Casa diritto non merce appello delle associazioni all europa per cambiare rotta

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Casa diritto non merce appello delle associazioni all europa per cambiare rotta

Un appello europeo chiede all’Unione europea un cambio di priorità: mentre nei palazzi comunitari proseguono le discussioni su riarmo, difesa comune e nuovi investimenti militari, la questione casa viene descritta come un’emergenza capace di alimentare fratture sociali profonde. Il messaggio sintetizza una linea chiara: “Le persone prima delle armi e della speculazione”, con l’intento di riportare il diritto all’abitare al centro delle scelte politiche.

Promosso da movimenti per il diritto all’abitare, sindacati degli inquilini e organizzazioni sociali di diversi Paesi, il documento collega la crisi abitativa a un nodo strutturale. Secondo i promotori, le cause principali non sono soltanto urbanistiche, ma soprattutto economiche e politiche, dentro un modello che avrebbe progressivamente spostato la casa dal campo dei diritti a quello della rendita.

finanziarizzazione dell’abitare e priorità europee

La ricostruzione parte dalla trasformazione degli investimenti pubblici. Negli ultimi anni, l’Europa avrebbe ridotto risorse per welfare e edilizia pubblica, mentre il mercato immobiliare sarebbe diventato terreno più favorevole alla rendita finanziaria. Ne derivano conseguenze concrete: affitti fuori controllo, patrimonio pubblico insufficiente, sfratti e espulsione dei residenti dai centri storici.

Nel quadro descritto, milioni di persone destinate a trovare una soluzione abitativa spenderebbero una quota sempre più alta del proprio reddito per un tetto. Cresce anche il numero di immobili lasciati vuoti, ritenuti più convenienti come asset finanziari che come abitazioni. Per i firmatari, questa contraddizione renderebbe evidente la trasformazione della casa: da diritto sociale a bene speculativo.

critiche alla risoluzione sul diritto alla casa e richieste di cambiamento

L’appello prende posizione anche contro la recente risoluzione del Parlamento europeo sul diritto alla casa. La contestazione riguarda la mancata risposta alle cause strutturali della crisi. Nei passaggi riportati dai promotori vengono richiamati alcuni fattori: finanziarizzazione del mercato, scarsità di edilizia pubblica, assenza di controlli efficaci sugli affitti e peso crescente della rendita immobiliare.

richieste all’unione europea: vincoli, fondo e democrazia

Le richieste rivolte alle istituzioni europee sono formulate in modo netto e puntuale.

edilizia residenziale pubblica e sociale con criteri vincolanti

Una prima misura chiede di definire finalmente, con criteri vincolanti, cosa debba essere edilizia residenziale pubblica e sociale, destinando le risorse pubbliche prioritariamente ai soggetti vulnerabili.

fondo europeo per manutenzione e riqualificazione del patrimonio

La seconda richiesta riguarda l’istituzione di un Fondo europeo dedicato alla manutenzione e alla riqualificazione energetica del patrimonio pubblico esistente. L’impostazione proposta privilegia il recupero degli immobili vuoti invece del nuovo consumo di suolo.

partecipazione stabile delle reti civiche nei processi decisionali

La terza richiesta si concentra sulla democrazia e sulla governance. I movimenti chiedono che reti civiche, sindacati inquilini e organizzazioni dei residenti partecipino in modo stabile ai processi decisionali dell’Unione, a partire dal Summit europeo sulla casa previsto a Dublino nel novembre 2026.

intervento sul mercato degli affitti brevi

Tra le azioni indicate figura anche un intervento deciso sugli affitti brevi. La proposta legislativa europea attesa entro la fine dell’anno viene presentata come passaggio necessario per arginare la turistificazione delle città, fenomeno descritto come progressivamente capace di espellere residenti, studenti e lavoratori dai quartieri centrali.

un’idea di europa basata su diritto all’abitare, investimenti pubblici e regole comuni

L’appello non si limita alla gestione dell’emergenza. Propone un’idea di Europa in cui la casa sia trattata come diritto fondamentale, da garantire attraverso investimenti pubblici, regole comuni e partecipazione democratica. Nei contenuti richiamati, emerge anche una formulazione di principio: non può esistere un’Europa della pace, della giustizia sociale e della transizione ecologica se la casa continua a essere considerata una merce invece di un diritto.

promotori e organizzazioni coinvolte

Il documento è promosso da una rete di organizzazioni attive su più territori. Sono indicati i seguenti soggetti:

  • Unione Inquilini
  • International Alliance of Inhabitants
  • Rassemblement Bruxellois pour le Droit à l’Habitat
  • Wind of Renewal
  • Xespitogatos
  • Social Forum Abitare
  • Sbilanciamoci
  • Rete dei Numeri Pari
  • Transform! Italia

Al coinvolgimento dei promotori si aggiungono decine di associazioni con presenza indicata in Italia, Spagna, Grecia, Germania, Austria, Norvegia e Regno Unito. L’obiettivo comune è arrivare ai prossimi appuntamenti europei sulla casa con una piattaforma condivisa in grado di riportare il diritto all’abitare al centro dell’agenda dell’Unione.

La casa è un diritto, non una merce. L’appello delle associazioni perché l’Europa cambi rotta

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