Errore informatico dei piloti durante il decollo e rischio tragedia con volo wizz air per atene

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Errore informatico dei piloti durante il decollo e rischio tragedia con volo wizz air per atene

Un volo charter Wizz Air decollato da Luton, vicino Londra, e diretto ad Atene ha rischiato seriamente di trasformarsi in una tragedia. A distanza di mesi, l’ente britannico che indaga sugli incidenti aerei, AAIB, ha pubblicato il 9 luglio un bollettino con dettagli considerati allarmanti.

aaib: errore informatico sui v speeds durante il decollo

Secondo l’indagine, a bordo del Boeing 737 Max vi erano 168 persone: 162 passeggeri, quattro assistenti di volo e due piloti. L’aereo è rimasto miracolosamente vicino al disastro per via di un errore informatico attribuito ai piloti durante la fase di decollo, con un margine temporale estremamente ridotto.

Il punto centrale riguarda le “V speeds”, cioè i calcoli che i piloti inseriscono nel computer di bordo prima della partenza. Queste velocità determinano con precisione quando l’aereo deve staccarsi da terra. Un’impostazione errata può trasformare pochi centinaia di metri di pista in una finestra di tempo critica, con conseguenze immediate.

intersection departure a luton e mancato aggiornamento dei parametri

La dinamica dell’evento prende avvio da un elemento operativo considerato “banale”. La torre di controllo di Luton avrebbe offerto all’equipaggio una scorciatoia per raggiungere la pista: il decollo non sarebbe avvenuto dall’inizio, ma da un tratto più avanzato. Questa procedura, nota come “intersection departure”, è comune quando la lunghezza complessiva della pista consente di risparmiare tempo e carburante.

In scenari di questo tipo, l’esigenza è compensare lo spazio di pista ridotto con una spinta adeguata. L’indagine descrive che i piloti erano convinti di aver aggiornato correttamente le V speeds nel Flight Management Computer. La realtà dei fatti, invece, è che l’aggiornamento non era stato effettuato.

conseguenze operative: potenza insufficiente, corsa più lunga, salita più lenta

Con i parametri non adeguati alla partenza “da intersezione”, si è generato uno squilibrio nella fase di accelerazione e nella capacità di raggiungere la velocità di distacco nei tempi richiesti. Il risultato indicato dall’AAIB è un valore di potenza dei motori troppo basso, associato a una corsa di decollo più lunga e a una salita troppo lenta.

distacco a 162 metri e margine di sicurezza oltre gli ostacoli

Per ricostruire l’evento, gli investigatori hanno incrociato i propri calcoli con i dati di FlightRadar24. L’aereo si sarebbe staccato da terra con soli 162 metri di pista rimanente, volando a circa 168 km/h. Il tempo disponibile, secondo la ricostruzione, era dell’ordine di due secondi prima di raggiungere la fine dell’asfalto disponibile.

quota critica: 4 metri contro il minimo di 11 metri

Al momento del sorvolo della parte finale della pista, la quota sarebbe stata di circa 4 metri. Il riferimento normativo menzionato dall’indagine indica un minimo di sicurezza fissato a 11 metri per mantenere un margine di distacco da eventuali ostacoli. Le immagini provenienti da telecamere di sorveglianza dell’aeroporto, diffuse dalla stampa britannica, mostrano l’aereo talmente basso da risultare quasi invisibile oltre gli hangar e i velivoli parcheggiati lungo l’area a bordo pista.

dichiarazione aaib: perdita di spinta avrebbe reso impossibili manovre di recupero

Gli investigatori dell’AAIB hanno indicato un rischio particolarmente grave: se in quei secondi si fosse verificata una perdita di spinta ai motori, l’equipaggio non avrebbe avuto la possibilità di fermare l’aereo sulla pista rimasta, né di raggiungere l’altezza minima necessaria per proseguire il decollo in sicurezza.

Due secondi e il volo Wizz Air per Atene poteva finire in tragedia. La causa? Un errore informatico dei piloti durante il decollo
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