Paola turci discreta e separazione con francesca pascale: cosa ha detto sui giornali
Paola Turci torna a raccontare con lucidità il blocco creativo, il rientro a Roma e il dolore legato all’esposizione mediatica dopo la fine della relazione. Nelle parole della cantautrice emerge anche un pensiero profondo sul corpo femminile e su quanto il giudizio pubblico continui a pesare sulle donne: “Siamo ancora giudicate per il nostro aspetto”.
paola turci e vita mia: dal blocco creativo al ritorno a roma
Turci descrive un periodo di pausa, definendo la fase come un momento trascorso “ai box”, caratterizzato da silenzio, ascolto, osservazione e vita vissuta. Dal punto di vista artistico, però, afferma di aver incontrato difficoltà: “qualcosa si era bloccato”. Poi arriva il cambiamento, legato al rientro: tornata “a casa, a Roma”, riferisce che “è cambiato tutto”.
La cantautrice spiega così l’origine della canzone Vita Mia, brano che anticipa l’album in uscita il 2 ottobre intitolato Amore a dismisura.
separazione e dolore per l’esposizione mediatica
Turci torna anche a parlare della separazione da Francesca Pascale e racconta come abbia vissuto quei momenti. Sottolinea che il dispiacere nasce non dalle critiche o dagli insulti, perché non le interessano: “Ognuno può essere cafone e maleducato a modo suo”.
Il punto che la ferisce riguarda l’assenza di un diritto di replica. Turci afferma che ad alcune persone possa sembrare che lei abbia voluto stare sui giornali, chiarendo che non era nelle sue intenzioni: “È tutto sbagliato perché non era il mio scopo”.
Nel racconto della cantautrice emerge anche un apprendimento personale: ammette di non aver tenuto conto della popolarità, definendo quella reazione come un “pensi che idiota”, e racconta di aver imparato a scambiare e ricevere affetto con chi la seguiva.
paola turci discreta: la scoperta della fine sui giornali
Turci si descrive come “discreta” e racconta la dinamica domestica che si è venuta a creare: nella sua casa “venuti a scoprire della fine della storia con Francesca Pascale dai giornali”.
Ripercorre inoltre gli inizi della sua vita musicale, ricordando che i genitori le dicevano che “la musica non è un lavoro”. Secondo quanto riferisce, essere cantante non veniva visto come un mestiere, ma come un privilegio: la direzione suggerita era “ok, puoi cantare come puoi giocare a calcio”, però con l’idea che poi servisse trovare un lavoro e ottenere un posto fisso da dipendente statale. I suoi fratelli, precisa, si sono laureati.
donne e giudizio sul corpo: il nodo culturale nelle parole di turci
Nella conversazione riemergono anche brani citati dalla cantautrice, tra cui Bambini (anno 1989) e Fatti bella per te (anno 2017). Proprio da quest’ultimo Turci fa emergere alcune considerazioni sul tema femminile.
Il messaggio centrale riguarda il fatto che il problema sia culturale e che prenda forma dalle etichette assegnate alle donne. Turci ribadisce che le donne vengono ancora giudicate per il corpo, e segnala una dinamica che dura nel tempo: “Se ne parla da tempo senza arrivare mai al dunque”.
In chiusura del ragionamento, il focus torna sull’accettazione: secondo Turci contano l’amore per se stessi e l’accettazione di come si è, “a prescindere dai modelli”.
francesca pascale e paola turci
Nel racconto della cantautrice compare una figura legata alla relazione discussa pubblicamente.
- Francesca Pascale


