Sciopero british council 4 giugno a roma contro i licenziamenti sostegno

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Sciopero british council 4 giugno a roma contro i licenziamenti sostegno

Continua l’azione di protesta dei dipendenti del British Council Italia. La Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil ha confermato un nuovo sciopero con una manifestazione prevista a Roma per il 4 giugno, insieme a un presidio che richiama le ragioni della vertenza già sollevate nelle mobilitazioni precedenti.

La protesta si inserisce in un percorso sindacale che, dopo l’astensione del 21 maggio, ha coinvolto anche altre città come Milano e Napoli, sempre nell’ambito della stessa iniziativa promossa dalla Flc Cgil contro l’annuncio di un maxi taglio dell’organico nelle sedi italiane.

4 giugno e manifestazione a roma: sciopero e presidio flc cgil

La Flc Cgil comunica che lavoratori e lavoratrici dell’istituto incroceranno le braccia con una manifestazione in programma a Roma, in piazza SS. Apostoli, dalle ore 14.00. Il presidio rappresenta un passaggio ulteriore della mobilitazione sindacale legata alle ricadute occupazionali prospettate per le sedi italiane.

La scelta di proseguire con nuove iniziative si collega allo sciopero del 21 maggio, che ha interessato la Capitale e anche Milano e Napoli, in risposta alle criticità poste al centro della vertenza.

licenziamento collettivo e numeri dell’impatto: 108 posti a rischio

Secondo quanto riportato dalla Flc Cgil, la mobilitazione nasce dalla contestazione della volontà di smantellare l’83% dell’organico tramite un licenziamento collettivo. Il sindacato indica come scenario di riferimento il rischio per 108 lavoratrici e lavoratori su 130 operativi in Italia.

In questa cornice, la Flc Cgil sostiene che la procedura metterebbe in discussione la presenza storica dell’ente culturale britannico nel Paese, trasformando una decisione di riorganizzazione in un’operazione di ampia portata sul piano occupazionale.

comunicazione aziendale dell’11 maggio e motivazioni finanziarie

L’azione sindacale fa riferimento a una comunicazione formale inviata dall’azienda alle rappresentanze sindacali in data 11 maggio. In quel contesto sarebbe stata annunciata l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo, motivata da una dura crisi finanziaria che, dopo la fase legata al Covid, avrebbe colpito l’organizzazione.

La Flc Cgil riporta inoltre che l’ente avrebbe un deficit di finanziamento e non riuscirebbe a colmare il rimborso di un prestito di 197 milioni di sterline concesso dal governo di Londra. La soluzione dei problemi finanziari, secondo il sindacato, finirebbe per ricadere sulle sedi italiane.

accuse a rigidità dirigenziale e difesa dei posti di lavoro

Le rappresentanze sindacali aziendali e la Flc Cgil respingono l’atteggiamento rigido e speculativo attribuito alla dirigenza. Il sindacato sostiene che la dirigenza continui a giustificare la decisione richiamandosi a una presunta “finta crisi aziendale”, descritta come funzionale ad avallare una scelta di natura politica legata al Governo di Londra.

Nel quadro della vertenza, viene indicata la contestazione delle conseguenze su diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e il riferimento a un Accordo Culturale bilaterale tra Italia e Regno Unito in vigore dal 1951.

richieste ai ministeri: intervento del governo italiano e rispetto dei trattati

La Flc Cgil annuncia l’intenzione di chiedere l’attivazione dei Ministeri degli Esteri, della Cultura e del Lavoro affinché il Governo italiano intervenga prontamente a difesa dei posti di lavoro e della dignità del Paese. L’obiettivo indicato è anche l’invio di un richiamo al Governo inglese per il rispetto dei trattati internazionali.

Il sindacato ribadisce una posizione netta: “I posti di lavoro non si toccano e il British Council non si cancella”.

accordo culturale del 1951: promozione dello scambio tra italia e regno unito

La Flc Cgil collega la contestazione all’esistenza di un accordo tra Londra e Roma del 1951, anno di nascita dell’ente. L’accordo sarebbe orientato a favorire lo scambio culturale e a includere aspetti legati all’educazione tra i due Paesi.

solidarietà dal regno unito: lettera ucu e mozione nel congresso

Lo sciopero riceve anche una forma di sostegno dalle organizzazioni sindacali britanniche. La Flc Cgil richiama una comunicazione di solidarietà inviata dall’University and College Union (UCU), descritta come il principale sindacato britannico dell’università e dell’istruzione superiore.

Secondo quanto riportato, l’UCU avrebbe inviato una lettera a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del British Council, firmata dalla Segretaria generale Jo Grady. Nella lettera si evidenzierebbero le conseguenze della decisione non solo sul personale coinvolto e sulle loro famiglie, ma anche su studenti e sui rapporti culturali ed educativi consolidati tra Italia e Regno Unito.

iniziativa sindacale britannica: mozione del 29 maggio

L’UCU collega l’azione di sostegno a una mozione votata il 29 maggio nel loro congresso. L’organizzazione sindacale si sarebbe impegnata a sostenere concretamente la vertenza, sensibilizzare il Parlamento britannico e promuovere iniziative di solidarietà all’interno del movimento sindacale del Regno Unito.

nomi citati nella vertenza

  • Jo Grady
British Council Italia: nuovo sciopero il 4 giugno a Roma contro i maxi licenziamenti. Arriva il sostegno dai sindacati inglesi

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