Alcol per un anno: la scelta di Carla Bruni e il cambiamento dopo aver accettato la richiesta della figlia

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Alcol per un anno: la scelta di Carla Bruni e il cambiamento dopo aver accettato la richiesta della figlia

Carla Bruni racconta come una promessa familiare abbia cambiato il rapporto con l’alcol, portando con sé una riflessione sulla moderazione e sulla percezione degli effetti che le bevande possono avere sul corpo. Nel podcast Sens et Confidences, condotto da Judith Beller, l’ex première dame francese descrive una scelta personale trasformata in esperienza concreta e, successivamente, in un’idea imprenditoriale legata alla produzione di una bevanda analcolica.

Carla Bruni e la promessa: un anno senza alcol

Durante l’intervista, Carla Bruni spiega di aver accettato una richiesta della figlia: non bere alcol per un anno. La decisione viene presentata come fonte di grande felicità, poiché consente di ridimensionare il peso dell’alcol nella propria vita. Nel racconto, l’alcol viene definito “ovviamente” una cosa piacevole, ma viene sottolineata la necessità di essere dotati di moderazione.

Le parole attribuite a Bruni evidenziano anche un giudizio netto sulla natura dell’alcol: resta una sorta di artificio. L’impatto di questa scelta viene collegato alla percezione quotidiana dei propri comportamenti e alla capacità di osservare quanto la moderazione inizi a prendere spazio in modo naturale.

Gli effetti dell’alcol secondo Carla Bruni: moderazione e consapevolezza

Nel corso del podcast, Carla Bruni affronta gli effetti dell’alcol attraverso una metafora che ne mette in evidenza il lato fisico e digestivo. L’alcol viene paragonato a un “delizioso veleno indigesto”, con un richiamo diretto al fatto che si stia comunque introducendo nel corpo qualcosa che avvelena in parte, anche quando viene inserito in un certo contesto culturale o in uno stile di vita.

Il passaggio più rilevante riguarda l’esperienza personale dopo un periodo di sobrietà: la promessa mantenuta per un anno avrebbe favorito l’inizio di un cambiamento, descritto come la moderazione che “scorre” nelle vene. L’osservazione presentata collega l’astensione temporanea a un riequilibrio percepito come reale e stabile.

La nascita della bevanda analcolica: “l’excessive”

Dal racconto emerge anche un’evoluzione successiva: dall’esperienza di sobrietà nasce l’idea di creare una bevanda analcolica. Nel gennaio 2025, in occasione del Dry January, Carla Bruni lancia “L’Excessive”, uno spumante analcolico prodotto in Provenza nella tenuta di Estoublon.

Il progetto viene descritto con un dato preciso: Bruni risulta comproprietaria insieme al marito Nicolas Sarkozy. Il nome richiama uno dei suoi brani, mentre la presentazione del prodotto si basa su un’idea chiave: fare tutto con eccesso, anche la sobrietà, con l’obiettivo di affermare che gioia e festa non dipendono necessariamente dall’alcol.

Il passato di Carla Bruni e il rapporto con gli eccessi

La scelta attuale viene collocata anche in continuità con quanto Carla Bruni avrebbe raccontato in precedenza. Secondo quanto riportato, nel 2023 aveva parlato del proprio rapporto con gli eccessi nel podcast Contre-addictions. Il racconto d’infanzia descrive consumi estremi e poco regolari: 30 o 40 Coca-Cola al giorno, senza pasti normali, con l’abitudine a mangiare principalmente caramelle come Pulmoll o Valda, insieme al consumo di Coca-Cola.

Nell’evoluzione successiva, Bruni racconta di aver iniziato a bere alcol quotidianamente, fino a giungere a un’affermazione netta: “annegava ogni giorno”. Questa ricostruzione rende più evidente il senso della promessa e il percorso che porta dalla consapevolezza degli eccessi alla ricerca di un equilibrio diverso.

personaggi e figure citate

  • Carla Bruni
  • Judith Beller
  • Nicolas Sarkozy
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