Tassa sui pacchi 1 luglio: 5 euro fissi più iva per ogni ordine
La stagione degli acquisti low-cost oltre confine sta cambiando rapidamente rotta. Dal 1° luglio entra in vigore una stretta fiscale coordinata tra Bruxelles e l’Italia, pensata per colpire le spedizioni di piccole dimensioni e valore contenuto che finora potevano contare su regimi di favore. Il risultato atteso è un aumento dei costi legati allo sdoganamento, con controlli più frequenti e un rischio concreto di pagare due volte sullo stesso oggetto se le misure non restano separate.
mini pacchi in arrivo: fine della franchigia per acquisti sotto i 150 euro
La riforma prende forma con l’avvio del meccanismo di tassazione destinato a operare sulle spedizioni classificate come “mini pacchi”, cioè quelle che in precedenza potevano beneficiare di una franchigia doganale per valori inferiori ai 150 euro. L’intervento interessa spedizioni provenienti da e-commerce con sede fuori dall’Unione Europea, inclusi operatori extra-UE, e comporta un passaggio di regime fiscale con scadenze già fissate e tempi di applicazione ravvicinati.
Le conseguenze operative riguardano consumatori e aziende: si prevede un incremento dei controlli doganali e un maggior numero di verifiche su dichiarazioni e documenti. Tra i punti più delicati emerge anche la possibilità di una duplice imposizione sullo stesso acquisto, con impatti immediati al momento della consegna.
tassa sui pacchi: scadenza del rinvio tecnico fissata al 1° luglio
Il quadro normativo estivo nasce dalla convergenza di due percorsi paralleli. Da un lato l’Unione europea punta a tutelare il mercato interno e a contrastare concorrenza sleale ed evasione; dall’altro il governo italiano introduce un contributo interno.
La componente nazionale è rappresentata dalla cosiddetta “mini tassa italiana” da 2 euro applicata ai pacchi extra-Ue di valore inferiore ai 150 euro. La misura non è del tutto nuova, ma era rimasta congelata e la sua applicazione era stata temporaneamente rinviata dal decreto fiscale di primavera dopo un periodo in cui era emersa un’elusione sistematica.
Il rinvio tecnico scade proprio il 1° luglio, rendendo la finestra di applicazione coincidente con l’analogo intervento comunitario. Da qui l’interrogativo centrale per i contribuenti: le due misure si sommano? Se la sovrapposizione venisse confermata senza ulteriori rinvii, a ogni singolo pacco verrebbe attribuita una base di 5 euro iniziali, a cui si aggiungerebbe l’IVA ordinaria del 22%.
nuovo dazio europeo: 3 euro per articolo e addio alla franchigia
L’intervento europeo segna una svolta più strutturale: viene sancito l’addio definitivo alla franchigia doganale per le merci sotto i 150 euro. Finora gli acquisti transfrontalieri di piccolo valore potevano essere esenti dai dazi, limitandosi al pagamento dell’IVA. Dal 1° luglio, invece, viene introdotta una tassa fissa configurata come dazio transitorio pari a 3 euro.
La riforma non funziona su un’unica somma forfettaria riferita alla spedizione complessiva. Il dazio europeo viene calcolato su ogni singolo articolo dichiarato dentro il pacco. Di conseguenza, l’importo finale non dipende solo dal valore complessivo dell’ordine, ma anche da numero e tipologie degli articoli presenti nella stessa spedizione.
come cambia il costo: calcolo su articoli e esempio pratico
Se un ordine include tre piccoli accessori dal valore di 5 euro ciascuno, il calcolo non avviene sul totale di 15 euro. La tariffa fissa europea scatta come 3 euro per ogni articolo, quindi 9 euro di soli dazi di importazione per i tre pezzi.
Secondo le indicazioni di marcia dell’Unione, il sistema transitorio basato sulla quota fissa nel canale privati (B2C) rimarrà attivo fino al 1° luglio 2028.
costi diversi per privati e aziende: canale b2c vs b2b
L’impatto economico cambia sensibilmente in base al soggetto importatore. Per comprendere le differenze e ridurre sorprese al momento della consegna, i dati operativi indicano una distinzione nel metodo di calcolo degli oneri tra canale B2C e canale B2B.
b2c: dazio transitorio a quota fissa e calcolo dell’iva
Per i consumatori finali, l’onere doganale viene semplificato con la quota fissa ad articolo. Un caso esemplificativo riguarda l’acquisto di tre articoli con valore complessivo della merce pari a 120,00 euro: il dazio transitorio risulta 9,00 euro (3 articoli x 3,00 euro).
Il valore su cui si calcola l’IVA include merce più dazio: 129,00 euro. L’aliquota IVA applicata è del 22%, pari a 28,38 euro. Il totale degli oneri doganali diventa 37,38 euro, portando la spesa complessiva finale a 56,90 euro oltre al prezzo originario.
b2b: scompare la semplificazione e torna l’analisi per voce doganale
Per le imprese che importano merci sotto i 150 euro, il regime non mantiene la semplificazione del dazio fisso a 3 euro. Il dazio viene determinato in modo analitico applicando l’aliquota percentuale prevista dalla singola voce doganale della merce, con la possibilità di mantenere riduzioni o esenzioni legate all’origine preferenziale dei prodotti.
Riprendendo lo scenario con una merce di 120 euro, l’applicazione analitica sulle voci doganali conduce a un dazio tecnico di 10,23 euro. L’IVA del 22% viene calcolata sulla somma di 130,23 euro, con un’imposta di 28,65 euro. In questo caso, gli oneri doganali complessivi raggiungono 38,88 euro, con esborso finale pari a 58,40 euro oltre al valore iniziale del bene.
controlli doganali più intensi e contrasto all’elusione
L’avvio dei nuovi dazi procede insieme a un potenziamento dell’attività di vigilanza. L’aumento del volume di micro-pacchi low-cost extra-Ue ha posto sotto pressione dogane e operatori logistici in Europa, con un andamento che registra volumi raddoppiati in modo continuo ogni anno dal 2022.
Le autorità indicano due piani di attenzione: la concorrenza nei confronti dei produttori e esercenti europei e il rispetto delle norme doganali legate a sicurezza dei prodotti e regolarità delle dichiarazioni.
agenzia delle dogane e dei monopoli: focus su dichiarazioni di modico valore
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pianificato una intensificazione dei controlli sulle dichiarazioni doganali, con un focus sulle spedizioni etichettate come “di modico valore”. L’obiettivo indicato riguarda l’aumento della capacità degli uffici nel individuare dichiarazioni non corrette o palesemente falsificate in relazione al valore reale delle merci.
Il programma di verifiche mira a incrementare il tasso di positività e l’efficacia delle ispezioni fisiche e documentali nei nodi di smistamento.
stretta contro le triangolazioni: dazio nazionale finora eluso
Il rafforzamento dei controlli punta anche a sanare una criticità che ha reso inefficace la prima versione del contributo interno da 2 euro. In precedenza il mini dazio nazionale è stato largamente eluso dai grandi operatori logistici: tramite il sistema doganale integrato, i pacchi venivano inviati in Italia facendo transitare la merce e sdoganandola in altri Paesi dell’Unione in cui non era prevista la tassazione interna.
Una volta superato il confine comunitario in uno Stato membro con regole più permissive, le merci potevano entrare in territorio italiano su gomma come spedizioni interne all’Ue, risultando formalmente esenti da ulteriori balzelli. La nuova stretta coordinata mira a azzerare queste triangolazioni.
allarme confcommercio e confetra: preoccupazione per la doppia imposizione
Il lato politico presenta i provvedimenti come strumenti di equità fiscale, mentre il settore economico e logistico esprime una preoccupazione sulla sostenibilità pratica dell’accoppiata impositiva. Le associazioni di categoria segnalano il timore che l’introduzione congiunta delle misure possa generare un aggravio complessivo difficilmente gestibile.
La questione viene collegata alla possibile incidenza della duplice imposizione, resa più concreta dalla crescita dei controlli e dalla rigidità dei nuovi meccanismi di calcolo dei dazi.
Associazioni citate:
- Confcommercio
- Confetra
