Renzo Arbore e la storia dei monarchici in famiglia, tra politica assente e problemi di cibo

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Renzo Arbore e la storia dei monarchici in famiglia, tra politica assente e problemi di cibo

In vista dei festeggiamenti per l’80esimo anniversario della Repubblica Italiana, previsti per il 2 giugno, Renzo Arbore ha ripercorso le dinamiche familiari che precedettero il Referendum destinato a cambiare in modo profondo il volto del Paese. Le parole dell’artista hanno messo al centro un clima sociale in cui la politica non era necessariamente una presenza quotidiana nelle case, mentre il voto si preparava tra abitudini e appartenenze tramandate.

Il racconto ha preso avvio da una fotografia della quotidianità: la priorità era la vita di tutti i giorni, con una distanza percepita rispetto ai temi politici. In quel contesto, la trasformazione istituzionale che sarebbe arrivata con il Referendum si intrecciò con convinzioni ereditarie e con scelte che, per molte famiglie, non erano soltanto personali.

renzo arbore e il referendum del 2 giugno nella memoria familiare

Arbore ha descritto un ambiente in cui la politica non entrava nelle case, almeno nel modo in cui lo percepiva personalmente. Nel ricostruire l’atmosfera dell’epoca, ha evidenziato anche la presenza di orientamenti monarchici nel proprio nucleo familiare, con una componente di discendenza legata al passato.

Nel racconto emerge un contrasto tra identità tradizionali e la percezione del voto come elemento potenzialmente “rivoluzionario”. A Foggia, proclamarsi repubblicani veniva considerato un gesto che si discostava dalle aspettative locali, rendendo la vigilia del Referendum un momento carico di tensione e significato.

orientamenti politici in famiglia: monarchici, repubblicani e posizionamenti interni

Renzo Arbore ha ricordato che la sua famiglia era monarchica, ma con distinzioni nette tra i vari membri. Ha sottolineato che solo il nonno Lorenzo, dal quale ha preso il nome, arrivava a dichiararsi repubblicano. La nonna, invece, di origini bolognesi, veniva descritta come incline a un’appartenenza “rossa”, con una definizione che Arbore ha collegato anche a un tratto legato al campanilismo.

Nel quadro tracciato, nonno e nonna rappresentavano quindi due poli diversi, mentre la famiglia manteneva una convivenza di idee. Arbore ha aggiunto che lo zio, descritto come sindacalista, pur avendo un ruolo riconducibile all’ambito sindacale, militava nel partito monarchico, confermando come il tessuto familiare fosse composto da sfumature e contraddizioni.

2 giugno e il voto: come si decideva in casa

Tra i dettagli più evocativi del racconto compare la scena quotidiana della mattina del 2 giugno. Arbore ha riportato una frase riferita dalla madre, che chiedeva al padre: “Giulio, che voto?”. La descrizione dei comportamenti legati alle decisioni elettorali restituisce un’idea di organizzazione domestica in cui il voto veniva gestito secondo gerarchie consolidate.

Secondo la ricostruzione, le mogli si regolavano in base alle indicazioni dei mariti. Le donne prive di sposo, invece, si rivolgevano al parroco per orientarsi. La narrazione evidenzia che chi si discostava da queste regole veniva considerato “fuori ordinanza”, segnale di un controllo sociale forte anche in ambito familiare.

tensione sociale dopo il voto e resistenza monarchica

Arbore ha esteso la riflessione oltre il perimetro familiare, richiamando una resistenza monarchica anche in altre aree, citando in particolare Napoli. Nel racconto, la consistenza dell’opposizione emerge dopo i risultati del voto, tanto che si sarebbe arrivati a sfiorare una rivolta.

Il percorso delineato mette insieme più elementi: la percezione della politica come tema non quotidiano, la presenza di orientamenti diversi dentro la stessa famiglia e l’esistenza di regole sociali stringenti sulle scelte del giorno del Referendum. In questo scenario, il 2 giugno appare come una data in cui il cambiamento istituzionale trovò terreno fertile in relazioni, abitudini e identità già consolidate.

persone citate nel racconto di renzo arbore

  • Renzo Arbore
  • Lorenzo (nonno, il cui nome viene ripreso dall’artista)
  • Giulio (padre)
  • 2 giugno (non come persona, ma come riferimento temporale decisivo per il voto)
  • Napoli (città citata per la resistenza monarchica)
  • lo zio sindacalista (descritto come militante nel partito monarchico)
  • la madre (indicata come promotrice della domanda sul voto al padre)
  • il parroco (punto di riferimento per alcune scelte elettorali)
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