trovava a circa 4 metri di altezza, contro gli 11 metri indicati come margine minimo di sicurezza per consentire il superamento degli eventuali ostacoli.
salita estremamente bassa e rischio di mancato superamento ostacoli
Le immagini ricavate dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto hanno mostrato la fase di salita estremamente bassa, con il velivolo quasi nascosto dalla linea degli hangar e dagli altri aerei parcheggiati. Nel rapporto, l’AAIB ha messo in evidenza la gravità dello scenario: in caso di perdita di potenza durante la fase di decollo, il Boeing avrebbe potuto non riuscire né a fermarsi entro lo spazio disponibile né a superare gli ostacoli oltre la pista.
revisioni delle procedure e impegno sulla sicurezza
Dopo l’accaduto, sono state avviate revisioni delle procedure operative con l’obiettivo di rafforzare i controlli sui decolli effettuati da piste ridotte. La compagnia aerea ha ribadito che la sicurezza di passeggeri e equipaggi rappresenta la priorità e ha dichiarato di aver collaborato con il vettore incaricato di operare il volo.
figure citate nel caso investigato
Persone ed enti coinvolti esplicitamente nel resoconto:
- Air Accidents Investigation Branch (AAIB)
- Wizz Air
- equipaggio del Boeing 737 Max (due piloti)
- torre di controllo di Luton