Droni ucraini su mosca 3 morti e flotta bloccata nel mar d’azov
Notte intensa lungo l’asse Russia-Ucraina, con raid aerei reciproci che hanno colpito città, infrastrutture e aree civili. Secondo le autorità ucraine e i responsabili locali russi, gli attacchi hanno provocato vittime e feriti, mentre sul fronte marittimo Mosca ha disposto misure straordinarie per far fronte alla minaccia rappresentata da velivoli autonomi. Sullo sfondo, l’Unione Europea procede con l’elaborazione di un nuovo pacchetto di sanzioni, presentato come risposta agli attacchi contro i civili.
attacchi reciproci Russia-Ucraina: vittime in Ucraina e droni sui cieli di Mosca
Le forze del Cremlino avrebbero colpito porti ucraini, con ricadute anche su edifici destinati alla residenza. Nel contempo, Kiev avrebbe lanciato droni fino nello spazio aereo della Russia, causando conseguenze in più aree della regione di Mosca. Il governatore Andrey Vorobyov ha riferito che l’attacco ha provocato 3 morti e 5 feriti.
Nelle spiegazioni diffuse tramite comunicazioni ufficiali, è stato indicato che nell’insediamento di Pionersky tre persone sono state uccise e altre tre sono rimaste ferite a seguito della caduta di un drone. Vorobyov ha inoltre aggiunto che in un’altra zona della regione sono rimaste coinvolte altre due persone.
colpiti porti e aree urbane: Odessa e Zaporizhzhia sotto i raid
La pressione russa si sarebbe concentrata sulle regioni di Zaporizhzhia e Odessa. A Odessa un drone avrebbe colpito i piani superiori di un edificio residenziale, mentre un secondo velivolo avrebbe danneggiato il tetto di un ipermercato per materiali edili Epicentr. Le autorità avrebbero avviato verifiche per accertare l’eventuale presenza di vittime.
Nel distretto di Odessa sarebbero stati colpiti anche impianti portuali di Chornomorsk, indicati come utilizzati per lo stoccaggio di materiale militare secondo la ricostruzione fornita dal Ministero della Difesa russo.
A Zaporizhzhia il responsabile dell’amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov, ha segnalato esplosioni in diverse aree della città. Tra le conseguenze riportate, due donne di 73 e 32 anni sarebbero rimaste ferite e ricoverate in ospedale. Tra gli obiettivi indicati compare anche una struttura ospedaliera.
Secondo quanto comunicato, i raid avrebbero interessato anche facciate, finestre, balconi e tetti di edifici residenziali, oltre a alcuni veicoli. In una delle zone colpite sarebbe divampato un incendio.
droni e difesa russa: abbattimenti nel cielo sopra Mosca
Dal lato russo è stato riferito di droni abbattuti nel corso dell’attacco. Mosca avrebbe dichiarato di aver intercettato e abbattuto 93 quadricotteri pesanti e 45 droni ucraini.
flotta e navigazione nel Mar d’Azov: stop alle imbarcazioni per la minaccia dei droni
La preoccupazione russa per i velivoli autonomi non riguarderebbe solo i cieli, ma anche le rotte marittime. Mosca avrebbe disposto il fermo della navigazione nel Mar d’Azov, dopo che 90 imbarcazioni sarebbero state colpite da droni ucraini nel giro di meno di una settimana.
La ricostruzione riporta che durante la notte sarebbero stati presi di mira dieci petroliere e quattro traghetti. Nel quadro degli obiettivi citati compaiono inoltre un’importante raffineria di petrolio nella città di Syzran e attacchi contro sottostazioni elettriche in Crimea.
attacchi alla “flotta ombra” e conseguenze sulla rotta di Kerch
Nel racconto attribuito alle autorità e agli esponenti ucraini, i raid avrebbero colpito anche le cosiddette “navi che trasportano prodotti petroliferi” usate per aggirare le sanzioni, indicate come flotta ombra. Secondo la versione riportata, il numero di imbarcazioni coinvolte risulterebbe in riduzione significativa e non sarebbe più possibile utilizzare lo stretto di Kerch, che collega il Mar d’Azov con il Mar Nero.
Il Mar d’Azov è descritto come una via d’acqua strategica per la Russia, essenziale per spedire petrolio, cereali e altri prodotti, come l’acciaio, verso mercati internazionali. Tra le conseguenze operative, Mosca avrebbe sospeso il transito delle navi attraverso il canale Don-Azov, secondo quanto riferito da organi di stampa che citano Reuters.
Il canale collegherebbe la rete fluviale russa al Mar Caspio, mentre la rotta di esportazione passerebbe per Kerch e per lo stretto del Bosforo in Turchia, risultando di fatto bloccata secondo quanto riportato.
sanzioni europee: Kaja Kallas annuncia il 21° pacchetto e la revisione delle liste
L’Europa si prepara a varare un ulteriore pacchetto di sanzioni. L’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha annunciato l’obiettivo di portare avanti l’approvazione di nuove misure, presentate come risposta agli attacchi condotti dalla Russia contro i civili.
21° pacchetto: obiettivi su nuove misure e inserimenti nelle liste
Kallas ha dichiarato di puntare oggi a riuscire ad approvare 250 inserimenti nelle liste dei soggetti sanzionati. Ha inoltre indicato che il 21° pacchetto è in lavorazione e che non sarebbe ancora stato raggiunto un accordo. La rappresentante europea ha specificato che si tratterebbe del numero più alto di sanzioni adottate finora.
riforme e dialogo dopo il cambio di governo in Ucraina
Nel corso della stessa comunicazione, Kallas ha affrontato anche il cambio della guardia al vertice del governo ucraino. Dopo l’annuncio di Volodymyr Zelensky sulla destituzione della premier Yulia Svyrydenko, la commissaria Ue ha affermato che il lavoro sulle riforme deve continuare e che per l’Unione europea è importante avere un interlocutore operativo. Kallas ha inoltre precisato che la nomina del governo rientra tra le questioni interne dell’Ucraina.
Persone citate:
- Andrey Vorobyov
- Ivan Fedorov
- Robert Brovdi
- Kaja Kallas
- Volodymyr Zelensky
- Yulia Svyrydenko
