Supergirl quanti soldi sta perdendo il cinecomic dc

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Supergirl quanti soldi sta perdendo il cinecomic dc

Il nuovo DC Universe sta mostrando segnali di grande difficoltà sul piano commerciale: Supergirl, secondo film della saga ideata da James Gunn e Peter Safran, sta facendo registrare performance estremamente deludenti negli incassi globali. I numeri aggiornati nelle prime giornate evidenziano un divario netto tra aspettative e risultati effettivi, con conseguenze che si riflettono sulle proiezioni economiche dell’intero progetto.

incassi supergirl: numeri deludenti in quasi 80 mercati

Nei primi 5 giorni in quasi 80 mercati internazionali, Supergirl ha accumulato 25,5 milioni di dollari. Il dato assume un valore ancora più critico se confrontato con un costo di produzione pari a 290 milioni di dollari.

Il confronto con i film DC recenti rafforza ulteriormente l’allarme: negli ultimi vent’anni, solo Blue Beetle è riuscito a fare peggio della “cugina di Superman”, con 18,5 milioni incassati. In parallelo, il territorio statunitense mostra una cifra di 37,1 milioni, che porta il totale globale a superare di poco i 62 milioni di dollari.

Le stime disponibili, già inizialmente, si muovevano su un’aspettativa di incassi più sostenuta: 80 milioni di dollari nei primi giorni, indicati come riferimento, poi rivelatisi non raggiunti.

supergirl dcu: possibili perdite e obiettivi economici

Oltre alle valutazioni sulla qualità della pellicola, il focus principale resta sugli aspetti finanziari. Secondo alcune fonti citate, Supergirl potrebbe generare perdite tra 100 e 120 milioni di dollari per i DC Studios. Altre indicazioni risultano più prudenti, collocando la cifra intorno a 85 milioni di dollari, comunque significativa.

La portata del risultato pesa anche perché si tratta soltanto del secondo film del neonato DCU di Gunn e Safran. Per Supergirl l’obiettivo minimo indicato è rappresentato da 200 milioni di dollari, mentre diverse previsioni attendono un traguardo inferiore, con un possibile massimo di 175 milioni a fine corsa.

bonus e accordi del cast: nessun vincolo legato agli incassi

Un elemento di contenimento riguarda la parte contrattuale del cast: non risulta alcun accordo collegato direttamente agli incassi del film. L’unico caso menzionato è quello relativo a Milly Alcock, a cui era stato promesso un bonus nel caso in cui la pellicola avesse incassato in modo positivo. Pur rimanendo incerto l’esito, il suo compenso è stato adeguatamente pagato.

impatto sul dcu: lezione sul pubblico e prossimi progetti

Dai dati descritti emerge una conseguenza operativa: il ragionamento interno ai DC Studios sembra orientato a una regola commerciale più netta, ossia che il pubblico non acquista in massa un biglietto per un supereroe poco conosciuto. Questo tipo di impostazione si lega anche alle aspettative su nuove uscite e sulla riuscita dei prossimi capitoli.

Nel quadro prospettico, viene citata l’attesa per Clayface. Nella narrazione complessiva, l’immagine evoca un clima di preoccupazione per Gunn e Safran, mentre si aggiunge un elemento contrastante riguardante i costi del prossimo film, descritto come un body horror DCU con produzione pari a 40 milioni di dollari.

La difficoltà economica di Supergirl viene inquadrata anche rispetto al contesto del mercato: viene citato Jurassic World - La Rinascita come uno dei titoli con maggiori performance commerciali, a conferma di un panorama in cui la competizione resta elevata.

personaggi e cast citati

  • Milly Alcock
  • James Gunn
  • Peter Safran
  • Clayface
  • Blue Beetle
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