Diffusione illecita di audio privato boccia a giudizio
Un nuovo passaggio giudiziario riaccende l’attenzione sull’affaire che coinvolse l’allora ministro della Cultura e portò alle dimissioni. La Procura di Roma ha disposto la citazione diretta a giudizio per Maria Rosaria Boccia, chiamata a rispondere insieme a Carlo Tarallo nell’ambito del procedimento legato alla presunta diffusione illecita di una conversazione privata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini.
citazione diretta a giudizio per maria rosaria boccia
La Procura ha formalizzato il rinvio a giudizio nei confronti di Maria Rosaria Boccia, imputata nel procedimento relativo all’ipotesi di interferenze illecite nella vita privata, contestate anche a Carlo Tarallo. L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 3 dicembre davanti al Tribunale di Roma.
Secondo l’impianto accusatorio, i due imputati rispondono in concorso del reato di interferenze illecite nella vita privata connesso alla divulgazione di contenuti collegati a una conversazione ritenuta privata.
l’accusa: diffusione di frammenti di una registrazione privata
Nel decreto di citazione a giudizio, l’Ufficio requirente sostiene che Boccia e Tarallo avrebbero diffuso frammenti di una registrazione audio relativa a una conversazione avvenuta nell’abitazione privata tra Sangiuliano e Federica Corsini.
La ricostruzione accusatoria attribuisce alla conversazione il contenuto di una confessione di una relazione extraconiugale da parte dell’allora ministro.
acquisizione della registrazione e condizionamento della conversazione
Secondo quanto riportato dagli atti, la registrazione sarebbe stata acquisita da Boccia. Sempre nell’impianto dell’accusa, la stessa Boccia avrebbe indotto Sangiuliano a mantenere attiva una conversazione telefonica mentre parlava con la moglie, accompagnando la richiesta con minacce di recarsi presso l’abitazione.
La contestazione riguarda, quindi, il passaggio che collega la presunta acquisizione del materiale alle modalità con cui la conversazione sarebbe stata mantenuta e resa utilizzabile per la successiva divulgazione.
pubblicazione sui social e su un sito online
Per la Procura, i contenuti sarebbero stati pubblicati il 26 agosto. La diffusione sarebbe avvenuta su canali social riconducibili a una testata giornalistica locale e su un sito online.
Questa fase viene indicata come il momento in cui l’audio, legato alla conversazione privata, sarebbe stato portato a conoscenza del pubblico, secondo la ricostruzione contestata in sede di procedimento.
precedente decisione del tribunale e risposta di boccia
Un passaggio precedente riguarda l’orientamento del Tribunale di Roma su un’inchiesta che aveva coinvolto i giornalisti di Report. Nel mese di aprile, il Tribunale aveva archiviato l’indagine sui giornalisti perché ignari del fatto che il materiale fosse stato raccolto illecitamente.
La circostanza di una presunta illiceità del materiale è stata oggetto di contestazione anche da parte di Boccia. La sua posizione, riportata dagli atti, è stata che l’allora ministro l’avrebbe autorizzata.
messa a fuoco sul punto dell’illiceità della raccolta
Il confronto processuale ha quindi riguardato la conoscenza dei soggetti coinvolti nel trattamento dei contenuti e la questione dell’eventuale autorizzazione indicata da Boccia rispetto alla raccolta del materiale.
persone coinvolte nel procedimento
Il procedimento citato include i seguenti nominativi:
- Maria Rosaria Boccia
- Carlo Tarallo
- Gennaro Sangiuliano
- Federica Corsini
