Bosco delle querce di seveso distrutto pedemontana
Tra Meda e Seveso, nel territorio della provincia di Monza e Brianza, il futuro del Bosco delle Querce è finito al centro di un confronto acceso. La riforestazione avviata decenni fa e il valore naturalistico riconosciuto a livello istituzionale si intrecciano con un progetto infrastrutturale destinato a incidere su una porzione del Parco Naturale Regionale, nella cornice di un tracciato legato alla Pedemontana lombarda.
progetto Pedemontana lombarda nel parco Bosco delle querce
Secondo quanto riportato, la questione riguarda un intervento previsto in prossimità del Bosco delle Querce, con impatti concentrati su un’area destinata al passaggio della nuova infrastruttura. La realizzazione della tratta viene descritta come parte di un sistema viabilistico complessivo di oltre 150 km, concepito per collegare quattro province: Como, Varese, Milano e Monza e Brianza.
La società coinvolta, interpellata tramite l’ufficio stampa, sostiene che l’intervento in prossimità del Bosco delle Querce sia stato verificato e approvato in sede di valutazione di impatto ambientale dagli enti preposti. Nella descrizione fornita, il progetto interessa fasce marginali del bosco e prevede misure di mitigazione e compensazione.
dimensioni dell’area interessata e rimozione permanente della vegetazione
Nel perimetro previsto vengono indicati dettagli operativi specifici: una striscia larga circa 20 metri e lunga circa 1 km. È prevista la rimozione permanente della vegetazione, con una quantificazione di circa 3.200 alberi tra alberi maturi e sottobosco arbustivo, per un’estensione pari a 1,7 ettari.
Accanto alla componente permanente, è indicata anche un’occupazione temporanea di circa 0,3 ettari necessaria all’esecuzione dei lavori. Al termine, viene precisato che l’area verrà ripiantumata.
compensazione ambientale e ampliamento del bosco
La compensazione ambientale viene presentata come un elemento strutturale della proposta. Viene specificato che, sul lato est della sede autostradale, il bosco verrebbe ampliato per 4,7 ettari, un valore indicato come maggiore rispetto alla superficie tagliata. Inoltre, l’ente parco risulterebbe già stato compensato economicamente per oltre 900mila euro.
La posizione aziendale descrive l’intervento come una nuova infrastruttura realizzata secondo le più recenti norme di mitigazione dell’impatto ambientale.
riforestazione storica e contesto di contaminazione da diossina
Il Bosco delle Querce viene collegato a una storia ambientale segnata dall’emergenza della diossina fuoriuscita il 10 luglio 1976 dallo stabilimento dell’industria chimica ICMESA di Meda. Tra 1983 e 1986, l’area interessata è stata oggetto di una riforestazione progettata dall’agronomo Paolo Lassini. L’intervento viene collocato su poco meno di 43 ettari, dopo operazioni di bonifica, nella porzione dei due territori ritenuti maggiormente contaminati.
La ricostruzione del percorso storico si accompagna a un passaggio organizzativo del parco: una parte del settore verrebbe messa da parte per consentire il passaggio della Pedemontana lombarda.
critiche ambientaliste su deforestazione, cantieri e contaminazione
La valutazione ambientalista risulta opposta rispetto alla prospettiva aziendale. Viene riportato il giudizio di Damiano di Simine, Responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, che parla di devastazione ambientale e deforestazione massiva, sostenendo che il progetto finirebbe per incidere sui pochi lembi di territorio libero a nord della regione urbana milanese.
Secondo la ricostruzione delle associazioni, il percorso del progetto avrebbe attraversato fasi di ridimensionamento: sarebbe stato inizialmente previsto un sacrificio di 12 ettari, poi ridotto a due ettari anche in risposta a proteste e al timore di intaccare discariche con rifiuti contaminati da diossina. In questa narrazione rientra anche lo sradicamento di circa 3.000 tra alberi e arbusti.
occupazione di aree libere, terreni non bonificati e impatti ecologici
Le contestazioni riguardano anche la fase di cantiere e l’uso di ulteriori superfici. Viene evidenziato che aree destinate a cantieri, svincoli e viabilità accessoria starebbero invadendo una quota significativa dei terreni liberi che avrebbero dovuto contribuire all’ampliamento naturale del bosco. Un ulteriore elemento richiamato è la presenza di terreni mai bonificati e ancora contaminati da diossina.
mitigazione e compensazione non sostituirebbero una foresta matura
Il punto centrale, nel confronto pubblico, è la tenuta dell’ecosistema. Le associazioni sostengono che il settore coinvolto non sarebbe composto da vegetazione marginale o da semplici arbusti, bensì da un insieme di oltre 3.200 alberi maturi parte di un ecosistema complesso, formatosi attraverso quasi cinquant’anni di evoluzione naturale e interventi di rinaturalizzazione.
La perdita di quell’area, secondo la posizione delle organizzazioni, porterebbe a un’ulteriore frammentazione della rete ecologica brianzola, già compromessa da espansione urbanistica e infrastrutturale. In questa prospettiva, gli interventi di mitigazione e compensazione non sarebbero in grado di rimpiazzare una foresta matura.
appello per la preservazione del Bosco delle Querce
Nel quadro delle preoccupazioni ambientali, dieci realtà associative avrebbero lanciato un appello affinché il Bosco delle Querce venga tutelato. La richiesta è collegata alla protezione di alberi presenti nel settore, con attenzione particolare alle specie indicate: farnia, acero campestre e carpino bianco. L’elenco include anche frassino maggiore, olmo campestre e quercia rossa americana.
La difesa del sito viene collegata anche alla salvaguardia di un habitat favorevole alla nidificazione di molte specie di rapaci e altri uccelli forestali, con esempi riportati: sparviero, gufo comune, lodolaio, gheppio e civetta.
Le organizzazioni chiudono formulando la richiesta che il Bosco delle Querce venga integralmente preservato e che ogni decisione sull’area tenga conto non solo degli aspetti infrastrutturali, ma anche del suo valore ecologico, storico, paesaggistico e culturale.
riconoscimenti istituzionali e significato del patrimonio naturale
Accanto al dibattito, vengono menzionati riconoscimenti attribuiti al Bosco. Tra questi: il Marchio del Patrimonio Europeo da parte della Commissione europea e l’inserimento, nell’elenco ufficiale degli Alberi Monumentali d’Italia, da parte della Regione Lombardia, del Grande pioppo nero sopravvissuto al disastro del 1976.
posizione per benefici economici e natalità imprenditoriale
La visione favorevole all’opera attribuisce alla Pedemontana lombarda potenziali effetti positivi nell’area di Seveso e negli altri territori attraversati. Nella ricostruzione riportata emergono indicazioni su ricavi medi in crescita per le imprese, un’accelerazione della natalità imprenditoriale e un aumento del reddito medio pro-capite.
All’opposto, le associazioni descrivono la grande infrastruttura autostradale come un fattore in grado di generare più problemi di quanti ne risolva per l’ecosistema e per il futuro del Bosco delle Querce.
associazioni firmatarie dell’appello
- Ente Nazionale Protezione Animali
- Fondo Forestale
- Greenpeace Milano
- Legambiente Seregno
- Lipu Milano
