Uomini della tv mi mandano foto intime in chat e videochiamano con il cao di fuori mi sento in pericolo lo sfogo del creator
Uno sfogo acceso e documentato online ha riportato al centro un tema delicato: le molestie ricevute in chat e dal vivo da parte di persone che, secondo la denuncia, arriverebbero anche dal mondo della televisione. A lanciare l’allarme è Gianpaolo Grammatico, creator attivo su TikTok con oltre 124mila follower, che ha descritto comportamenti indesiderati, insistenti e, in alcuni casi, accompagnati da tentativi di contatto diretto.
denuncia di Gianpaolo Grammatico e molestie online
Secondo quanto raccontato, ogni giorno arriverebbero circa una decina di messaggi tramite chat: contenuti disgustosi e tentativi di videochiamata. Nel racconto del creator, una parte di queste segnalazioni riguarderebbe anche persone note, definite come volti noti della televisione, che si sentirebbero autorizzate a inviare contatti indesiderati “in quanto famosi”.
La denuncia include anche riferimenti a foto inviate senza richiesta. Grammatico precisa che tra i messaggi arrivati ci sarebbero state anche segnalazioni da parte di ragazze, sottolineando però un diverso tipo di approccio rispetto a quello riferito al pubblico maschile.
molestie dal vivo: contatti indesiderati e reazioni bloccate
La denuncia non riguarda esclusivamente l’online. Grammatico afferma di aver subito molestie anche dal vivo da parte di uomini, descrivendo comportamenti che andrebbero oltre l’invio di messaggi.
Nel racconto di un episodio specifico, il creator ricorda una serata durante la quale due ragazzi gay lo avrebbero aiutato mentre altri avrebbero avuto comportamenti fisici indesiderati: toccamenti su culo e petto, tentativi di baciarlo e gesti descritti come invasivi, come leccare il collo.
Grammatico collega la propria mancata reazione immediata al rischio di essere giudicato: riferisce che, se avesse reagito anche solo in parte, sarebbe passato per omofobo. L’obiettivo della sua denuncia, nel quadro descritto, è evidenziare la dinamica dell’insistenza e il problema della percezione che può trasformare l’autotutela in un’accusa, lasciando spazio ai comportamenti molestatori.
Gianpaolo Grammatico chiarisce: non tutti, ma un pattern ricorrente
Nel descrivere la situazione, il creator interviene anche per evitare generalizzazioni. Dichiara di non sostenere che tutti i gay siano coinvolti in comportamenti di quel tipo, citando la presenza di amici e follower che condannano le azioni segnalate.
La sua riflessione richiama anche l’espressione “not all men, but always a man”, collegata all’idea che dietro a molestie o atteggiamenti riprovevoli, nella sua esperienza, ci sarebbe sempre un uomo. Grammatico aggiunge che, in passato, da maschio eterosessuale la frase gli creava fastidio, ma che l’ha “provata sulla propria pelle” proprio attraverso quanto sta raccontando.
personaggi citati nella denuncia
Nel racconto compaiono figure connesse direttamente all’esperienza descritta:
- Gianpaolo Grammatico
- due ragazzi gay
- uomini che avrebbero molestato sia online sia dal vivo
- ragazze citate tra i mittenti di foto non richieste
- persone famose della tv indicate tra i soggetti coinvolti nei messaggi
