Chiamarsi savoia non era facile: emanuelle filiberto tra fischi a ballando con le stelle e parole su re carlo
Il mondo delle teste coronate torna al centro del dibattito con la voce di un protagonista della storia recente monarchica italiana. Emanuele Filiberto di Savoia, ospite nel podcast Supernova condotto da Alessandro Cattelan, ripercorre idee, dinamiche e percezioni legate alla monarchia, collegandole sia al contesto politico italiano sia a immaginari culturali condivisi.
emanuele filiberto di savoia e la monarchia oggi: ragioni e ruolo
Il principe, con riferimento al proprio passato e alla ricezione pubblica, ricorda un clima di ostilità verso il nome della dinastia: “Chiamarsi Savoia non era una cosa facile”, citando anche i fischi ricevuti durante la partecipazione a Ballando con le stelle. Il discorso si sposta poi sul senso contemporaneo della monarchia.
Secondo Emanuele Filiberto, la monarchia avrebbe ancora un valore perché “raggruppa al di sopra delle parti”. Nel confronto con l’assetto repubblicano italiano, il principe afferma che il passaggio dal monarca a un presidente della Repubblica avrebbe portato un assetto di poteri sostanzialmente sovrapponibile a quello del re, con l’elemento distintivo che riguarda la selezione politica: sono i partiti a votarlo, con conseguente presenza di una trattativa.
valori identificativi del sovrano e percezione dei giovani
Nel quadro delle sue convinzioni, Emanuele Filiberto imposta un’immagine del sovrano come figura di riferimento, richiamando una forma di relazione ideale con la popolazione: “il sovrano è come un padre a cui guardare”. Il riconoscimento sociale, nella narrazione del principe, si fonda su una caratteristica specifica: non essere di destra né di sinistra, né tantomeno legato in modo esclusivo a una confessione religiosa determinata.
Il principe sostiene che il sovrano verrebbe percepito come un aggregatore di valori, definiti antichi ma ancora ricercati. La ricerca di questi elementi avrebbe un riscontro anche nelle fasce più giovani, che mostrerebbero interesse verso tali riferimenti.
consenso referendario e cambiamento dell’opinione pubblica
Emanuele Filiberto cita un dato relativo a una possibile scelta monarchica in un referendum: il 14%. Nel racconto del principe emerge anche la trasformazione percepita nel tempo, soprattutto nel momento del ritorno in Italia: all’inizio c’era molta avversità e viene ricordato che gli eredi Savoia non hanno potuto mettere piede sul suolo italiano fino al 2002.
Oggi, invece, descrive una situazione diversa: affetto e curiosità sarebbero cresciuti, con una grande evoluzione rispetto al passato.
evoluzione del rapporto con l’opinione pubblica
Nel passaggio tra allora e oggi, il principe collega l’aumento della disponibilità del pubblico a un cambiamento complessivo nell’approccio alle figure reali, indicando un progressivo spostamento da reazioni negative verso un’attenzione più ampia e meno ostile.
simboli della regalità: re carlo iii e michael jackson
La conversazione include riferimenti che mescolano sfera istituzionale e immaginario pop. Emanuele Filiberto dichiara di voler bene a re Carlo III, aggiungendo che al momento “non ha ancora fatto granché” ma che crescerà. Accanto alla figura del monarca britannico, il principe colloca un riferimento personale profondamente significativo per lui.
All’interno della prospettiva evocata, l’interesse più forte va a Michael Jackson: “l’unico re è lui”. La scelta, espressa con forza, inserisce nella narrazione una dimensione culturale in cui la regalità viene associata a un’icona pop, percepita come dominante nel suo universo ideale.
ospite e conduttore del podcast supernova
Nel corso della conversazione in podcast risultano presenti i riferimenti a:
- Alessandro Cattelan (conduttore del podcast Supernova)
- Emanuele Filiberto di Savoia (ospite)


