Shia LaBeouf arrestato e in libertà vigilata dopo essersi dichiarato colpevole per rissa durante Mardi Gras
Shia LaBeouf è stato condannato alla libertà vigilata dopo essersi dichiarato colpevole di aver aggredito più persone durante i festeggiamenti del Mardi Gras. La decisione del giudice di Orleans prevede anche un programma di disintossicazione dall’alcol, inserendo nel percorso giudiziario un’attenzione specifica alla gestione della dipendenza.
shia labanouf patteggiamento e condanna per aggressioni durante il mardi gras
Secondo quanto stabilito, mercoledì 3 giugno, dal giudice di Orleans, LaBeouf dovrà affrontare una misura articolata: una pena sospesa di sei mesi e due anni di libertà vigilata. Nella stessa pronuncia è stato indicato l’obbligo di partecipare a un programma di disintossicazione dall’alcol.
Il procedimento trae origine da un episodio avvenuto il 17 febbraio, quando l’attore è stato ripreso in un video mentre, a torso nudo, spinge violentemente a terra una persona e ne colpisce un’altra in volto. In base al rapporto della polizia di New Orleans, l’aggressione avrebbe causato una probabile lussazione al naso.
responsabilità legale e misure imposte dal giudice
LaBeouf si è dichiarato colpevole di tre capi d’accusa per lesioni personali semplici. Il giudice Juana Marine-Lombard della parrocchia di Orleans ha disposto la pena sospesa e il regime di libertà vigilata.
Tra le condizioni imposte rientra anche l’obbligo di tenersi lontano dalle vittime e dal locale coinvolto nell’episodio. L’intento della misura, secondo quanto riportato, è evitare il ripetersi di contatti o situazioni analoghe.
aggressioni e insulti omofobi secondo la polizia
La polizia di New Orleans ha riferito che LaBeouf avrebbe usato insulti omofobi, indicati come parte delle condotte contestate. Il riferimento agli insulti è stato segnalato anche durante l’arresto, secondo le dichiarazioni riportate dalle autorità.
L’episodio nel suo complesso è stato ricondotto a una dinamica violenta ripresa nel video, con conseguenze fisiche descritte nel rapporto delle forze dell’ordine, inclusa la probabile lussazione al naso della persona colpita.
dichiarazioni sul patteggiamento e confronto con le vittime
Nel contesto del patteggiamento, sono state riportate dichiarazioni legate al supporto alle persone coinvolte. Il procuratore distrettuale Jason Williams ha affermato, in un comunicato, che l’ufficio si è consultato con le vittime per assicurarsi il loro sostegno prima di procedere con l’accordo che ha portato alla dichiarazione di colpevolezza.
Un elemento specifico riguarda anche la qualificazione dell’accaduto. Chervinsky ha dichiarato che LaBeouf avrebbe voluto “assumersi la responsabilità del suo ruolo” nell’episodio e ha descritto l’accaduto come una “piccola rissa da bar durante il Mardi Gras”.
assenza di prove su discriminazioni secondo le dichiarazioni riportate
Chervinsky ha aggiunto che non sarebbero emerse prove che l’episodio fosse riconducibile a pregiudizi o discriminazioni. Questa valutazione si inserisce nel quadro delle informazioni presentate nel materiale riassunto.
testimonianze delle persone aggredite e dettagli sull’episodio
Jeffrey Damnit, identificato dalla polizia come Jeffrey Klein, ha dichiarato di essere stato tra le persone aggredite. Il racconto riporta che LaBeouf lo avrebbe spinto da dietro al bar all’inizio della serata, mentre urlava insulti omofobi e lo minacciava di morte.
Il quadro del patteggiamento include anche aspettative legate alla riabilitazione. L’avvocato di Damnit ha sostenuto che il cliente spera in un miglioramento del comportamento dopo che LaBeouf si sarà sottoposto a un trattamento per la tossicodipendenza.
Michael Kennedy, riportato come avvocato, ha inoltre affermato che a New Orleans le persone sono tutte uguali e che dovrebbero potersi sentire al sicuro, senza essere trattate in modo differenziato in base alla fama. Il messaggio è collegato alla richiesta di protezione e sicurezza delle persone aggredite.
ordini di riabilitazione e dichiarazioni su alcol e aggressività
Dopo l’incriminazione di LaBeouf avvenuta a febbraio, un giudice gli aveva ordinato di tornare in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti e alcolisti. Pochi giorni dopo, l’attore avrebbe negato di avere un “problema di alcolismo” in un’intervista con il giornalista e YouTuber Andrew Callaghan.
La star del cinema avrebbe dichiarato di dubitare che la riabilitazione potesse aiutare, sostenendo che le cause del comportamento aggressivo durante il Mardi Gras sarebbero state più legate a rabbia e ego che all’alcol.
affermazioni sull’omofobia e reazioni in presenza di uomini gay
Nel corso dell’intervista, LaBeouf avrebbe fatto riferimento alla propria reazione davanti a uomini gay. È stato riportato che avrebbe detto: “le persone gay corpulente mi spaventano”. A Callaghan avrebbe aggiunto che, quando si trova da solo e tre ragazzi gay gli stanno accanto toccando la gamba, prova spavento. L’attore avrebbe anche affermato: “Se questo è omofobia, allora lo sono”.
condizioni della libertà vigilata e obbligo di allontanamento
Le condizioni della condanna includono l’obbligo di rispettare il regime di libertà vigilata per due anni e di seguire un programma di disintossicazione dall’alcol. In aggiunta, viene richiesto a LaBeouf di tenersi lontano dalle vittime e dal locale in cui si sarebbe svolto l’episodio contestato.
Persone citate:
- Shia LaBeouf
- Juana Marine-Lombard
- Jason Williams
- Chervinsky
- Jeffrey Damnit (identificato dalla polizia come Jeffrey Klein)
- Michael Kennedy
- Andrew Callaghan
