Usa spengono i modelli avanzati di Anthropic: perché la nostra autonomia è più fragile di quanto crediamo

• Pubblicato il • 6 min
Usa spengono i modelli avanzati di Anthropic: perché la nostra autonomia è più fragile di quanto crediamo

Un intervento statunitense ha imposto lo spegnimento di due modelli di intelligenza artificiale considerati tra i più avanzati, rivolgendosi a un’azienda privata. L’azione non nasce da un percorso legato alla sicurezza o all’innovazione, ma si fonda su regole di controllo delle esportazioni, nell’ambito del diritto doganale. Il nodo centrale riguarda il significato pratico di “esportare” quando l’oggetto non è una merce tradizionale, bensì un servizio accessibile via rete.

ordine di disattivazione dei modelli ai: esportazioni e accesso via rete

Il governo degli Stati Uniti ha ordinato all’azienda di disattivare due modelli di intelligenza artificiale. La qualificazione giuridica adottata tratta i modelli come beni soggetti a licenza di esportazione. La questione, però, si sposta sul piano concettuale: un modello non attraversa fisicamente un confine, perché opera come servizio raggiungibile online, basato su parametri che restano sui server dell’azienda.

Nel quadro statunitense, l’amministrazione considera l’accesso a una tecnologia controllata da parte di persone non autorizzate come un’operazione equivalente a un’esportazione. In altre parole, l’accesso di un soggetto straniero viene inquadrato come esportazione vietata. Di conseguenza, il divieto ricade su ogni cittadino straniero, compresi dipendenti non americani dell’azienda che ha sviluppato i modelli.

perché l’accesso viene trattato come esportazione

software e tecnologia: dal controllo delle armi al controllo dei codici

Non si tratta di una novità assoluta. Negli anni Novanta gli Stati Uniti applicarono un’impostazione analoga al software di cifratura attribuito al matematico Daniel Bernstein. In quel contesto, il cifrario venne trattato come se fosse una munizione, richiedendo una licenza per esportare il codice.

Una corte d’appello federale riconobbe che il codice sorgente rientra nel concetto di “parola” e beneficia di tutela come ogni altra forma di espressione. La pronuncia, però, venne poi ritirata, lasciando spazio a una lettura più orientata al controllo del trasferimento tecnologico.

dalle falle dei programmi al rischio percepito dal governo

La preoccupazione governativa viene collegata alle capacità dei modelli: essi possono leggere il codice dei programmi e individuare falle che avrebbero anche un aggressore. In coerenza con tale scenario, la stessa azienda aveva mantenuto riservato il modello considerato più potente.

il cuore del problema: la norma contro la leva di comando

La possibilità di intervento da parte di un’autorità viene descritta come legittima in linea di principio: può essere necessaria e, in alcuni casi, doverosa. Il punto diventa il modo in cui lo strumento giuridico viene applicato. Quando un dispositivo pensato per regolare merci e scambi diventa il mezzo per bloccare un “prodotto sgradito”, la regola cessa di funzionare come cornice e si trasforma in leva di comando.

Il ragionamento si collega anche alla funzione economica delle norme: una disciplina dovrebbe rendere calcolabile il futuro per chi produce e investe, chiarendo in anticipo a quali regole si andrà incontro. Un’interruzione immediata di un prodotto, senza un percorso motivato e strutturato, produce un effetto che rompe la prevedibilità che una norma dovrebbe garantire.

precedenti di blocchi e revoche: procedura, controllo giudiziario e forma

limitazioni a chatgpt e openai nel 2023

Si richiama anche un esempio nel 2023: il Garante per la protezione dei dati personali dispose una limitazione provvisoria di ChatGPT, mentre OpenAI sospese il servizio. L’intervento fu adottato da un’autorità indipendente, basandosi su una legge. L’atto venne descritto come motivato, temporaneo e impugnabile.

La misura fu poi revocata quando la società si adeguò, e un giudice annullò la sanzione.

spegnere un servizio: la differenza tra lettera doganale e procedimento

Il testo sottolinea che spegnere è possibile anche nel contesto digitale, ma sostiene che ciò dovrebbe avvenire tramite procedimenti, con controllo di un giudice. Viene indicato un rovesciamento rispetto alla logica doganale, associata a ordini immediati e non motivati nel modo descritto. Anche il bando di TikTok viene citato come esempio di passaggio tramite Congresso e Corte Suprema.

In sintesi, la differenza viene fatta risiedere non tanto nell’obiettivo, quanto nella forma con cui si arriva alla decisione.

controlli europei e ai act: tutela dei diritti e discrezionalità

L’Europa viene presentata come non priva di complessità: viene definita come un sistema lento e procedurale, in cui si muovono interessi e lobby. La disciplina europea, pur includendo margini di discrezionalità, prevede anche strumenti che consentono di bloccare tecnologie di sorveglianza capaci di reprimere il dissenso, anche quando non sono elencate in modo esplicito.

Il riferimento è al regolamento sui beni a duplice uso, descritto come un impianto capace di operare per categorie note e entro regole conoscibili, con una finalità guidata dalla tutela dei diritti della persona. Tale logica viene collegata all’Ai Act.

approvazione di decreti di adeguamento: impostazione antropocentrica

Viene indicato che il 10 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare i primi decreti di adeguamento, con un’impostazione descritta come antropocentrica. Le decisioni che incidono sui diritti vengono assegnate alla persona, e non a una macchina. Il testo presenta l’immagine di un sistema goffo ma orientato a un percorso chiaro.

autonomia e diritti oltre i confini: impatto sulle persone

Il contenuto collega l’episodio anche a una dimensione internazionale: se un servizio usato quotidianamente può essere spento da un’autorità straniera, l’autonomia risulta più fragile di quanto si immagini. La questione, prima ancora di essere tecnica, viene riportata alla sfera delle persone.

Il provvedimento descritto colpisce individui in quanto stranieri, anche quando si trovano all’interno dell’azienda che ha creato i modelli. La presenza di diritti dietro merci e codici viene affermata come elemento che richiede tutela oltre lo Stato, laddove a decidere risulta il governo di un altro Paese.

stato di diritto applicato alla tecnologia: costruzione e difesa

Lo stato di diritto applicato alla tecnologia viene descritto non come un dato acquisito, ma come una costruzione da difendere ogni volta che il potere tenta scorciatoie invocando “ragioni di sicurezza”. Il confine viene interpretato come separazione tra un potere capace di agire tramite legge e standard verificabili, e un potere che chiude un interruttore “con un pugno”.

Nel primo caso si governano attività; nel secondo, attraverso di esse, si avvia una forma di governo delle persone. In questo quadro, la questione non riguarda solo l’intervento su un servizio, ma l’effetto complessivo sulle garanzie che definiscono l’esercizio del potere.

Personaggi e figure menzionate:

  • Daniel Bernstein
Gli Usa spengono i modelli avanzati di Anthropic: la nostra autonomia è più fragile di quanto crediamo

Per te