5 film fantasy anni 70 : i migliori perdere

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5 film fantasy anni 70 : i migliori  perdere

Il cinema fantasy non vive soltanto di epoche memorabili e colossi hollywoodiani: anche i decenni precedenti hanno prodotto visioni capaci di sorprendere, sfidare le aspettative e restare impresse nel tempo. Negli anni Settanta, in particolare, il genere ha trovato spazio per fiabe epiche, esperimenti artistici e immaginari audaci, spesso finiti ingiustamente nell’ombra. Ecco cinque film che meritano una seconda possibilità, con trame, scelte registiche e atmosfere che raccontano bene lo spirito di quel periodo.

i 5 film fantasy anni settanta da riscoprire

il castello incantato (ruslan e ludmila): poesia, avventura e magia

Il Castello Incantato (Ruslan e Ludmila), uscito nel 1972, porta sul grande schermo la tradizione fiabesca russa attraverso una regia firmata da Aleksandr Ptushko, ultimo film del grande autore. Il titolo è ispirato all’omonimo poema fiabesco di Aleksandr Puškin, scritto nel 1820.

La storia segue Ruslan e Ludmila, due giovani innamorati pronti a sposarsi quando la principessa viene rapita dal potente mago Chernomor. Per riportarla a casa sana e salva viene promessa una ricompensa, così molti pretendenti partono per l’impresa, fino a raggiungere anche lo stesso Ruslan. Il viaggio diventa un susseguirsi di foreste incantate, creature leggendarie, giganti decapitati, magie e duelli, con un crescendo spettacolare.

L’impatto del film deriva anche da una ricchezza visiva notevole: scenografie estese, ambienti naturali e una cura dei dettagli che costruiscono un universo fantasy credibile. Il colore contribuisce a dare imponenza alle scene, trasformando l’avventura in un’epopea medievale intrisa di magia, capace di evocare produzioni di grande stile.

belladonna of sadness (1973): animazione adulta e simboli intensi

Belladonna of Sadness, pubblicato nel 1973, si colloca tra le opere più particolari dell’animazione giapponese. Destinato esclusivamente a un pubblico adulto, viene oggi considerato un autentico cult.

Costituisce il terzo e conclusivo capitolo della trilogia Animerama, prodotta dalla Mushi Production, dopo Le mille e una notte e Cleopatra. Il film racconta la tragica vicenda di Jeanne, giovane contadina che, nel giorno del suo matrimonio, subisce una brutale violenza e stringe poi un oscuro patto con il diavolo. Alla sua uscita, l’opera fu un clamoroso insuccesso commerciale; nel tempo, invece, è stata profondamente rivalutata e oggi è indicata come punto di riferimento per chi segue cinema d’autore e animazione sperimentale.

La regia di Eiichi Yamamoto realizza un’esperienza di grande intensità visiva: immagini psichedeliche, simbolismo religioso, erotismo e violenza convivono in un impianto narrativo fuori dagli schemi. La pellicola affronta temi ancora presenti nel dibattito culturale, tra cui misoginia, oppressione sociale, persecuzione delle donne accusate di stregoneria, il potere e la ribellione. Oltre mezzo secolo dopo la sua uscita, conserva la capacità di sorprendere e creare disagio.

jabberwocky (1977): nonsense, umorismo e riflessioni sul potere

Jabberwocky, del 1977, rappresenta una delle proposte meno considerate nella filmografia di Terry Gilliam prima della maturazione di molti suoi celebri lavori fantasy. Il film trae ispirazione dall’omonima poesia nonsense di Lewis Carroll presente in Attraverso lo specchio.

La trama segue le disavventure di un improbabile eroe interpretato da Michael Palin, chiamato ad affrontare una terrificante creatura che minaccia il regno. L’impostazione comica, tipicamente britannica, attraversa l’intera struttura con gag slapstick, satira e assurdità: elementi che richiamano lo stile dei Monty Python, pur mantenendo una fisionomia autonoma.

Sotto la superficie, emergono anche riflessioni su potere, corruzione e denaro, oltre al tema del significato dell’esistenza. Questi elementi anticipano questioni che Gilliam svilupperà in seguito in opere come La leggenda del re pescatore e I fratelli Grimm. Per chi apprezza il suo cinema, il film è presentato come una visione quasi imprescindibile, rimasta a lungo una piccola gemma conosciuta soprattutto dagli appassionati.

zardoz (1974): fantasy e fantascienza in un futuro post-apocalittico

Zardoz, uscito nel 1974, è diretto e sceneggiato da John Boorman e intreccia fantasy e fantascienza in una storia ambiziosa e bizzarra, diventata nel tempo un vero cult.

L’ambientazione è un futuro post-apocalittico: il film racconta la vicenda di Zed, interpretato da Sean Connery, guerriero appartenente a una società primitiva che vive sotto il dominio di una misteriosa divinità di pietra chiamata Zardoz. Quando Zed decide di scoprire la verità dietro questa figura quasi divina, finisce trascinato nello scontro con gli Eterni, una classe privilegiata che controlla il destino dell’umanità.

Le riprese si svolgono tra paesaggi spettacolari della contea di Wicklow, in Irlanda. Un elemento ricordato con particolare attenzione è il costume indossato da Connery, noto per essere celebre e insolito, diventato uno dei tratti più iconici.

La ricezione critica iniziale fu fredda, ma con il passare degli anni il film è stato rivalutato per originalità e per il coraggio con cui affronta temi filosofici e sociali tramite un immaginario visivo estremamente psichedelico. Opera considerata imperfetta e spesso spinta oltre il necessario, resta comunque volutamente provocatoria e proprio questi aspetti ne hanno favorito la trasformazione in un classico di culto.

la punta (the point!, 1971): valore personale oltre l’aspetto

The Point!, in italiano La Punta, del 1971, è un esempio di film d’animazione capace di comunicare messaggi profondi con una semplicità diretta. La storia segue Oblio, un bambino con la testa perfettamente rotonda che vive in un mondo in cui ogni persona e ogni oggetto possiede invece una punta.

Considerato diverso, Oblio viene esiliato insieme al suo cane e intraprende un viaggio che porta alla scoperta di un’idea centrale: il valore di una persona non dipende dall’aspetto né dalla funzione che gli altri le attribuiscono.

Il film nasce come adattamento dell’omonimo concept album di Harry Nilsson. La narrazione è accompagnata da numerosi brani musicali, integrati nella storia in modo da rendere il racconto ancora più coinvolgente. Nella prima trasmissione televisiva, la voce narrante apparteneva a Dustin Hoffman; nelle successive distribuzioni il ruolo venne affidato a Ringo Starr, diventato il narratore più conosciuto dell’opera.

film fantasy anni settanta: riepilogo dei titoli

Una riscoperta completa degli anni Settanta passa anche dalla varietà delle proposte: fiabe e epopee visive, animazione sperimentale, cinema con humor e nonsense, commistioni tra immaginario fantasy e fantascienza, fino a un racconto animato essenziale che mette al centro l’identità.

Personaggi e figure citate:

  • Ruslan e Ludmila
  • Chernomor
  • Jeanne
  • Michael Palin (interpreta l’eroe improbabile)
  • Zed
  • Sean Connery
  • Oblio
  • Dustin Hoffman (voce narrante)
  • Ringo Starr (voce narrante)

Registi e autori citati:

  • Aleksandr Ptushko
  • Aleksandr Puškin
  • Eiichi Yamamoto
  • Terry Gilliam
  • Lewis Carroll
  • John Boorman
  • Harry Nilsson
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