Spielberg ha finalmente risposto alla domanda che tormenta i fan
A distanza di oltre quaranta anni dall’uscita di E. T. l’Extraterrestre, continua a riaffiorare una curiosità che ha accompagnato molti spettatori: com’era davvero al tatto il celebre alieno. La domanda, apparentemente bizzarra, ha trovato una risposta netta e precisa direttamente dal suo creatore, chiarendo un dettaglio rimasto a lungo nel campo delle supposizioni.
e.t. al tatto: risposta ufficiale di steven spielberg
Nel momento in cui è stato interrogato su E. T. se fosse viscido oppure asciutto, Steven Spielberg ha risposto con ironia ma senza ambiguità. La descrizione fornita è stata: E. T. era un po’ umido, con una puntualizzazione fondamentale, perché non era mai viscido. L’aspetto asciutto, secondo quanto dichiarato, compariva solo quando si ammalava.
che cosa significa davvero “viscido” per spielberg
Per rendere più chiara la propria interpretazione del termine, Spielberg ha spiegato a cosa collega l’idea di “viscido”. Il regista ha usato un confronto con un’altra creatura iconica della fantascienza, richiamando Alien nei film di Ridley Scott, collegato in modo specifico alla figura di H. R. Giger quando vengono mostrati i denti. In quel contesto, Spielberg ha indicato quello come l’esempio più vicino a ciò che intende per “viscido”.
Nel caso di E. T., invece, ha specificato che non aveva bava né filamenti di saliva. Secondo la ricostruzione offerta, non si è mai arrivati a quel tipo di impressione sensoriale.
le origini di e.t.: da un’impronta horror a un’emozione immediata
Spielberg ha anche ricordato che il percorso creativo non partì dalla versione morbida e rassicurante che molti ricordano. In origine, il progetto si avvicinava maggiormente a un’impostazione di horror fantascientifico. La scelta di non spingere il protagonista in direzioni troppo inquietanti o “viscide” fu rilevante, perché avrebbe potuto compromettere l’empatia immediata sviluppata dal pubblico, in particolare dai più giovani.
gli effetti speciali di carlo rambaldi e la resa sul set
La definizione del personaggio fu resa possibile dal lavoro di Carlo Rambaldi, artista degli effetti speciali. La realizzazione si basò su sofisticati animatronic impiegati per dare vita all’alieno sul set. Il livello di convinzione della costruzione fu così alto da arrivare a un risultato sorprendente: la giovane Drew Barrymore, all’epoca appena sette anni, avrebbe creduto che E. T. fosse realmente vivo.
un dettaglio che chiarisce un mistero: e.t. non era né secco né viscido
Con queste indicazioni, dopo decenni di speculazioni, la risposta si concentra su un punto chiave: E. T. non era secco né viscido, ma si presentava semplicemente un po’ umido. La sola eccezione richiamata riguarda i momenti in cui il personaggio si ammalava e appariva quindi asciutto. Un dettaglio considerato minore che, per molti fan, contribuisce a chiudere uno dei piccoli misteri ancora legati al film.
personaggi e nomi citati
- Steven Spielberg
- Carlo Rambaldi
- Drew Barrymore
- Ridley Scott
- H. R. Giger


