Djokovic su Sinner e Alcaraz: i calci che vorrei ogni giorno e il suo confronto con i tempi

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Djokovic su Sinner e Alcaraz: i calci che vorrei  ogni giorno e il suo confronto con i tempi

Novak Djokovic guarda avanti sapendo che il tennis sta entrando in una nuova fase guidata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. A New York, durante il Fanatics Fest, il campione serbo è stato ospite di The Shop insieme alla superstar NBA LeBron James, affrontando il tema del ricambio generazionale e spiegando in che modo i due protagonisti attuali siano diventati un motore decisivo per la sua motivazione.

novak djokovic e la spinta di sinner e alcaraz

Nel corso dell’intervento, Djokovic ha collegato l’ascesa dei nuovi leader al ricordo delle sfide che hanno definito la sua carriera. Tornando con la memoria agli anni delle partite contro Roger Federer e Rafael Nadal, ha messo in evidenza come i protagonisti del periodo dei “Big Three” fossero profondamente diversi tra loro, ciascuno con un’identità tecnica riconoscibile.

Djokovic ha anche scherzato sul concetto di rivalità, dichiarando la volontà di “prenderli a calci nel sedere” con riferimento a Sinner e Alcaraz. Subito dopo ha aggiunto che, osservando il modo di giocare di Federer e Nadal, emergeva una differenza netta di stili anche tra sé e gli avversari: per il serbo era determinante essere parte di un confronto in cui ogni elemento aveva caratteristiche proprie, mantenendo così una varietà di approcci dentro una stessa élite.

il sentimento di sfidare i dominatori del tennis

A 39 anni, Djokovic resta capace di competere ai massimi livelli, pur riconoscendo un cambiamento nella percezione del circuito: non è più considerato il riferimento principale come avveniva in passato. In questo quadro, ha descritto cosa significhi affrontare i due dominatori attuali e perché la sensazione sia così particolare.

Secondo Djokovic, Sinner e Alcaraz gli ricordano aspetti del proprio gioco negli anni migliori. Ha raccontato che, guardando entrambi, gli nasce il pensiero di confrontarsi con il proprio “io” di dieci o quindici anni fa. Il serbo ha spiegato che questa prospettiva genera una sensazione mista, perché conosce già come gestire quel tipo di tennis e sa come potrebbe batterli, ma resta aperta la domanda sulla riuscita: riuscirà ancora?

djokovic guarda al futuro e pensa a wimbledon nel 2027

Nel dialogo a New York, Djokovic ha lasciato intendere l’intenzione di tornare a Wimbledon nel 2027. Il riferimento si collega alla semifinale persa contro Sinner all’All England Club, una sfida che Djokovic ha ammesso di aver giocato in modo nettamente inferiore rispetto all’avversario.

competizione e rivalità come carburante della motivazione

Djokovic ha chiarito anche il ruolo della competizione nel mantenere alta la determinazione. Ha spiegato che servono nuovi modi per motivarsi e per migliorare continuamente, affermando che la competizione rappresenta un elemento positivo. In questa cornice, le grandi rivalità diventano decisive: secondo Djokovic, bisogna trovare sempre qualcuno capace di spingere a dare il massimo, sia in campo sia anche sugli spalti.

Con il ritorno in campo previsto per il torneo canadese, Djokovic ha indicato un calendario che si incastra con la fase di ripresa della nuova generazione e con i recuperi in corso: Jannik Sinner e lo stesso Djokovic sono pronti a rientrare, mentre Carlos Alcaraz resterà ai box anche per il Masters 1000 di Montreal per completare il recupero dall’infortunio al polso, fermo da aprile. Alcaraz risulta comunque iscritto sia a Cincinnati sia agli Us Open.

Ospiti presenti nel contesto della conversazione:

  • Novak Djokovic
  • LeBron James
“Vorrei prenderli a calci nel sedere ogni giorno, mi sembra di vedere me 10/15 anni fa”: Djokovic su Sinner e Alcaraz
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