26: tasso di attivazione 11% e posizione 30ª su 48 paesi

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26: tasso di attivazione 11% e posizione 30ª su 48 paesi

L’Italia continua a misurarsi con una sfida centrale per lo sviluppo economico: la capacità di trasformare l’interesse verso l’imprenditorialità in nuove imprese reali. I dati del Global Entrepreneurship Monitor (Gem), presentati a Roma da Universitas Mercatorum, fotografano un quadro in cui emergono segnali di recupero dopo la fase pandemica, ma anche ritardi strutturali rispetto alle principali economie avanzate. Il Rapporto Gem Italia 2025-2026 analizza trend, differenze settoriali e fattori che incidono sulla distanza tra intenzione e avvio effettivo di un’attività imprenditoriale, offrendo elementi utili per orientare politiche e interventi.

italia e ranking gem: posizione globale e ritardo strutturale

Nel ranking globale del Gem basato sulla propensione all’imprenditorialità, l’Italia risulta al 30° posto. Il Paese mostra un recupero rispetto alla crisi pandemica, ma mantiene un ritardo strutturale rispetto alle principali economie avanzate.

All’interno del contesto italiano, le informazioni disponibili indicano una stabilizzazione delle iscrizioni di nuove imprese rispetto al 2024. Dopo la ripresa osservata nel biennio 2024-2025, il valore delle nuove iscrizioni scende: dalle oltre 400.000 del 2010 si passa a circa 325.000 nell’ultimo biennio.

andamento delle nuove imprese: stabilizzazione e differenze settoriali

Il ridimensionamento risulta particolarmente marcato nel comparto manifatturiero. Le nuove iscrizioni scendono da oltre 21.000 a meno di 13.000. In parallelo, nei settori ad alta tecnologia emergono segnali di maggiore vitalità, sostenuti soprattutto dalle attività dei servizi.

rapporto gem italia 2025-2026: dati, obiettivi e metodologia

Il Gem è descritto come il principale osservatorio internazionale sull’attività imprenditoriale e un riferimento per ricerca accademica e policy maker. L’edizione 2025 ha coinvolto 48 Paesi, con oltre 100.000 interviste a cittadini e circa 2.000 a testimoni privilegiati.

Il Rapporto Gem Italia 2025-2026 si concentra sui fattori che favoriscono o ostacolano la nascita di nuove imprese e sulle ragioni del divario tra intenzione imprenditoriale e avvio effettivo di un’attività.

tea e divario intenzione-azione: opportunità, timore del fallimento e gap di genere

tea: record nel 2025 e spinta dall’imprenditorialità per opportunità

Nel 2025 il Tea (Total Early-stage Entrepreneurial Activity) raggiunge circa l’11%, indicato come il valore più elevato del periodo osservato. La crescita è attribuita soprattutto all’imprenditorialità per opportunità.

gap imprenditoriale: quasi un italiano su cinque, ma non tutti riescono ad avviare

Resta comunque ampio il divario tra intenzione e azione: quasi un italiano su cinque dichiara di voler avviare un’impresa, ma solo una parte riesce a farlo. Tra gli elementi di freno compaiono una percezione delle opportunità limitata, intorno al 35%, e il timore del fallimento.

divario di genere: tea delle donne poco sopra 8% contro circa 13% maschile

Il gap di genere continua a rappresentare una criticità: le donne mostrano una propensione all’imprenditorialità inferiore rispetto agli uomini. Il Tea femminile risulta poco superiore all’8% contro circa il 13% maschile.

Nel quadro delineato incidono una più bassa percezione delle opportunità, una minore fiducia nelle proprie capacità e una maggiore paura di fallire.

interventi e contributi: saluti istituzionali, panel e conclusioni

L’evento è stato avviato dai saluti istituzionali di Giovanni Cannata, Magnifico Rettore di Universitas Mercatorum, e Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. La presentazione del Rapporto è stata affidata ad Alessandra Micozzi, coordinatrice scientifica del Gem Italia e direttrice del Dipartimento di Economia, Statistica e Impresa di Universitas Mercatorum.

Il panel di esperti è stato moderato da Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne. Gli interventi hanno riguardato Marco Calabrò (Capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese del Mimit), Francesco Durante (amministratore delegato di Multiversity), Inge Molinari (presidente di Molinari Italia Spa), Matteo Musacci (imprenditore e presidente dei Giovani di Confcommercio) e Tiziana Pompei (Vicesegretario generale di Unioncamere). Presente anche Stefano Scarpetta, Capo Economista Ocse.

Le riflessioni conclusive sono state affidate a Fausta Bergamotto, sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

strategie per sostenere l’imprenditorialità: politiche efficaci e leve di intervento

Le risultanze riportate dal Gem indicano la necessità di adottare in Italia politiche più efficaci a sostegno dell’imprenditorialità. Tra le leve strategiche vengono richiamate:

  • riduzione degli oneri burocratici
  • migliore accesso al credito
  • rafforzamento della formazione imprenditoriale
  • superamento del divario di genere

L’obiettivo indicato consiste nel favorire nascita e crescita delle imprese, promuovendo uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e competitivo.

focus su determinanti del gap: percezione opportunità, credito, complessità normativa e barriere emotive

Nel quadro presentato, la distanza tra volontà di avviare e riuscita effettiva viene ricondotta a più fattori: scarsa percezione di opportunità, difficoltà di accesso al credito e complessità normativa. Inoltre, il timore del fallimento viene descritto come una barriera emotiva di tipo strutturale, con un impatto evidenziato soprattutto per le donne.

Accanto agli elementi frenanti, risultano rilevanti segnali positivi connessi a aumento dell’innovazione, diffusione delle tecnologie digitali e attenzione crescente verso la sostenibilità. In tale prospettiva, viene sottolineato il ruolo delle università e del sistema dell’istruzione nel rafforzare competenze imprenditoriali attraverso la formazione.

personalità citate nella presentazione del rapporto

  • Giovanni Cannata
  • Giuseppe Tripoli
  • Alessandra Micozzi
  • Gaetano Fausto Esposito
  • Marco Calabrò
  • Francesco Durante
  • Inge Molinari
  • Matteo Musacci
  • Tiziana Pompei
  • Stefano Scarpetta
  • Fausta Bergamotto
Categorie: Economia

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