Tour eiffel, la figlia di enrica bonaccorti racconta lultimo a parigi tra trucco e vestiti

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Tour eiffel, la figlia di enrica bonaccorti racconta lultimo  a parigi tra trucco e vestiti

Verdiana Bonaccorti ha ripercorso un capitolo intenso della propria vita raccontando un ricordo legato a Parigi, condiviso nel salotto televisivo “La volta buona” condotto da Caterina Balivo. Nel corso dell’intervento, la conduttrice ha messo insieme emozioni, dettagli e un momento di grande luce, intrecciando il viaggio con ciò che accadde in seguito.

verdiana bonaccorti a la volta buona: il racconto del viaggio a parigi

Nel collegamento di ieri 23 giugno, Verdiana Bonaccorti ha ricordato il suo ultimo viaggio nella città francese, prima della scomparsa della madre Enrica, avvenuta il 12 marzo all’età di 76 anni per tumore al pancreas.

Bonaccorti ha spiegato che la madre non stava bene e che, dopo un lungo periodo senza viaggiare in aereo, la decisione fu di raggiungere Parigi in treno. Ha descritto l’accordo come una scelta improvvisa ma naturale, raccontando che la risposta fu immediata: “ok andiamo”.

parigi in treno e tre giorni con la famiglia: il contesto del ricordo

Una volta arrivata a destinazione, la protagonista ha indicato che a Parigi viveva una carissima amica, insieme a sua sorella, che avevano invitato lei e la madre. Bonaccorti ha sottolineato di essere rimasta tre giorni, mettendo in evidenza il valore emotivo di quel periodo: quei tre giorni rappresentarono energia e vitalità, con la madre che aveva mostrato carica e presenza.

Nel racconto è emersa anche la consapevolezza del tempo perso, quando la madre avrebbe detto, con rammarico: “mannaggia vedi quanto tempo che ho perso”.

tour eiffel a mezzanotte: il momento unico raccontato da verdiana bonaccorti

Il ricordo si è poi concentrato su un desiderio specifico: vedere la Tour Eiffel. Bonaccorti ha raccontato che la domenica a Parigi la madre si era sentita molto male, e che verso le 23 di sera uscì dalla camera truccata e vestita. A quel punto, la visione della Tour Eiffel tornò al centro.

Il racconto descrive una corsa verso l’obiettivo con tempi precisi: Bonaccorti, la sua amica e altri due amici, presero la madre e arrivarono quando l’orario volgeva al termine della notte. L’arrivo fu indicato come avvenuto a mezzanotte e meno tre, e pochi minuti dopo, mezzanotte e meno cinque, iniziò il momento di luce: la Tour Eiffel cominciò a brillare.

Verdiana ha definito quella circostanza come un momento unico, ricordando le parole della madre: “che figa, che meraviglia questa cosa”. Il racconto insiste sul senso di felicità generato dalla scena, con la convinzione che la madre avesse compreso più di quanto fosse possibile immaginare in quel momento.

da adesso mamma ti porto ovunque: il legame tra paura degli aerei e libertà

Nel finale del ricordo, Bonaccorti ha riportato anche un impegno preso in precedenza: “da adesso in poi mamma ti porto ovunque, non mi scocciare con la paura degli aerei”. Questa frase ha chiuso il racconto trasformandolo in una promessa di vicinanza, dove la paura del volo si scioglie davanti all’idea di portare la madre ovunque.

personaggi citati nel racconto

All’interno del racconto compaiono i seguenti nominativi:

  • Verdiana Bonaccorti
  • Caterina Balivo
  • Enrica
“Mamma era stata malissimo, ma poi si è truccata, vestita e siamo andate alla Tour Eiffel”: la figlia di Enrica Bonaccorti ricorda l’ultimo viaggio fatto a Parigi
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