Tempesta solare cannibale in arrivo 5 giugno: aurora boreale e possibili rischi per le telecomunicazioni
Il cielo potrebbe regalare uno spettacolo raro e molto atteso: per la notte del 5 giugno è in arrivo una tempesta geomagnetica in grado di favorire aurore boreali anche a latitudini più basse del normale. Dopo una serata precedente con nuvolosità e temporali che hanno oscurato i cieli italiani, le probabilità di avvistamento tornano a crescere grazie al miglioramento delle condizioni meteo e alla dinamica di un’ondata di plasma magnetizzato proveniente dal Sole.
Al centro dell’evento c’è l’arrivo di una perturbazione spaziale alimentata dall’interazione tra tre grandi espulsioni di massa coronale, con un potenziale aumento di intensità che ha spinto gli enti specializzati a emettere un’allerta mirata.
tempesta geomagnetica: allerta NOAA e intensità prevista fino a G4
Il contributo decisivo arriva da una perturbazione spaziale generata da tre potenti eruzioni solari. Gli esperti del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno diramato un’allerta per una tempesta geomagnetica “forte” di classe G3, con la possibilità che possa spingersi fino al livello G4 su una scala massima di 5.
sole e aurore boreali: quando la CME raggiunge la terra
Le previsioni operative riguardano la finestra temporale di arrivo del plasma nel vicino spazio terrestre. Il punto chiave è la comprensione della dinamica delle espulsioni solari e della loro evoluzione durante il viaggio verso il campo magnetico terrestre.
cme cannibale: come nasce una perturbazione più violenta
La sequenza che prepara l’impatto prende avvio nel corso del 3 giugno, quando la macchia solare 4455 produce tre significativi brillamenti in 24 ore: due eventi di classe M e uno di classe X, indicato come la categoria più elevata.
Successivamente arrivano tre espulsioni di massa coronale (CME), cioè nubi di plasma magnetizzato lanciate nello spazio verso il nostro pianeta. L’elemento determinante riguarda la velocità e l’interazione tra le tre nubi: la prima CME risulta la più estesa, mentre la seconda e la terza risultano inizialmente orientate verso Nord. L’evento che completa la sequenza, in ordine di tempo, si rivela però molto più veloce delle precedenti.
Gli astronomi definiscono questa dinamica “CME cannibale”: un fenomeno relativamente raro in cui l’espulsione più rapida raggiunge e ingloba le nubi di plasma solare partite in precedenza. La fusione tra componenti diverse produce una perturbazione geomagnetica più intensa rispetto all’impatto di un singolo evento. Una dinamica simile viene indicata come fattore che ha contribuito alla storica tempesta di livello estremo (G5) registrata nel maggio 2024.
previsioni per l’Italia: probabilità di avvistamento e ruolo del campo magnetico
Pur trovandosi in una fase calante del ciclo solare, l’attività complessiva viene descritta come in linea con la normalità statistica. Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste, sottolinea che non si tratta di una condizione anomala: fenomeni così energetici possono verificarsi anche nel declino dell’attività solare.
arrivo del plasma: margini di incertezza e impatto sulle aurore
Per quanto riguarda l’orario di arrivo della tempesta, l’esperto evidenzia un problema centrale: stimare il momento dell’impatto resta complesso. L’incertezza indicata varia tra 6 e 10 ore. Sul potenziale visivo, l’orientamento dei segnali è più ottimistico: sono previste auroree boreali a latitudini più basse del normale, con una difficoltà maggiore nel garantire la visibilità anche dall’Italia.
come aumentare le possibilità: buio, orizzonte nord e monitoraggio Kp
Anche se l’osservazione dal Nord Italia non è automatica, viene ricordato che l’avvistamento non è da escludere sulla base di quanto accaduto negli ultimi due anni. L’intensità osservabile dipenderà dall’orientamento del campo magnetico trasportato dal plasma al momento dell’impatto.
Per provare a osservare il fenomeno nella notte del 5 giugno, viene indicata come essenziale una gestione accurata delle condizioni di osservazione: allontanarsi dalle fonti di inquinamento luminoso, cercare aree con l’orizzonte nord completamente sgombro e monitorare in tempo reale il valore Kp, indice che misura l’attività geomagnetica globale.
possibili effetti sulle tecnologie: disturbi e impatto operativo
Una tempesta geomagnetica di categoria G3 non comporta un rischio diretto per la salute umana, ma può produrre disturbi tecnologici. Il contatto tra il plasma solare e l’alta atmosfera terrestre può causare cali di tensione sulle linee elettriche e influenzare il funzionamento di dispositivi e sistemi.
Nello specifico, risultano possibili interferenze nelle comunicazioni radio ad alta frequenza, un calo della precisione nei sistemi di navigazione satellitare (GPS) e problemi legati all’orientamento per i satelliti in orbita bassa.
Se la combinazione delle CME dovesse spingere la tempesta fino al livello G4, i disagi potrebbero intensificarsi: ci si aspetta un aumento della durata delle perturbazioni, con interruzioni anche di diverse ore nelle comunicazioni radio e nei sistemi di navigazione. In parallelo, l’estensione dei malfunzionamenti potrebbe arrivare a latitudini inferiori rispetto a quelle dei poli. Gli operatori aerospaziali restano in monitoraggio continuo per valutare l’impatto sulle infrastrutture.
esperti e riferimenti
All’interno del quadro informativo collegato alla previsione, è stato riportato il parere di un esperto di riferimento per la meteorologia spaziale.
- Mauro Messerotti


