Xenia fedorova passaporto: il caso che imbarazza la francia
Il caso Xenia Fedorova sta alimentando un acceso confronto a Parigi e in Francia, intrecciando temi di sicurezza, permessi di soggiorno e informazione. Giornalista russa indicata da molti come una delle figure più note legate al Cremlino, la professionista ha continuato a lavorare nella capitale francese nonostante il bando europeo di alcune testate finanziate dalla Russia. Al centro della polemica si trova un rinnovo del permesso di soggiorno nel 2024, ritenuto difficilmente comprensibile da una parte dell’opinione pubblica e oggetto di contestazioni politiche.
ximenia fedorova, il rinnovo del permesso di soggiorno nel 2024 che fa discutere
La giornalista Xenia Fedorova, ex responsabile della redazione di Russia Today France, figura tra i volti ricorrenti delle emittenti CNews ed Europe 1. Ogni settimana firma anche una rubrica intitolata “Carte blanche” sul JDNews, supplemento del Journal du Dimanche.
Le ragioni della controversia emergono da quanto riportato da un’inchiesta: nel 2024, secondo la ricostruzione, Fedorova avrebbe ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno per dieci anni. La giornalista è nota in Francia con l’appellativo di “voce del Cremlino”, circostanza che rende ancora più sensibile la questione politica e istituzionale.
parigi risponde: rinnovo automatico e procedura regolare secondo l’interno
Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha chiarito che il rinnovo sarebbe avvenuto “automaticamente”, tramite una procedura presentata come ordinaria. Secondo quanto dichiarato, esistono permessi rinnovati di diritto per cittadini stranieri in situazione considerata regolare da anni e che soddisfano le condizioni previste. L’amministrazione, inoltre, non potrebbe rifiutare la domanda senza avviare un contenzioso.
Nunez ha aggiunto un principio legato alla tutela giuridica: la disponibilità di un permesso di soggiorno non esclude la possibilità di azioni legali o contestazioni qualora si verifichino disordini pubblici o minacce agli interessi fondamentali della nazione.
critiche politiche e accuse mediatiche: barrot e glucksmann contro fedorova
Intervenendo su France Inter, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha descritto Fedorova come una “propagandista patentata” capace di funzionare come cassa di risonanza della disinformazione del Cremlino. Nelle sue parole, la giornalista avrebbe un ruolo attivo in televisione ogni giorno, definito come “la minestra di Putin”.
Anche Raphaël Glucksmann, socialista ed eurodeputato, ha sollevato una richiesta netta: “togliere di mano il microfono” alla giornalista, indicata come agente russo al servizio di un regime che minaccerebbe l’Europa.
russonetwork e contesto mediatico: dagli anni in rt alla presenza a parigi
La vicenda si colloca in un quadro mediatico considerato sensibile. Xenia Fedorova, dopo aver lavorato per RT in Russia e a Berlino, è arrivata a Parigi nel 2017, inviata da Margarita Simonian, direttrice di RT a Mosca, con l’obiettivo di fondare la sede francese della televisione.
Nel 2018 RT France ha preso anche le difese del movimento dei Gilet Gialli. Nel 2021 la giornalista ha ottenuto dalla prefettura il rinnovo del permesso per ulteriori quattro anni.
Il cambio di scenario arriva con l’invasione dell’Ucraina: in seguito a tali sviluppi, RT e l’agenzia di stampa Sputnik sono state bandite dal territorio dell’Unione europea. In questo passaggio, la persistenza dell’attività lavorativa di Fedorova in Francia si pone come elemento centrale per le ricostruzioni giornalistiche.
le ragioni ritenute inspiegabili: il numero di dinieghi e ritiri nel 2024
Secondo la ricostruzione riportata da un quotidiano, l’ulteriore rinnovo nel 2024 risulterebbe inspiegabile proprio perché in quel periodo la città di Parigi avrebbe adottato una linea più rigorosa sui titoli di soggiorno legati alla valutazione di rischio. Nel 2024, viene indicato che Parigi avrebbe inasprito il rilascio e il rinnovo dei permessi agli stranieri considerati una minaccia per l’ordine pubblico, arrivando anche a revocarli nei casi ritenuti idonei.
Nel medesimo anno, il quotidiano cita dati numerici: oltre 4.600 rifiuti di rilascio o rinnovo e più di 2.255 ritiri per motivazioni collegate a tali valutazioni.
libro e difesa della libertà di espressione: l’autobiografia del 2025
Nel 2025 Xenia Fedorova ha pubblicato la propria autobiografia intitolata “Bannie: Liberté d’expression sous condition”. Nel volume la giornalista denuncia la censura che afferma di aver subìto.
Il libro è stato pubblicato in Francia da Fayard, casa editrice legata a Bolloré, indicato anche come proprietario di media e come figura collegata a scelte editoriali al centro di critiche. La stessa casa editrice risulta associata alla pubblicazione di una biografia di Jordan Bardella e di manifesti ideologici di Eric Zemmour.
europe 1 e cnews nel dibattito: parole di lagardère e vert sul caso
In un contributo pubblicato domenica dal Journal du Dimanche, il direttore di Lagardère Radio e proprietaria di Europe 1, Arnaud Lagardère, insieme a Gérald-Brice Viret (direttore generale del gruppo Canal+, che detiene anche CNews), ha preso le difese della giornalista. Il loro intervento la descrive come una “voce rara e preziosa” e richiama la necessità di difendere la libertà di espressione, soprattutto quando risulta scomoda.
figura e rete mediatica: i principali nomi citati nella vicenda
- Xenia Fedorova
- Laurent Nunez
- Jean-Noël Barrot
- Raphaël Glucksmann
- Margarita Simonian
- Vincent Bolloré
- Arnaud Lagardère
- Gérald-Brice Viret
- Jordan Bardella
- Eric Zemmour
