Spielberg avrebbe dovuto dirigere il film più amato di tim burton

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Spielberg avrebbe dovuto dirigere il film più amato di tim burton

Immaginare Tim Burton fuori dalla guida di un film cult può sembrare impossibile, soprattutto quando si parla di titoli capaci di definire un’epoca. Eppure, tra ipotesi, trattative e sceneggiature in continua evoluzione, una delle sue opere più amate ha rischiato di prendere un’altra strada: quella che avrebbe portato Steven Spielberg dietro la macchina da presa.

Il punto focale è Big Fish, film del 2003 incentrato sul rapporto complesso tra Will Bloom e suo padre Edward, uomo che ha trascorso la vita raccontando storie straordinarie legate a un passato fatto di meraviglie e invenzioni. Tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace, negli anni il film si è imposto come uno dei lavori più apprezzati della filmografia di Burton, distinguendosi per un registro luminoso e ottimista che si discosta dalle atmosfere più cupo-gotiche che hanno reso celebre il regista.

big fish e il passaggio di consegne che non è mai avvenuto

La curiosità riguarda la fase di sviluppo: lo sceneggiatore John August aveva convinto la Columbia Pictures ad acquistare i diritti del romanzo prima ancora della sua pubblicazione. Poi, nel pieno agosto del 2000, Spielberg si era inserito in trattative avanzate per dirigere l’adattamento, una volta completati i lavori su Minority Report.

In parallelo, Spielberg aveva già identificato un’idea precisa per il ruolo centrale. Il desiderio era di affidare la parte della versione più anziana di Edward Bloom a Jack Nicholson. Per avvicinare maggiormente la sceneggiatura alle esigenze dell’attore e dare ulteriore centralità al personaggio, Spielberg chiese ad August di riscrivere alcune parti del copione.

le revisioni della sceneggiatura e l’abbandono di spielberg

Nonostante l’intervento di riscrittura, le successive modifiche non riuscirono mai a portare il progetto nei termini ritenuti soddisfacenti. Le continue revisioni non riuscirono a incontrare pienamente le aspettative del regista, che decise quindi di lasciare l’iniziativa.

La scelta di uscire di scena avvenne per concentrarsi su un altro film, Prova a Prendermi. Con quel distacco, l’eventualità di un Big Fish diretto da Spielberg restò confinata a uno scenario alternativo, spesso evocato come uno dei principali what if nel recente panorama cinematografico di Hollywood.

tim burton come scelta decisiva per big fish

Nonostante il progetto avesse rischiato di cambiare regia, l’approdo a Tim Burton si rivelò una scelta vincente. Il regista riuscì a trasformare il materiale in una fiaba emozionante e unica, capace di conquistare il pubblico e di farsi ricordare ancora oggi.

big fish: la storia raccontata tra fantasia e rapporto familiare

Il cuore narrativo resta il rapporto tra Will Bloom e suo padre Edward. Edward è descritto come un uomo che, per tutta la vita, ha costruito il proprio universo personale attraverso racconti incredibili e fantastici sul passato. In parallelo, il film mette in evidenza quanto il legame tra figlio e padre sia segnato da difficoltà e distanza, mentre la narrazione intreccia prospettive e ricostruzioni di memorie.

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