Pier Silvio Berlusconi e l’imitazione di Ubaldo Pantani: cosa ha detto e la frase su chi è più bello

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Pier Silvio Berlusconi e l’imitazione di Ubaldo Pantani: cosa ha detto e la frase su chi è più bello

Le imitazioni possono trasformarsi in piccoli racconti capaci di accendere curiosità e memoria collettiva. Nel caso di Ubaldo Pantani, l’attenzione del pubblico si è concentrata sulle sue “maschere” televisive, diventate riconoscibili grazie a dettagli e meccanismi comici che restano impressi. Tra le figure più ricordate spicca quella dell’amministratore delegato Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, seguita da altre creazioni che hanno trovato spazio anche in contesti di grande visibilità.

Ubaldo Pantani e le maschere di GialappaShow

Ubaldo Pantani, attore e comico, è riuscito a conquistare pubblico e critica grazie alle sue imitazioni durante GialappaShow. Il racconto si lega a episodi concreti e a reazioni che avvicinano il confine tra finzione e realtà, rendendo le “maschere” non solo performance, ma anche materiale narrativo. Tra i personaggi riprodotti, l’imitazione di Pier Silvio Berlusconi occupa un posto centrale nelle testimonianze.

Pier Silvio Berlusconi e l’aneddoto della telefonata

Un episodio viene descritto durante la partecipazione al Festival della Tv di Dogliani. Nel racconto emerge che un giorno arriva una telefonata proprio da Berlusconi Jr. L’attore racconta di aver creduto inizialmente a uno scherzo, per poi scoprire che dall’altra parte c’era davvero Pier Silvio Berlusconi. La reazione viene presentata come positiva: il destinatario avrebbe dichiarato di non essersi offeso e di essersi divertito con l’imitazione.

Durante la chiamata, viene riferito anche un passaggio ironico: oltre all’apprezzamento per la parodia, sarebbe stato sottolineato che “lui è più bello”. La chiusura dell’aneddoto richiama l’idea che, nel racconto, venga fuori il “Giletti” che sarebbe contenuto nella personalità imitata.

Lapo Elkann: dalla creazione al “cliché”

Tra le imitazioni che hanno avuto maggiore eco c’è quella di Lapo Elkann. Secondo il racconto, l’imitazione avrebbe fatto una “storia” tale da essere arrivata anche sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo. La figura comica viene descritta come costruita su un meccanismo ripetibile, basato su un “cliché” che, nelle intenzioni dichiarate, non avrebbe alcun legame diretto con la biografia del personaggio.

La maschera viene sintetizzata con un’immagine precisa: un ricco gaffeur con uno sguardo ingenuo verso il mondo. In questo modo l’imitazione non punta tanto alla riproduzione puntuale dei tratti documentati, quanto a una resa scenica immediatamente comprensibile.

Il confine tra finzione e realtà nel racconto su Lapo

La narrazione mette in evidenza la vicinanza tra invenzione comica e situazioni percepite come reali. Viene riportata un’osservazione legata a un contesto familiare: al funerale di una zia arriverebbe una persona “tutta seria” che, come riportato, dice “condoglianze Lapo”. L’effetto comico nasce dall’accostamento tra formalità del momento e stile linguistico della maschera.

Leonardo Maria Del Vecchio: una maschera sospesa

Tra le ultime creazioni citate compare anche Leonardo Maria Del Vecchio. La descrizione della maschera è caratterizzata da un’immagine surreale: un personaggio sospeso in una nuvola, in attesa di un significato. Viene presentato come un personaggio dadaista, con un’impostazione che rimane volutamente aperta, tanto da sollevare dubbi perfino sull’età.

Nel racconto si afferma che non sia chiaro quanti anni abbia, con un riferimento metaforico legato al fatto che bisognerebbe fare come con le sequoie: l’idea sottintende che sarebbe comunque un peccato “segare” per scoprire l’età reale.

personaggi citati

  • Ubaldo Pantani
  • Pier Silvio Berlusconi
  • Lapo Elkann
  • Leonardo Maria Del Vecchio
  • Giletti
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